C’è un modo di far incontrare tecnologia e agricoltura che non parte dal prodotto da vendere, ma dal problema da risolvere. Un rovesciamento che nella viticoltura pesa più che altrove, in un comparto fatto in gran parte di aziende piccole e alle prese con un clima sempre meno prevedibile. È l’impostazione di Terra & Tech, programma nazionale che porta l’open innovation nella viticoltura italiana. L’iniziativa di Filiera Futura e di I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino, è un programma nazionale di open innovation dedicato alla viticoltura italiana, nato per collegare le esigenze reali dei produttori di vino con le soluzioni tecnologiche avanzate delle startup. Avviato nel 2023, il programma ha capovolto la sequenza abituale: quindi prima l’ascolto delle esigenze dei produttori, poi la ricerca delle startup in grado di rispondervi, infine le loro soluzioni messe a lavorare nei vigneti veri, da una regione all’altra. Il “percorso” ha così restituito a fine settembre le relative significative esperienze.
Dal tavolo con i produttori all’esperienza sul campo
La partenza è stata una fase di ascolto costruita con metodo, con il sostegno di sei fondazioni che hanno aperto al programma le rispettive reti di produttori sul territorio. Nel 2024 cinque tavoli di confronto (da Cuneo a Cupramontana, con tappe a Verona, Lucca e Polizzi Generosa) hanno riunito oltre centoquaranta tra produttori e professionisti, facendo affiorare tredici esigenze di innovazione distribuite tra vigna, cantina e commercializzazione. Su quella mappa è nata una call internazionale che, a cavallo tra 2024 e 2025, ha raccolto più di settanta proposte da Italia, Europa e Stati Uniti, con un ventaglio ampio: dall’intelligenza artificiale all’Internet of Things, dai big data ai droni fino alla robotica. Più della metà (il 56%) delle proposte riguardava la vigna; il resto si divideva tra commercializzazione e cantina. Dalle candidature sono uscite venti soluzioni, ridotte poi a dieci sperimentazioni nei territori del programma, otto già avviate, alcune concluse.

Piemonte, protezione rischio fitosanitario senza sensori
In provincia di Cuneo, le cantine Ettore Germano e Rosanna Sandri hanno testato Vigneto Sicuro, la piattaforma della startup Trace Technologies per la difesa della vigna. Il sistema incrocia modelli agro-meteorologici, dati radar e satellitari e fa scattare un’allerta quando cresce il rischio di attacchi di peronospora o oidio. Il riscontro delle aziende è la tempestività: i trattamenti arrivano quando servono, non a calendario. La particolarità sta in ciò che non c’è. Infatti non è previsto l’utilizzo di nessun sensore da piantare tra i filari, e questo abbassa la soglia d’ingresso anche per le realtà più piccole, spesso tagliate fuori dalle soluzioni che pretendono hardware dedicato.
Toscana, la vigna letta dall’alto
Nel Lucchese, la Tenuta Lenzini e la cooperativa agricola Calafata hanno adottato la piattaforma di Saturnalia, che tiene insieme immagini satellitari multispettrali, dati meteo, serie storiche degli indici di vegetazione e osservazioni raccolte nei campi con un’app. Serve a seguire da vicino lo stato vegetativo dei filari: individuare le zone più e meno vigorose, confrontare l’annata in corso con le precedenti, dare alle scelte agronomiche un fondamento che va ben oltre le semplici impressioni legate all’esperienza. Il valore nasce dall’incrocio delle conoscenze: il dato telerilevato acquista senso quando incontra ciò che il viticoltore constata camminando tra le viti.
Sicilia, meteo di precisione come strumento di lavoro
Sull’Etna, alla Tenuta delle Terre Nere, è arrivata Hypermeteo con MeteoCast, una piattaforma che fonde radar, satelliti, stazioni a terra e previsioni modellistiche ad alta risoluzione, restituendo in un solo quadro dati storici, tempo reale e proiezioni. Per una viticoltura sempre più esposta agli estremi climatici significa pianificare le attività in vigneto e governare i rischi con un margine di anticipo prima difficile da avere. Nella stessa regione, a Baglio Diar, è partito un test di Vigneto Sicuro sul versante, di nuovo, della protezione della pianta.
Marche, dal filare alla relazione con il cliente
A Jesi, la Tenuta San Marcello ha sperimentato due tecnologie di segno opposto. Da un lato, ancora, Vigneto Sicuro per il monitoraggio della vigna; dall’altro Wine Suite Pro di Divinea, pensata per l’enoturismo e la vendita diretta. Quest’ultima raccoglie in un unico ambiente le tappe del rapporto con il visitatore (primo contatto, prenotazione, visita, acquisto e ritorni successivi), con strumenti di gestione della clientela e automazione del marketing. L’effetto è doppio: meno applicativi scollegati da far quadrare e un enoturismo considerato come leva di relazione commerciale, non come attività di contorno.

Si tratta di tecnologie anche distanti tra loro (difesa della pianta, lettura satellitare, meteo, rapporto con il cliente) ma unite da un metodo: si parte da un bisogno dichiarato e si mette alla prova la soluzione nel contesto in cui dovrà funzionare. Per le startup è l’occasione di raccogliere riscontri concreti e correggere il tiro; per le aziende, di soppesare un’innovazione prima di adottarla. In mezzo, il programma fa da regista: traduce i bisogni in una domanda di innovazione e mette in contatto chi la esprime con chi può soddisfarla. “Terra & Tech rappresenta appieno la visione di I3P sul ruolo dell’open innovation – commenta la direttrice Paola Mogliotti – come motore di trasformazione dei settori tradizionali“.
In roadmap, dalla vigna all’uliveto
La presentazione della prima edizione è insieme l’occasione per rilanciare. La seconda tornata applicherà lo stesso schema – ascolto della filiera e ricerca di tecnologie – a un comparto diverso, quello olivicolo, con nuovi tavoli sulle esigenze dei produttori e uno scouting mirato alle soluzioni più adatte alle trasformazioni in corso. Il baricentro resta lo stesso: non la tecnologia in cerca di un’applicazione, ma il produttore che porta un problema. “Oggi raccogliamo i frutti del progetto avviato nel 2023 – riprende Francesco Cappello, presidente di Filiera Futura – e prepariamo il terreno per la seconda edizione“. Il banco di prova, di nuovo, non sarà un catalogo di tecnologie, ma un campo: questa volta, l’uliveto.
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