La transizione verso i pagamenti digitali in Italia rappresenta oramai un processo strutturale che affonda le radici nel decennio scorso, ha subìto un’accelerazione durante la pandemia e si è consolidato negli anni successivi. A restituirne la misura è l’approfondimento pubblicato da Banca d’Italia a fine agosto, dedicato agli strumenti di pagamento utilizzati dalla clientela. Tra il 2018 e il 2025 il numero complessivo delle operazioni effettuate con strumenti alternativi al contante è più che raddoppiato, superando i 16 miliardi di transazioni.
Un dato che però non fotografa la scomparsa del denaro fisico.

Lo conferma l’ultima indagine Space della Bce, riferita al 2024, in cui il contante rappresenta ancora lo strumento più utilizzato presso i punti vendita, con una quota del 61% delle transazioni in termini di numero. La fotografia che emerge è allora piuttosto quella di un sistema in cui la digitalizzazione avanza in modo netto ma non lineare, e in cui la rete di accesso al contante conserva un ruolo di rilievo nelle abitudini di spesa dei cittadini.

Metodologia

L’analisi si inserisce in un più ampio lavoro di revisione del quadro statistico avviato da Banca d’Italia. A partire da maggio 2026 il report semestrale Sistema dei pagamenti è stato arricchito con nuove sezioni dedicate agli andamenti nazionali e territoriali degli strumenti alternativi al contante, ai pagamenti pubblici e a un maggior dettaglio su strumenti, canali, tecnologie e punti di accesso al contante.

L’impianto poggia su tre report distinti relativi ai pagamenti al dettaglio: il primo offre una sintesi dei principali indicatori a livello nazionale, il secondo illustra le dinamiche regionali, il terzo raccoglie i dati su pagamenti e incassi della pubblica amministrazione. Le informazioni derivano in larga parte dalle segnalazioni periodiche trasmesse dai prestatori di servizi di pagamento — banche, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica — integrate con altre fonti, tra cui le statistiche sulla circolazione di cassa, la Centrale di Allarme Interbancaria e i dati sugli strumenti impiegati negli incassi e nei pagamenti pubblici. Le serie storiche sono diffuse attraverso la Base dati statistica (Bds).

Le carte trainano i pagamenti alternativi al contante

Il contributo maggiore alla crescita degli strumenti diversi dal contante arriva dalle carte, che nel 2025 rappresentano circa il 75% delle operazioni non in contante, in aumento rispetto al 63% del 2018. L’espansione ha riguardato tanto i pagamenti presso i punti vendita fisici (Pos) quanto quelli disposti da remoto. Tra il 2022 e il 2025 le operazioni con carta al Pos sono salite da circa 6 a oltre 10 miliardi, con un tasso medio annuo di crescita del 15,7%. A muoversi più rapidamente sono le carte di debito e le prepagate, cresciute rispettivamente del 17,1% e del 15,1% medio annuo, contro il 9,1% delle carte di credito. Nel 2025 le carte di debito hanno coperto il 71,2% delle operazioni al Pos, seguite da prepagate (17,4%) e carte di credito (11,6%).

Strumenti di pagamento alternativi al contante
Strumenti di pagamento alternativi al contante per numero di operazioni (fonte: elaborazioni sui dati della Tavola 2a del report “Modalità di pagamento disponibili per la clientela: dati nazionali” e dei dati sulle operazioni con carte di credito consultabili in BDS nella tavola TSDPN150, Banca d’Italia, 2026)

Se si guarda all’e-ecommerce, i pagamenti con carta da remoto sono passati da circa 1,7 miliardi di operazioni nel 2022 a oltre 2,7 miliardi nel 2025, con una crescita media annua del 15,9%, arrivando a pesare per il 21,7% del totale delle transazioni con carta. All’interno di questo comparto la componente più dinamica è stata quella delle carte di debito, con un ritmo medio annuo superiore al 33%: nel 2025 esse rappresentavano il 31% delle operazioni da remoto, a fronte del 42% delle prepagate e del 27% delle carte di credito.

Carte di pagamento tra tecnologia ed innovazione (fonte; Banca d'Italia, 2026, elaborazioni sui dati della Tavola 5a del report “Modalità di pagamento disponibili per la clientela: dati nazionali”)
Carte di pagamento tra tecnologia ed innovazione (fonte; Banca d’Italia, 2026, elaborazioni sui dati della Tavola 5a del report Modalità di pagamento disponibili per la clientela: dati nazionali)

Anche le modalità con cui la carta viene utilizzata al Pos segnalano un cambio di paradigma. Nel 2025 la quota di pagamenti contactless al punto vendita fisico ha raggiunto l’88%, mentre l’inserimento della carta nel terminale è divenuto poco frequente. I pagamenti avviati tramite dispositivi mobile hanno toccato il 24% delle transazioni al punto vendita.

Bonifici in crescita, accelerano gli istantanei

Il bonifico si conferma il secondo strumento per numero di pagamenti al dettaglio. Tra il 2018 e il 2025 le operazioni sono quasi raddoppiate, passando da circa 970 milioni a oltre 1,8 miliardi, con un tasso medio annuo del 9,7%. A differenza delle carte, prevalentemente legate all’acquisto di beni e servizi, il bonifico intercetta trasferimenti di importo anche medio-alto tra privati, imprese e altri soggetti economici, per finalità eterogenee.

La disposizione avviene ormai in larga parte per via digitale: nel 2025 oltre l’85% dei bonifici risultava disposto tramite Internet, mobile banking e altri servizi telematici, mentre il ricorso allo sportello e all’Atm fisico appariva residuale e in ulteriore contrazione. Il capitolo più dinamico è quello dei bonifici istantanei. All’interno degli schemi di regolamento europei (Sepa), le operazioni istantanee hanno registrato un aumento repentino nel 2025, raggiungendo circa 298 milioni. A sostenerne la diffusione ha contribuito il Regolamento (UE) 2024/886, noto come Instant Payment Regulation (Ipr), che dal 9 gennaio 2025 impone ai prestatori che offrono bonifici ordinari in euro di rendere disponibile anche la modalità istantanea, a condizioni economiche non superiori. Nonostante l’accelerazione, gli istantanei si fermano al 24% dei bonifici Sepa, configurandosi come un servizio in rapida diffusione ma non ancora prevalente.

Open banking a regime

Una componente più recente nell’analisi riguarda i servizi di open banking, che puntano a integrare i servizi di pagamento con nuovi modelli operativi attraverso l’accesso ai conti da parte di terze parti autorizzate. Tra il 2022 e il 2025 le chiamate tramite Application Programming Interface (Api) effettuate dai prestatori di servizi di disposizione di ordini di pagamento (Pisp) sono passate da circa 29 a 196 milioni, mentre quelle dei prestatori di servizi di informazione sui conti (Aisp) sono salite da 236 a 652 milioni. Le operazioni dispositive avviate tramite Pisp sono cresciute da 1,1 a 1,8 milioni nello stesso periodo, restando su livelli contenuti rispetto al volume complessivo delle interazioni via Api, ma testimoniando la progressiva maturazione dell’ecosistema.

Numero di chiamate Api e operazioni dispositive
Numero di chiamate Api e operazioni dispositive in unità e migliaia di operazioni (fonte: elaborazioni sui dati della Tavola 8 del report Modalità di pagamento disponibili per la clientela: dati nazionali, Banca d’Italia, 2026).

Divari territoriali in riduzione

La diffusione degli strumenti alternativi al contante interessa tutte le macroaree, seppure con intensità differenti. Nel periodo 2020-2025 le operazioni pro capite diverse dal contante sono aumentate ovunque, con tassi compresi tra l’88% del Centro e il 121% del Mezzogiorno: proprio la dinamica più sostenuta nelle regioni meridionali ha favorito un progressivo riavvicinamento alle aree più avanzate. I livelli di utilizzo restano comunque più elevati nel Nord e nel Centro, con Lombardia e Lazio in testa.

Il quadro si riflette nell’uso delle carte. Nel 2025 le operazioni pro capite al Pos si attestavano a 194 nel Centro (trainate dal Lazio), a 179 nel Nord Ovest e a 172 nel Nord Est, contro le 124 del Mezzogiorno; nel triennio 2022-2025 la crescita è stata più marcata proprio nel Centro-Sud, intorno al 55%. Guardando all’intensità di utilizzo delle infrastrutture di accettazione, il numero medio di operazioni per Pos ha superato le 3.000 unità annue in Lombardia, Lazio e Sardegna, collocandosi tra 2.000 e 3.000 nelle altre aree. Anche i bonifici pro capite mostrano un gradiente analogo: nel 2025 il Mezzogiorno si fermava a 18 operazioni, contro le 30 del Nord-Est, area con i valori più alti; la crescita meridionale, pari al 35% nel triennio, ha comunque ridotto la distanza.
Il capitolo territoriale include infine la rete di accesso al contante, la cui offerta si è contratta in modo significativo. Rispetto al 2008, anno di massima espansione, il numero di filiali bancarie si è ridotto di oltre il 40%, da circa 34mila a poco più di 19mila unità nel 2025, mentre gli Atm bancari sono diminuiti di circa un quinto. La copertura resta tuttavia ampia: a fine 2025 circa il 98% della popolazione risiedeva entro cinque chilometri da un punto di accesso al contante, con una distanza media ponderata di 1,2 chilometri e un tempo di percorrenza in auto di circa 2,3 minuti.

PA, il bonifico canale di pagamento più utilizzato

Sul versante pubblico il quadro è quasi esclusivamente digitale. La Tesoreria statale, che gestisce pagamenti e incassi dello Stato, delle Agenzie fiscali, e per alcune prestazioni dell’Inps, ha visto crescere le operazioni da circa 131 milioni nel 2022 a 146 milioni nel 2025, con volumi regolati saliti da 2.132 a 2.464 miliardi di euro. I bonifici indirizzati all’esterno del sistema di Tesoreria rappresentano la quasi totalità delle operazioni, sospinti in particolare dall’avvio dell’Assegno unico e universale erogato per conto dell’Inps; in termini di importi, invece, prevalgono i bonifici interni. Gli incassi avvengono esclusivamente tramite bonifico e sono anch’essi in aumento, da 4,7 a oltre 6 milioni di operazioni e da 2.424 a circa 2.723 miliardi di euro.

Un andamento coerente si osserva nella PA locale, le cui statistiche arrivano dall’infrastruttura Siope+. Anche in questo caso il bonifico è lo strumento principale per numero e valore, mentre assegni e contanti si riducono a una quota residuale, pari al 4,4% delle operazioni e allo 0,1% degli importi. Considerando i soli pagamenti verso l’economia, nel 2025 la quota regolata tramite bonifico raggiungeva il 93% delle operazioni, con un intervallo di variazione contenuto tra le regioni: un segnale di sostanziale convergenza nei comportamenti di pagamento della pubblica amministrazione territoriale.

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