Trent’anni di esperienza IT nel parmense confluiscono in un gruppo da oltre 100 milioni di euro di fatturato. Infatti, con l’acquisizione della quota di maggioranza di Infor, service provider attivo in Emilia-Romagna dal 1990, Acs Group, il polo tecnologico alto di Bolzano, entra in una delle “piazze” industriali più dense del Paese. L’operazione, condotta dalla capofila Acs SpA (non sono noti i termini economici specifici dell’accordo), si iscrive in una traiettoria di crescita che a giugno ha visto anche l’apertura della nuova sede di Verona.

Scelta disegnata sul territorio

La direzione dell’espansione non è casuale. L’Emilia-Romagna resta tra i motori manifatturieri italiani, e l’area parmense somma alla filiera agroalimentare e alle sue macchine per il confezionamento la vicinanza alla Motor Valley e alla meccanica di precisione: un bacino di piccole e medie imprese per cui l’informatica è sempre meno un accessorio e sempre più infrastruttura strategica.

Elia Plunger
Elia Plunger, managing director di Acs

È su questa domanda che Acs punta a farsi trovare, con l’ambizione di coprire l’intero arco della digitalizzazione anziché un singolo segmento. A confermare la logica dell’ingresso è Elia Plunger, managing director di Acs SpA: “Abbiamo trovato in Infor un partner con una forte compatibilità di visione e valori, che ci consente di crescere in un territorio per noi strategico come l’Emilia-Romagna”. Sul versante dei benefici per il tessuto imprenditoriale, Plunger aggiunge: “L’operazione rafforza la nostra presenza locale e integra competenze qualificate, a beneficio delle imprese che accompagniamo nei loro percorsi di innovazione”.

Dietro l’ambizione dichiarata di porsi come fornitore strategico c’è un modello preciso: un polo che riunisce società già affermate senza dissolverne l’identità, mettendo però in comune capacità di scala, specializzazioni e capacità di investimento. In quest’ottica Infor non è un’acquisizione a sé stante, ma un tassello che allunga verso Sud una mappa operativa finora concentrata nel Nord-Est. L’ingresso di una realtà emiliana consolidata offre al gruppo un punto d’appoggio credibile per intercettare una domanda che, dall’esterno, avrebbe faticato a raggiungere.

Perché Acs sceglie Infor

Acs, con Infor, non acquisisce soltanto un portafoglio clienti. Nata nel 1990 e oggi costituita come società benefit, Infor ha passato oltre tre decenni a costruire un rapporto ravvicinato con le imprese del suo territorio, su cui ha fondato la propria reputation: è questa prossimità, difficile da replicare dall’esterno e per sua natura lenta da maturare, l’asset centrale dell’accordo, prima ancora delle infrastrutture o delle licenze.

Fabrizio Montali
Fabrizio Montali, Ceo di Infor

Per un’azienda la fase più delicata di simili passaggi è proprio la tenuta di quel legame quando il suo cappello cambia: un rischio che Acs vuole disinnescare puntando sulla continuità dei referenti. La scelta di rilevare la maggioranza, e non l’intero capitale, è del resto coerente con un’integrazione annunciata come graduale. Lato Infor, l’acquisizione è presentata come un salto di scala senza rinuncia all’identità. “Per Infor entrare in Acs Group significa far parte di un gruppo solido, con una visione di lungo periodo sulla digitalizzazione delle imprese e una forte cultura del servizio”, osserva Fabrizio Montali, Ceo dell’azienda. Il ragionamento è poi rivolto ai clienti storici: “Continuiamo a essere il partner IT di riferimento per Parma e l’Emilia-Romagna, con la stessa vicinanza ai clienti di sempre, ma con una gamma di soluzioni molto più ampia”.

Il percorso

Le due società assicurano che i contratti in corso proseguono senza soluzione di continuità e con gli stessi interlocutori operativi; a questi si affianca l’accesso alle risorse del gruppo Acs (servizi gestiti, infrastrutture cloud, figure verticali).

Il perimetro tecnico che si apre è ampio e comprende, oltre alle infrastrutture IT e al cloud, la cybersecurity con il Soc proprietario operativo in Italia, gli ambienti di lavoro digitali, i gestionali Erp e Crm, le soluzioni per la fabbrica connessa e per l’IoT, la comunicazione digitale. Con l’insieme di competenze che Acs distribuisce oggi su più di 600 professionisti e oltre dieci sedi, e che motiva la scelta di rivolgersi allo stesso modo alla micro-impresa e all’organizzazione strutturata.
Alcune di queste voci pesano più di altre nel disegno complessivo. Un centro operativo per la sicurezza attivo 24 ore su 24, per esempio, richiede investimenti e turni di personale fuori dalla portata della gran parte dei fornitori locali: metterlo a disposizione della clientela di Infor è la tipologia di leva che rende l’aggregazione sostenibile sul piano industriale, e non solo commerciale.

L’integrazione, fanno sapere le parti, procederà per gradi e con un orientamento alla crescita. Ma la portata dell’operazione va oltre il singolo accordo: la vicenda ricalca una tendenza del mercato italiano, la confluenza dei system integrator territoriali in aggregazioni più grandi, in grado di proporre alle Pmi un solo interlocutore là dove prima ne servivano molti (dalla sicurezza al cloud, fino ai dati di fabbrica). Per Infor la contropartita è poter seguire i clienti anche sui progetti più complessi; per Acs, mettere radici in un bacino di domanda che dall’esterno resta difficile da intercettare. È una partita che si gioca soprattutto sulla fiducia: le imprese cambiano fornitore di rado, e chi presidia il rapporto nel tempo parte avvantaggiato.

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