E’ il secondo esercizio di rendicontazione del gruppo, il Sustainability Report 2025 di Sopra Steria, e arriva in successione all’adozione della Corporate Sustainability Reporting Directive. Il documento si presenta come estratto dell’Universal Registration Document 2025, scelta editoriale che ribadisce l’integrazione fra rendicontazione finanziaria e non finanziaria oggi richiesta alle grandi imprese europee. Il quadro generale è quello di un’azienda che, dopo aver completato nel 2024 il primo esercizio di reporting Csrd, consolida ora un metodo articolato lungo l’architettura degli European Sustainability Reporting Standards e in dialogo con il riferimento della doppia materialità. E il perimetro è quello di un gruppo che opera in 26 Paesi su 164 sedi, con 51.275 dipendenti.
A inquadrare la cornice strategica del documento è Axelle Lemaire, head of Sustainability & Corporate Social Responsibility del gruppo: “Legare il progetto aziendale di Sopra Steria agli imperativi di sostenibilità e resilienza crea valore – scrive nell’introduzione -, in un anno segnato da instabilità geopolitica e dall’accelerazione dell’AI che la manager descrive come “fattori capaci di ridefinire le condizioni stesse della creazione di valore”.
L’architettura del report di sostenibilità
Il documento è organizzato secondo l’architettura Esrs. La sezione di informazione generale apre con strategia, modello di business e value chain, prosegue con governance della sostenibilità e con la metodologia di gestione di impatti, rischi e opportunità.

Seguono le sezioni tematiche: ambiente con i moduli E1 per il cambiamento climatico ed E5 per l’economia circolare, integrati dalle informazioni richieste dalla EU Taxonomy; sociale con S1 su dipendenti, S3 su comunità locali e S4 per consumatori e utilizzatori finali; governance con G1 condotta aziendale e compliance, affiancata dal piano di vigilanza e dalle attività di due diligence.
Il report si chiude con l’assurance report degli auditor di sostenibilità, una tavola di concordanza con i requisiti Csrd e le mappature di rinvio fra Esrs e Sustainable Development Goals, Global Compact, Gri, raccomandazioni Tcfd-Cdsb e indicatori Pai della Sustainable Finance Disclosure Regulation. A completamento, una visione d’insieme dei metrics sociali e ambientali, una overview del performance approach e un glossario. La struttura mostra l’integrazione, oggi richiesta dalla Csrd, fra disclosure tematiche, rinvii agli standard internazionali e ancoraggio agli adempimenti del quadro regolatorio europeo.
Doppia materialità, processo in quattro fasi
Il fulcro metodologico è il double materiality assessment, condotto per la prima volta nel 2024 e ora in regime di aggiornamento. Il processo si articola in quattro fasi: integrazione del framework regolatorio Esrs 1 AR 16 con identificazione dei temi specifici per il gruppo; analisi della value chain a monte e a valle per individuare impatti, rischi e opportunità (gli Iro); determinazione degli Iro materiali sulla base di una soglia (sopra 2,5 su scala 1-4) calcolata su media e mediana per ciascun tema; raggruppamento degli Iro nei sustainability matter rilevanti per l’attività del gruppo.
L’esercizio integra criteri di scala, ambito, rimediabilità e probabilità per la materialità d’impatto, ed effetti finanziari, operativi, reputazionali e probabilità di occorrenza per quella finanziaria. Il governance frame è triplice: il dipartimento Sustainability & Csr sovrintende, l’Internal Control supporta, il Comitato Esecutivo, l’amministratore delegato e il presidente del consiglio approvano. Sul piano dell’engagement, il 10% del valore del Group Performance Index è ora legato a criteri Esg, agganciando la remunerazione variabile dei manager al perimetro sostenibilità. La revisione è annuale; l’aggiornamento approfondito è previsto ogni tre anni. A presidio del processo, il gruppo ha integrato il framework Coso Icsr (Internal Control over Sustainability Reporting) del 2023, di cui un action plan è oggetto di monitoraggio regolare da parte dell’Audit Committee.
Cybersecurity, sovranità e digitale responsabile
Oltre alle disclosure Esrs, il report dedica una sezione autonoma alle questioni specifiche del business di Sopra Steria, articolata in due capitoli: cybersecurity e sovranità digitale, sviluppo della tecnologia digitale responsabile. La rilevanza è materiale: nel 2025, l’82% del fatturato del gruppo deriva da verticali classificati come settori ad alta criticità dalla direttiva Nis2 — Pubblica Amministrazione, Aeronautica, Difesa e Sicurezza, Servizi Finanziari, Energia, Trasporti.

Il perimetro normativo coinvolge Nis2, Dora e Gdpr, oltre alle certificazioni Iso 27001 e Iso 27005 e alle iniziative Ecso, InterCert e Cesin. Sul fronte della sovranità digitale, il documento richiama partnership come Gaia-X, Edge and Cloud e Campus Cyber, mentre una specifica linea di lavoro è dedicata al contrasto della disinformazione attraverso il think tank Cercle Pégase, guidato dalla vertical Defence & Security. I capitoli concorrono al perseguimento di tre obiettivi di sviluppo sostenibile: consumo e produzione responsabili, pace e istituzioni solide, partnership.
La dimensione italiana
Il Sustainability Report 2025 si presenta in Italia in coincidenza con due passaggi: l’avvicinarsi del venticinquesimo anniversario di Sopra Steria nel Paese, atteso nel 2026, e l’ottenimento del Sustainable IT Label di livello 1, riconoscimento sviluppato dall’Institute for Responsible Digital in collaborazione con il ministero francese per la Transizione Ecologica, Ademe e Wwf. Lo standard verifica un quadro di governance, strategia di digitale responsabile, gestione del ciclo di vita e supply chain delle aziende dei servizi digitali.

“I risultati del Sustainability Report 2025 raccontano un percorso di crescita che tiene insieme innovazione, inclusione e responsabilità”, spiega Stefania Pompili, amministratrice delegata di Sopra Steria Italia. “In Italia stiamo consolidando una presenza femminile sempre più forte, sia nelle assunzioni sia nei ruoli di leadership, e continuiamo a investire nelle competenze che plasmeranno il futuro digitale del Paese”. Sul versante ambientale, Roberto Balzerani, chief sustainability officer della filiale italiana, colloca il riconoscimento come passaggio di metodo: “L’ottenimento della Sustainable IT Label segna un passo importante in questa direzione: non un punto di arrivo, ma l’inizio di un impegno strutturato e misurabile per integrare i principi ambientali lungo l’intero ciclo di vita delle tecnologie”.
Nel complesso, il Sustainability Report 2025 di Sopra Steria si presenta come un documento di consolidamento metodologico, in cui la disciplina Esrs e l’analisi di doppia materialità si combinano con il presidio settoriale di un’azienda che colloca cybersecurity, sovranità digitale e digitale responsabile al centro della propria proposta di valore. È una rendicontazione che fa della struttura, prima ancora che dei singoli risultati, l’indicatore del livello di maturità raggiunto nel dialogo fra strategia di business e disclosure di sostenibilità.
Per approfondire l’approccio alla sostenibilità di Sopra Steria:
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