La logistica di magazzino con l’intelligenza artificiale entra in una fase nuova. Spiega come Gartner che, nello studio The Top 4 AI Trends Transforming Warehousing, individua i trend destinati a cambiare il modo in cui le merci vengono movimentate, stoccate e gestite. Il comparto è ad un punto di svolta nell’implementazione dell’AI, spinto dalla convergenza di tre forze: la carenza di manodopera che rende l’automazione non più rinviabile (1), modelli di investimento orientati verso la riduzione del rischio (2) e tecnologie di AI e per le autonomous operation ormai giunte a maturità (3). Il messaggio per i responsabili della supply chain è che la stagione della sperimentazione è tempo lasci spazio all’adozione su larga scala, ai progetti sul campo. Per operatori logistici e terzisti alle prese con le carenze di personale e i volumi in crescita da movimentare, il tema non è allora se automatizzare o meno, ma come e con quale gradualità farlo.

Intralogistica, la maturità si misura su due parametri

Gartner individua quattro trend lungo due dimensioni che ne misurano l’evoluzione: l’orientamento all’azione, cioè quanto un sistema si limita a suggerire oppure arriva (davvero) all'”execution“, e la sofisticazione dell’intelligenza, ovvero la complessità dei compiti che è in grado di affrontare. L’incrocio di questi assi definisce le quattro categorie in cui la ricerca ordina le applicazioni, dal software analitico più consolidato fino alla robotica autonoma.
Il successo, avverte Gartner, dipenderà dalla capacità di bilanciare le due dimensioni anziché rincorrere il grado di autonomia più elevato in ogni singolo processo. Le quattro tendenze individuate – l’AI tradizionale orientata all’ottimizzazione, l’AI generativa per le operazioni, gli agenti semiautonomi e gli agenti AI fisici – descrivono così una progressione che va dal calcolo all’azione sul campo. Nessuna delle forze citate, da sola, spiegherebbe da sola la svolta: è la loro sovrapposizione a spostare l’automazione dal piano dell’opportunità a quello della necessità, mentre la revisione dei modelli di spesa abbassa la soglia di accesso e riduce il rischio dei primi progetti. La chiave di lettura la offre Federica Stufano, senior principal analyst della practice Supply Chain di Gartner: “Questi quattro trend dell’AI sono interconnessi e riflettono l’evoluzione verso un magazzino più intelligente, adattivo e resiliente”. Il movimento in atto, osserva l’analista, è quello per cui “le organizzazioni stanno superando la fase di sperimentazione per passare all’impiego operativo”.

Orientamento all'azione vs Intelligence
Orientamento all’azione vs Intelligence (fonte: Gartner, 2026)

Ottimizzazione a basso rischio

Il primo trend riguarda l‘AI tradizionale orientata all’ottimizzazione, che Gartner vede progredire oltre i modelli statistici e basati su regole. Alimentata da dati in tempo reale più ricchi e da algoritmi raffinati, sostiene applicazioni di previsione della domanda, pianificazione della manodopera, ottimizzazione dei percorsi e gestione delle scorte capaci di adattarsi con continuità alle condizioni del magazzino. Il valore, in questo caso, non sta nella novità ma nell’affidabilità: la trasparenza e la ripetibilità dei risultati restano le caratteristiche che hanno reso questo tipo di algoritmi efficaci nella logistica, ora con margini più ampi su costi e utilizzo delle risorse. E’ questa, in altre parole, la porta d’ingresso a minor rischio verso l’AI per le supply chain di magazzino.

La GenAI nelle operation

Il secondo trend porta in magazzino l’AI generativa applicata alle operazioni. Attraverso modelli di machine learning avanzati, sintetizza contenuti, piani e indicazioni operative a partire da dati non strutturati o semi-strutturati. Ne derivano procedure operative standard dinamiche, istruzioni di lavoro, protocolli per la gestione delle eccezioni e strumenti di supporto alle decisioni che possono essere incorporati direttamente nei flussi di lavoro. È la leva a cui Gartner associa i guadagni di agilità e la maggiore rapidità nelle scelte quotidiane, in un ambiente dove le eccezioni sono la regola e il tempo di reazione fa la differenza. In pratica, il patrimonio informativo disperso in documenti, e-mail e registri di turno diventa materia prima per generare istruzioni pronte all’uso.

Agenti che suggeriscono, persone che decidono

Il terzo trend introduce i suggestive agent e semiautonomi, che Gartner colloca nello spazio intermedio tra l’operatività manuale e l’autonomia completa. Analizzano i dati e raccomandano, o eseguono in parte, flussi di lavoro articolati su più passaggi senza sottrarre il controllo alle persone. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’assegnazione dei compiti, la gestione delle eccezioni, l’allocazione delle risorse e la capacità di risposta operativa, mantenendo gli operatori dentro le decisioni critiche: una produttività che cresce senza rinunciare alla supervisione umana. È lo stadio in cui l’AI passa dal descrivere ciò che accade al proporre, e talvolta avviare, la mossa successiva.

Agenti fisici, l’AI entra in campo

Il quarto trend è quello degli agenti AI fisici, dove l’intelligenza artificiale si combina con robotica e sensoristica avanzata per automatizzare le attività manuali. Prelievo, imballaggio, smistamento e movimentazione dei materiali vengono eseguiti con livelli elevati di precisione e costanza. È qui che Gartner individua i ritorni più tangibili sul fronte della produttività e della sicurezza sul lavoro, insieme alla possibilità di scalare le operazioni proprio dove la carenza di personale pesa di più. Il grado di autonomia più alto coincide, non a caso, con l’ambito in cui l’AI esce dal software e assume una forma fisica.

La via pragmatica

La raccomandazione è partire dai casi d’uso già consolidati – la previsione del fabbisogno di manodopera e lo slotting, cioè l’allocazione ottimale delle merci negli spazi di stoccaggio – per poi estendere l’impiego dell’AI generativa e degli agenti per migliorare concretamente le decisioni e la produttività del personale.

Federica Stufano
Federica Stufano, senior principal analyst della practice Supply Chain di Gartner

È una progressione a tappe, che permette di consolidare i benefici prima di alzare il livello di automazione. “I responsabili della supply chain dovrebbero adottare un approccio pragmatico all’AI in magazzino”, sintetizza Stufano. La condizione che attraversa tutti e quattro i trend, però, non è tecnologica: riguarda il trust, la fiducia, e il rapporto con chi lavora. La riuscita, avverte l’analista, dipenderà dalla capacità di “costruire fiducia attraverso processi decisionali dell’AI trasparenti e favorire una collaborazione efficace tra lavoratori e sistemi intelligenti”. Da qui la sintesi finale, che sposta il baricentro dalla tecnologia in sé al modo in cui viene governata: “Mantenere la supervisione umana e valutare di continuo nuovi casi d’uso sarà decisivo per realizzare appieno il potenziale dell’AI lungo tutta la supply chain”.

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