Sogin è la società pubblica, interamente partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, cui è affidato lo smantellamento degli impianti nucleari italiani dismessi e la gestione dei rifiuti radioattivi, compresi quelli che derivano da attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare. Il perimetro operativo conta nove siti in decommissioning: le quattro ex centrali di Trino, Caorso, Latina e Garigliano, gli impianti del ciclo del combustibile e il reattore Ispra-1. Alla società spetta anche la localizzazione, realizzazione e gestione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi. Del gruppo fa parte Nucleco, partecipata al 60% da Sogin e al 40% da Enea, specializzata nella gestione dei rifiuti e delle sorgenti radioattive di origine medica e di ricerca e nella bonifica di impianti e siti industriali.
Nella lettera agli stakeholder che apre il Bilancio di Sostenibilità di Gruppo Sogin per il 2025, l’amministratore delegato Gian Luca Artizzu e il presidente Carlo Massagli (ora sono stati nominati Stefano Grassi, come presidente e Lodovico Mazzolin, come AD) partono dalla natura del lavoro svolto nei siti, fra smantellamento delle centrali e gestione dei rifiuti radioattivi: “Si tratta di attività complesse, che si sviluppano in un arco temporale di lungo periodo e richiedono responsabilità, competenze multidisciplinari e una continua ricerca di processi e soluzioni innovative, a volte di carattere prototipale”. Fondamentale il capitale umano del gruppo, 1.057 persone di cui 295 donne, tema su cui i vertici rivendicano un ruolo di sistema: “Rappresentiamo il maggior presidio italiano di competenze professionali nel settore nucleare”. Una lettera poi che guarda anche alla catena di fornitura. Per il 2026, Sogin punta a pubblicare bandi di gara per oltre 420 milioni di euro, a fronte di una media annua di circa 90 milioni negli esercizi precedenti, con almeno l’80% dei volumi potenzialmente orientati ad aziende italiane: “Una scelta che sostiene lo sviluppo di una filiera nazionale delle competenze”. In chiusura, Artizzu e Massagli fissano la cornice dell’intero documento: “Per noi la sostenibilità è un valore e un percorso continuo: mettiamo competenze e persone al servizio di un obiettivo comune“.
L’architettura del bilancio
Giunto alla diciannovesima edizione, il Bilancio di Sostenibilità 2025 è lo strumento con cui il gruppo rendiconta su base volontaria i propri risultati economici, sociali e ambientali. Approvato dal CdA il 24 luglio 2026, copre l’esercizio 2025 con alcuni eventi del primo semestre 2026. Il perimetro comprende la capogruppo Sogin e Nucleco. La rendicontazione segue i Gri Sustainability Reporting Standards nell’opzione “in accordance with”, integrati dai principi di inclusività, impatto, materialità e rispondenza dello standard AA1000 di Accountability, ed è sottoposta a un esame limitato da parte di PwC, la cui relazione chiude il volume.

L’indice si sviluppa in cinque capitoli, preceduti – appunto – dalla lettera agli stakeholder, dalla sintesi dei numeri dell’anno e dalla nota metodologica. Gruppo Sogin descrive governance, presidi di legalità e sistema di gestione integrato; Approccio sostenibile riunisce Agenda 2030, pianificazione, sostenibilità digitale e decommissioning innovativo; Stakeholder è dedicato alla comunità aziendale e al valore condiviso con territori e fornitori; Attività del Gruppo ripercorre lo smantellamento sito per sito e il progetto del Deposito Nazionale; Sicurezza e ambiente tratta sicurezza dei lavoratori, radiologica e industriale, bonifiche, radioprotezione e indicatori ambientali Gri. In appendice trovano posto la tabella di riconciliazione degli impatti e l’indice dei contenuti Gri.
Piano di sostenibilità
La selezione dei contenuti per la nostra analisi (che non vuole esaurire i temi) poggia su un’analisi di materialità condotta con questionari rivolti al management e ai principali stakeholder esterni, integrati dall’esame di documenti strategici, analisi dei rischi, quadro normativo e confronto con organizzazioni analoghe all’estero. La matrice individua sedici temi materiali, dall’avanzamento del decommissioning alla sicurezza radiologica, dalla localizzazione del Deposito Nazionale all’economia circolare e alla supply chain. Ogni tema è ricondotto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, a undici dei quali il gruppo dichiara di contribuire; rispetto al 2024 non emergono variazioni significative.
Sul piano strategico, nel 2025 è proseguita l’attuazione del Piano di Sostenibilità approvato nel 2023, costruito su sei impegni (circolarità, valore condiviso con il territorio, valorizzazione delle competenze, accountability, engagement e cultura organizzativa), a ciascuno dei quali corrispondono obiettivi rendicontati nel bilancio. Fra i risultati dell’anno figurano il rinnovo dell’adesione al Global Compact delle Nazioni Unite, le certificazioni Iso/Iec 27001 per la sicurezza delle informazioni, il Livello A nell’assessment Esg della piattaforma Synesgy e l’utilizzo esclusivo di energia elettrica rinnovabile per le utenze dirette. Sul versante digitale, il gruppo ha inoltre emanato linee guida per un uso responsabile dell’AI generativa.
Decommissioning, territori e filiera
Sul fronte operativo, al 31 dicembre 2025 l’avanzamento complessivo del programma di decommissioning, calcolato con la metodologia dell’Earned Value, raggiunge il 47,7%. Il bilancio documenta lo smantellamento negli edifici reattore di Caorso e Garigliano e la conclusione della bonifica dell’ex deposito Cemerad di Statte, nel Tarantino, da cui sono stati allontanati oltre 16.600 fusti di rifiuti radioattivi. Per il Deposito Nazionale si è chiusa ad agosto 2025 la fase di scoping della valutazione ambientale strategica, mentre a fine anno il Consiglio dei Ministri ha autorizzato Sogin ad acquisire Deposito Avogadro, società che gestisce il deposito di combustibile irraggiato di Saluggia.
Il rapporto con i territori passa anche dall’apertura dei siti: nel 2025 le visite hanno coinvolto 1.377 persone fra studenti, docenti e associazioni, il 45% in più rispetto al 2024. La catena di fornitura conta oltre 700 fornitori qualificati; dopo aver introdotto criteri Esg nelle gare e nei processi di qualificazione, nel corso dell’anno Sogin ha attivato una piattaforma digitale di self-assessment Esg, alla quale sono stati invitati tutti i fornitori.
Sul versante delle competenze, la Radwaste Management School ha erogato 22.585 ore di formazione, il 16,4% in più rispetto all’anno precedente. In ambito internazionale, il gruppo ha organizzato la Pilot Nuclear Decommissioning Management School, promossa nell’ambito dell’accordo di Collaborating Centre con l’Iaea, e ha concluso la consulenza tecnica, durata oltre dieci anni, alla società slovacca Javys per lo smantellamento della centrale V1 di Bohunice.
Per approfondire l’approccio alla sostenibilità di Gruppo Sogin:
Bilancio di sostenibilità del Gruppo Sogin 2025
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