Comprare casa è ancora tra i processi più articolati da affrontare: l’agenzia immobiliare da una parte, la banca dall’altra, il mediatore creditizio nel mezzo, con pratiche di ogni tipo che passano da mani diverse. È l’ambito in cui vuole portare semplificazione ed efficienza Huspy che sceglie l’Italia come mercato di espansione su cui puntare 75 milioni di euro da investire nei prossimi cinque anni. Il primo passo è l’acquisizione di Integra Finance, mediatore creditizio italiano, con l’ambizione dichiarata di diventare tra i primi operatori italiani del credito immobiliare e del real estate.
Cosa fa Huspy
Huspy sviluppa una piattaforma tecnologica AI-native e la offre a chi lavora sul campo, agenzie e reti di mediazione creditizia, affiancandovi servizi e supporto operativo: l’idea è tenere insieme ricerca dell’immobile, intermediazione e finanziamento in un unico percorso, invece di lasciarli su binari separati. Nata nel settore dei mutui, la società ha progressivamente esteso il raggio d’azione alla compravendita vera e propria.
I numeri danno la misura del percorso. In sei anni l’azienda è arrivata a presidiare 15 città in quattro Paesi, con più di 500 persone, e ha raccolto sul mercato circa 200 milioni di dollari: tra i sottoscrittori figurano Sequoia Capital, Balderton Capital, Founders Fund e Fifth Wall. Negli Emirati Arabi Uniti, il mercato di origine, gestisce oggi circa un quarto dei mutui residenziali; le transazioni facilitate dalla piattaforma valgono intorno a un miliardo di dollari al mese. L’ambizione di lungo periodo, come la racconta l’azienda, è proporre la super app immobiliare di riferimento per l’area Emea, con i professionisti del settore al centro del modello anziché ai margini.
Perché l’acquisizione di Integra Finance
La scelta del mercato italiano è motivata dal peso che il settore immobiliare ha nel Paese e dal suo graduale percorso di digitalizzazione, in un contesto dove la rete di agenti e professionisti è particolarmente diffusa e frammentata: una platea ampia a cui proporre la piattaforma. L’ingresso prosegue il cammino di espansione internazionale cominciato con la Spagna nel 2022.
Integra Finance, fondata anch’essa nel 2020, lavora su mutui, prestiti e finanziamenti, con servizi rivolti sia ai privati sia a professionisti e aziende. Conta oltre 160 consulenti e più di 50 partner tra banche, società finanziarie e assicurazioni, e lavora sia con i clienti finali sia con le aziende. Nell’arco di circa tre anni il fatturato è salito a 8 milioni di euro, con una struttura rimasta leggera. L’offerta copre mutui, cessioni del quinto, prestiti personali e finanziamenti alle imprese, ai quali si aggiungono i servizi assicurativi della controllata Bicher. Secondo Huspy la selezione è arrivata al termine di un’analisi del mercato italiano, pesando qualità del management, crescita recente, rete di consulenti, efficienza operativa e possibilità di integrazione.

L’operazione segue uno schema già collaudato altrove: acquisire realtà locali consolidate e innestarvi tecnologia, sistemi e capacità di investimento del gruppo, mantenendo team e competenze del posto. Negli Emirati Arabi Uniti Huspy ha già rilevato Home Matters nel 2021 e in seguito altre società minori, mentre in Spagna è arrivata Mortgage Direct nel 2023. Integra Finance è la quinta acquisizione nella mediazione creditizia. “Possiamo contare su un modello consolidato, già applicato con successo, per integrare queste realtà”, conferma infatti Ziad Nassar, co-founder e deputy Ceo di Huspy, che colloca l’investimento anche nella cornice dei rapporti economici tra Italia ed Emirati Arabi Uniti.
Sul fronte italiano la lettura è quella di un’accelerazione. “Unire la nostra esperienza e la nostra rete alla tecnologia e alla visione internazionale di Huspy permetterà di creare ]…[ un protagonista della mediazione creditizia italiana e un polo di attrazione per i migliori professionisti del mercato”, commentano l’amministratore delegato Enrico Quadri e il presidente Samuele Lupidii. È un punto che dice molto del piano: in un settore dove il valore sta nelle persone e nelle relazioni con gli istituti, la capacità di attrarre consulenti conta quanto la tecnologia.
Il piano per il biennio
Il piano per il biennio 2026-2027 poggia su tre direttrici: far crescere la presenza italiana, aprire altri mercati in Europa e in Asia, rafforzare quanto già costruito negli altri tre Paesi in cui il gruppo opera. L’Italia, insomma, non come vetrina ma come cantiere: i 75 milioni annunciati lasciano intendere ulteriori operazioni oltre alla prima. Restano le sfide che accompagnano ogni ingresso dall’estero in un mercato molto presidiato. La mediazione creditizia italiana è un settore regolamentato, con operatori storici e reti ben radicate, dove il rapporto con le banche si costruisce negli anni. Il vantaggio promesso dalla piattaforma dovrà tradursi in efficienza misurabile per i consulenti, non solo in una promessa tecnologica, e l’integrazione tra una struttura snella come Integra e un gruppo internazionale è il passaggio in cui operazioni simili si giocano davvero. Il metro di giudizio, nei prossimi mesi, sarà quanti professionisti sceglieranno di salire a bordo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


































Immagine di magnific





