Le Pmi italiane rappresentano la trama portante del tessuto produttivo del Paese che è riconosciuto ricco di eccellenze, qualsiasi sia il settore industriale che si vuole considerare. Anche negli ambiti più verticali è possibile ritrovare capacità e competenze specifiche che sono di supporto poi al successo di altre industry.
Tra queste realtà è interessante l’esperienza di Tec Eurolab.

E’ una società privata, attiva nella provincia di Modena, che opera come centro di competenza tecnica e laboratorio di prova sui materiali, con il fine di migliorare l’affidabilità delle proprietà chimiche, meccaniche e strutturali dei prodotti, per conto dei clienti, fornendo supporto specializzato, anche grazie all’approfondita conoscenza di materiali, dei processi e delle relative applicazioni industriali.

Lo scenario

Nata nel 1990, a Campogalliano (Modena), l’azienda (attiva da 30 anni e oggi con 90 dipendenti per circa 1.200 clienti) collabora con aziende del settore dell’aeronautica e della Difesa, automotive, manufacturing, biomedicale e beni culturali.

Tec Eurolab Campogalliano Modena
Tec Eurolab Campogalliano Modena

Tra i fiori all’occhiello Tec Eurolab vanta il dipartimento di tomografia. Si tratta del laboratorio in cui si effettuano analisi e diagnostica degli oggetti e dei materiali forniti, sfruttando il metodo avanzato di controllo non distruttivo della tomografia.

Attraverso la scansione tomografica, in pratica, è possibile discriminare la densità dei materiali scansionati. Quindi l’analisi si presta anche nel caso di assemblati multimateriale. Si acquisisce una “copia” digitale 3D degli oggetti con definizione e precisione micrometica, sulla quale gli ingegneri del laboratorio realizzano analisi e controlli per valutare i materiali o intercettare eventuali difetti di produzione.

E’ facile immaginare la mole e la quantità di dati prodotti per ogni progetto, e la necessità di limitare i costi della loro gestione, incrementandone il valore in modo da sfruttarli e poterli condividere in modo intelligente, preservandoli. Gli scanner per la tomografia industriale, infatti, gestiscono immagini 3D di grandi dimensioni. Progetto su progetto si parla complessivamente di una crescita  del volume di informazioni del 50 percento anno su anno .

Tec Eurolab, il bisogno

Da qui, dai dati, nasce il problema per Tec Eurolab. La tecnologia tradizionale, nel tempo, non riesce più a stare al passo con il crescente volume di dati che l’ambiente IT si trova ad elaborare. E l’azienda sente l’urgenza di trovare una soluzione per continuare a servire i clienti in modo ottimale, e permettere la collaborazione necessaria ai dipendenti.

Il centro infatti utilizza diverse postazioni di lavoro per l’acquisizione di file, la ricostruzione e l’analisi 3D, ogni postazione (tre diverse tipologie di workstation) elabora molte copie degli stessi dati separatamente, e questo rallenta le operazioni con il rischio di perdita di dati e mancata ottemperanza ai service legal agreement.

Allo stesso tempo Tec Eurolab ha bisogno di rispettare una serie di requisiti. Tra cui quello relativo alla disponibilità di un archivio centrale delle informazioni sicuro – per garantirne l’integrità e le possibilità di ripristino – e che sia caratterizzato da efficienza nei servizi di file sharing, affidabilità del “target storage” per il backup, scalabilità e una perfetta integrazione con l’esistente ambiente Hpe.

Il metodo

Ridurre significativamente i tempi di elaborazione dei modelli 3D per il testing e la validazione di componenti e prodotti significa avere una marcia in più nei confronti della concorrenza. L’azienda decide quindi di affidarsi al partner tecnologico Netmind, con cui negli anni ha già stretto un rapporto efficace di collaborazione. E si dà avvio ad un progetto pilota condotto dai professionisti di Netmind che dispongono di competenze specifiche nell’ambito data center software-defined

Netmind
pensa ad una soluzione scalabile e affidabile basata completamente su infrastruttura Hpe con le soluzioni di Cohesity per quanto riguarda la gestione dei dati che, dopo appena un mese dalle prime analisi, già sembrano segnare un deciso cambio di passo sulle problematiche evidenziate.

La soluzione e i benefici

Dopo la fase di assessment e di testing, Netmind rilascia in produzione un ambiente storage misto (con dischi Ssd e tradizionali) condiviso sull’infrastruttura che poggia su Hpe Apollo r2200 Gen10 e 4 lame Hpe ProLiant XL170r Gen10. A Cohesity spetta il compito di orchestrare i dati sulla base delle potenzialità della Cohesity DataPlatformGiovanni Golinelli, pre-sales manager, systems and storage architect: “Abbiamo combinato l’approccio security first del software Cohesity con la protezione e ripristino del firmware e rilevamento del malware dei server Hpe Apollo Gen 10

Tec Eurolab, l'ambiente Cohesity-Hpe
Tec Eurolab, l’ambiente Cohesity-Hpe

Dal punto di vista pratico, i dati di tutte le postazioni, con l’implementazione della nuova architettura, vengono scritti nel cluster Cohesity, che assolve al ruolo di archivio centrale per i dati di acquisizione, ricostruzione 3D e analisi, come richiesto. Il cluster sfrutta il file service integrato nella Cohesity DataPlatform (Cohesity SmartFiles) e questa scelta determina la disponibilità di un sistema di file sharing più efficiente, oltre a quella di ripristinare i dati in velocità.

L’amministratore può gestire informazioni e cruscotti da un’unica interfaccia. Lo sviluppo di uno storage condiviso su hardware ridondato, a più livelli, con l’adozione di Cohesity, soddisfa la principale istanza del cliente relativa alle garanzie di protezione del dato.

Marco Moscatti, Tec Eurolab
Marco Moscatti, member of the board & production director, Tec Eurolab

Tec Eurolab, insieme al partner Netmind, con l’infrastruttura Hpe e la piattaforma di Cohesity, arriva così a ridurre del 30% i tempi operativi del personale e raddoppia la capacità produttiva senza compromettere la sicurezza, rispettando la conformità alle normative.

Specifica Marco Moscatti, member of the board & production director, Tec Eurolab: “Oltre ai benefici operativi relativi al personale è migliorata la resilienza dei dati e tutti i benefici si sono riflessi poi in un incremento dei ricavi per il Centro Tomografico”.

Gli altri numeri raccontano di una riduzione del 50% nei tempi di recupero dati, rispetto alla soluzione precedente, e di un risparmio sui costi Capex del 20%. 

Questo ha permesso all’azienda di riuscire a soddisfare gli Sla con i clienti in modo agevole tanto più rispetto alle criticità inizialmente evidenziate.

Il centro ora vuole estendere questi vantaggi ad altri comparti dell’organizzazione spingendo l’adozione di Cohesity su altri use case, per esempio per i task relativi al backup integrato, a recovery e agli analytics

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