Quando si parla di trasformazione digitale il vero collo di bottiglia non è quasi mai la tecnologia, ma chi la sa governare: servono professionisti capaci di seguire l’intero ciclo del dato, dalla qualità alla progettazione dei servizi, con l’AI generativa integrata lungo il percorso. È a questa carenza che prova a rispondere un’iniziativa nata a Napoli, dove l’Università Federico II e Dxc Technology Italia danno vita alla EU-Genia Academy, un percorso gratuito di formazione dedicato all’AI generativa, all’ingegneria dei dati e allo sviluppo software. L’acronimo, EUropean GENerative artificial Intelligence for dAta-driven governance, anticipa la cornice del progetto: formare competenze utili anche allo sviluppo della sovranità digitale europea, nel quadro dell’AI Act e del Gdpr. Il bando è già online e le lezioni cominciano il 9 novembre.
Napoli, modello accademia-impresa
Il baricentro dell’iniziativa è insieme di impresa e universitario. A istituire l’Academy è il CeSma, il centro per i servizi metrologici e tecnologici avanzati dell’università Federico II, insieme a Dxc Technology; la responsabilità scientifica è affidata a Vincenzo Moscato, professore ordinario e coordinatore della magistrale in Data Science dell’ateneo. Non è un dettaglio: le lezioni si terranno nel complesso universitario di San Giovanni a Teduccio, lo stesso polo napoletano che ospita la Apple Developer Academy, e proprio da quell’esperienza il nuovo percorso eredita il metodo, il Project Based Learning, cioè l’apprendimento costruito attorno a progetti concreti anziché a lezioni frontali.

È un modello accademia-impresa già rodato sul territorio, qui applicato all’AI generativa e alla governance dei dati. Per la Federico II è anche un modo di consolidare San Giovanni a Teduccio come polo di alta formazione per il Mezzogiorno, dove l’incontro tra atenei e grandi aziende tecnologiche resta più raro che altrove.
“EU-Genia non è una semplice Academy sull’uso degli strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’innovazione digitale, ma un percorso progettato per formare professionisti capaci di governare l’intera trasformazione data driven”, spiega Moscato, che collega la dimensione europea all’obiettivo di contribuire alla sovranità digitale del continente.
Cosa si impara
Il programma dura 16 settimane ed è organizzato in 4 moduli, che accompagnano lo studente dalla governance del dato fino allo sviluppo dei servizi: si parte da Data Driven Governance e Business Transformation, si prosegue con i sistemi data driven e con le architetture applicative e lo sviluppo software, per chiudere con un modulo di testimonianze e project work e un hackathon finale. Le competenze spaziano dall’intelligenza artificiale, generativa inclusa, all’ingegneria dei dati e del software, e in questa prima edizione vengono messe alla prova su progetti in tre ambiti concreti: sanità, ambiente e mobilità. A insegnare sono docenti universitari e professionisti del settore, in un’alternanza che riflette la doppia anima del progetto. L’impegno è consistente (3 giorni a settimana, 5 ore al giorno) e la lingua delle lezioni è l’italiano, con alcuni seminari in inglese. La partecipazione è interamente gratuita e a chi frequenta almeno l’80% delle attività CeSma rilascia un attestato.
Chi può candidarsi e come partecipare
Sono 25 i posti disponibili: possono candidarsi cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno, purché laureati o iscritti a una laurea magistrale in discipline tecnico-scientifiche (dall’ingegneria informatica all’elettronica, dalle telecomunicazioni all’automazione, fino a informatica, data science, fisica, matematica e scienze economiche) e con una buona padronanza dell’italiano.
Un vincolo esplicito esclude chi già lavora o collabora con Dxc. La selezione assegna fino a 100 punti, esteso il peso della prova orale: i titoli valgono al massimo 10 punti, il colloquio fino a 90, e all’orale, che verifica anche conoscenza dell’inglese e soft skill, accede solo chi rientra nei primi 50 della graduatoria per titoli. Le domande si presentano esclusivamente online, sul portale dedicato dell’ateneo, entro le 12 del 16 ottobre 2026.
La scommessa
Dietro l’iniziativa da 25 posti vi sono obiettivi ambiziosi. Per Dxc, l’Academy è un investimento sul capitale umano di cui il Paese ha bisogno per digitalizzare pubblica amministrazione e imprese, in due aree – l’AI generativa e il data engineering – dove i profili qualificati scarseggiano.

“In Dxc Technology Italia crediamo che la formazione di nuove competenze in intelligenza artificiale generativa e data engineering sia la leva fondamentale per accelerare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e delle imprese italiane”, spiega l’amministratore delegato Nicola Mangia, che descrive il progetto come un modello da replicare e scalare. La cornice, ancora una volta, è quella europea: integrare fin dalla formazione le regole su AI Act, Gdpr e sovranità digitale significa preparare professionisti in grado di muoversi non solo sul piano tecnico, ma anche su quello normativo, un terreno su cui l’Europa ha scelto di distinguersi.
Il numero chiuso dice che si tratta di un progetto pilota più che di una risposta di sistema alla carenza di competenze. Ma è proprio il modello a essere interessante: un ateneo che presta rigore scientifico e un partner industriale che porta casi reali, su un campus che ha già fatto scuola con l’esperienza Apple. Se l’obiettivo è davvero replicarlo e scalarlo, come lascia intendere Dxc, EU-Genia potrebbe essere il primo passo di qualcosa di più ampio.
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