La coltura del tabacco italiana è un settore che in pochi associano spontaneamente all’innovazione digitale, eppure i numeri raccontano una realtà di primo piano: l’Italia è il principale produttore europeo di tabacco, con un raccolto che supera i 43 milioni di tonnellate di foglie, un tessuto produttivo che coinvolge oltre 400 piccole e medie imprese e circa seimila operatori agricoli lungo l’intera catena del valore, dal campo alla trasformazione.
Il contesto e il bisogno
Il comparto rappresenta un pilastro economico e occupazionale, che si trova oggi davanti a una doppia pressione: da un lato l’esigenza di mantenere standard qualitativi e competitivi elevati; dall’altro la necessità di rispondere a requisiti di tracciabilità, sostenibilità e conformità normativa stringenti. In questo contesto, nell’ambito del Memorandum d’Intesa triennale 2026-2028, siglato a Napoli tra Bat Italia, Confagricoltura e le due organizzazioni di produttori New Tab (Veneto) e Protab Italia (Campania), si punta anche a costruire un modello di filiera strutturalmente diverso: integrato, governato dai dati e monitorato attraverso tecnologie satellitari e intelligenza artificiale.
Tra i punti del Memorandum c’è l’impegno collettivo verso la trasformazione tecnologica della filiera, articolato su tre direttrici: digitalizzazione dei processi produttivi (1), utilizzo dell’intelligenza artificiale per la gestione agronomica (2) e tracciabilità completa lungo tutta la catena del valore (3). L’obiettivo è costruire un ecosistema in cui la programmazione produttiva è condivisa tra tutti gli attori, i dati sono raccolti e analizzati in tempo reale e ogni fase — dalla pianificazione della semina alla consegna del raccolto — è documentata e verificabile. Un modello, in sintesi, che ambisce a rendere la filiera tabacchicola italiana la prima nel Paese a funzionare in modo completamente digitale.
Il metodo e la soluzione
Il fulcro tecnologico dell’intero Memorandum è WePlant, il progetto di agricoltura di precisione sviluppato dalla start-up JustOnEarth. Per comprenderne la portata occorre partire dal bisogno che intende risolvere. Gestire una filiera che coinvolge centinaia di aziende agricole distribuite tra Veneto e Campania pone sfide operative enormi: pianificare le coltivazioni in modo coordinato, monitorare lo stato delle colture in tempo reale, ottimizzare l’impiego di risorse idriche e fertilizzanti, garantire la conformità a standard ambientali e normativi, e produrre la documentazione necessaria per audit e rendicontazione Esg. Tradizionalmente ciascuna di queste attività si basa su processi frammentati, registrazioni cartacee e una circolazione delle informazioni lenta e parziale.

WePlant affronta queste criticità integrando due tecnologie complementari in un’unica piattaforma: l’AI e i dati satellitari. Il sistema acquisisce in modo continuativo immagini e informazioni provenienti da costellazioni satellitari, li elabora attraverso algoritmi di AI e li trasforma in indicazioni operative direttamente utilizzabili dai coltivatori e dai tecnici agronomici. Il risultato è un modello avanzato di agricoltura di precisione che interviene su tre livelli. Il primo è la pianificazione colturale evoluta: grazie all’analisi predittiva dei dati ambientali e storici, WePlant consente di programmare le attività agricole con una granularità e un’accuratezza impossibili da raggiungere con i metodi tradizionali. Il secondo livello è l’ottimizzazione nell’uso delle risorse: la piattaforma monitora in tempo reale il fabbisogno idrico e nutrizionale delle colture, suggerendo interventi mirati che riducono gli sprechi di acqua e fertilizzanti. Il terzo è il monitoraggio continuo delle performance produttive e ambientali, che consente di individuare tempestivamente criticità e di intervenire prima che si traducano in perdite di raccolto o in non conformità.
Tra gli elementi distintivi della piattaforma il Quaderno Digitale di Campagna: uno strumento che sostituisce la documentazione cartacea tradizionale con una registrazione digitale, automatica e geolocalizzata di tutte le operazioni agronomiche. Per le singole aziende agricole significa semplificare drasticamente gli adempimenti burocratici; per la filiera nel suo complesso significa disporre di una tracciabilità completa e verificabile, fondamentale sia per gli audit interni sia per la rendicontazione di sostenibilità. Come spiega Masè, presidente e AD di Bat Italia, “attraverso WePlant si mette a disposizione dei coltivatori strumenti innovativi per rendere più efficienti i processi e garantire una tracciabilità che valorizzi il contributo di ogni operatore del settore”. Il sistema genera inoltre significativi risparmi operativi lungo tutta la catena, un aspetto cruciale per un tessuto produttivo composto prevalentemente da piccole e medie imprese per le quali l’efficienza dei costi è una condizione di sopravvivenza. La combinazione di monitoraggio satellitare, intelligenza artificiale e digitalizzazione documentale posiziona la filiera tabacchicola italiana come caso scuola nella transizione ecologica e digitale dell’agricoltura — un modello che, per le sue caratteristiche, è progettato per essere replicabile anche in altri comparti agricoli e in contesti internazionali.
Confagricoltura, Hubfarm e la dimensione europea
Il Memorandum non si limita a definire un progetto tecnologico: valorizza il ruolo di Confagricoltura come snodo tra innovazione digitale e tessuto agricolo.

L’organizzazione porterà nel perimetro dell’accordo la propria piattaforma proprietaria Hubfarm, con l’obiettivo di creare sinergie operative con WePlant e definire un modello di gestione sostenibile e integrato destinato a diventare il riferimento per le aziende tabacchicole associate. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti rimarca il valore strategico di questa convergenza: “Siamo orgogliosi di prendere parte a questo progetto e di condividere con partner di tale rilievo la centralità dell’intelligenza artificiale e degli strumenti più avanzati per la crescita della filiera”. Per Giansanti la partita va ben oltre i confini nazionali: l’Italia è il principale produttore europeo e ha, a suo avviso, “le carte in regola per essere competitiva a livello globale”, a patto di ottenere dall’Unione Europea “maggior sostegno in termini di fiscalità e spinta all’innovazione”.
Un modello replicabile
WePlant rappresenta più di un progetto di innovazione settoriale. E’ la dimostrazione che la trasformazione digitale dell’agricoltura italiana può partire da filiere consolidate e tradizionali, a condizione che gli attori coinvolti – rappresentanza agricola, operatori di trasformazione, start-up tecnologiche e industria – sappiano costruire un ecosistema in cui la tecnologia non è un’imposizione dall’alto ma uno strumento condiviso che genera valore per ogni anello della catena. Come lo stesso Masè sintetizza, “progetti come questo rappresentano la concreta espressione” di una visione “fondata su programmazione, innovazione e una prospettiva di lungo periodo”.
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