In un momento in cui molte cose stanno rapidamente cambiando nel mercato digitale, Palo Alto Networks racconta in un incontro virtuale gli ultimi dodici mesi di lavoro e le più recenti strategie messe in campo dall’azienda.

Gestione più evoluta della sicurezza

E’ Mauro Palmigiani, country manager Italia, Grecia e Malta di Palo Alto Networks, a descrivere lo scenario e raccontare come l’emergenza in atto impatti inevitabilmente anche il mondo della sicurezza IT. Se guardiamo alle ultime analisi – esordisce -, “l’Italia registra un livello di digitalizzazione che non ci fa onore e pone il nostro Paese agli ultimi posti nella classifica a livello europeo; l’Italia è anche il Paese che durante la crisi ha registrato un forte incremento del numero di attacchi di fishing e domini legati al Covid-19, come seconda nazione a livello mondiale”.

Mauro Palmigiani, country manager Italia, Grecia e Malta di Palo Alto Networks
Mauro Palmigiani, country manager Italia, Grecia e Malta di Palo Alto Networks

Ma al di là dei dati, spiega Palmigiani, “siamo entrati in una nuova normalità che cambia il modo di relazionarsi e che imprime un’accelerazione all’adozione di sistemi IT verso il cloud, l’Iot e una gestione più evoluta della sicurezza. Andando oltre i proclami, possiamo infatti dire che anche l’Italia ha registrato in queste settimane una spinta sul digitale e un cambio di approccio alla tecnologia“.

In questo contesto, la semplicità rimane per Palo Alto la chiave per evolvere in un perimetro sempre più allargato, dove le minacce cambiano forma e richiedono nuove strategie, come l’estensione dell’uso di analytics per apportare automazione e velocità di analisi, per avere visibilità e controllo dei tools e dell’intero perimetro del cliente”.

Spirito di apertura per crescere

La mission di Palo Alto non cambia: diventare partner scelto di cybersecurity per crescere in quello che l’azienda battezza il “digital way of life”, per garantire una digitalizzazione sicura e far fronte alla mancanza di sicurezza come primo freno al processo di digitalizzazione. Una filosofia alla base della quale, oltre alla semplificazione, c’è l’integrazione di sempre maggiori servizi di sicurezza sulla piattaforma dell’azienda.

Palo Alto Networks - I 3 pillar della piattaforma
Palo Alto Networks – I tre pillar della piattaforma

Una digital plaftorm strutturata su tre aree fondamentali – spiega Palmigiani -, che sono: Strata, la suite di network security che interessa la protezione della nuova enterprise su tematiche di 5G, Iot, mobile, endpoint; Prisma, legata alla protezione dell’ambiente cloud; e Cortex, parte di protezione evoluta definita secure the future, sulle tematiche di detenction and response, atomation and orchestration, analytics, threat intelligence. Tutte aree che compongono l’architettura e convergono su un unico data lake, il più grande sul mercato, quale strumento per fare sperimentazione.

La ricerca e sviluppo rimane infatti alla base di tutti i processi, “nel dna dell’azienda insieme allo spirito di apertura per crescere anche attraverso acquisizioni di tecnologie, che vengono calate in modo veloce dentro uno dei tre pillar, che aprono nuovi mercati e semplificano il time to market”, prosegue il manager, citando le aziende entrate nel portfolio di Palo Alto nell’ultimo anno: Twistlock, Puresec, Aproreto e la più recente acquisizione, lo scorso aprile 2020, di CloudGenix un’operazione che porta maggiore sicurezza all’accesso ai servizi nell’edge.

Molti gli impegni che vedono Palo Alto attiva a livello locale, attraverso importanti collaborazioni, come quella con Agid per la piattaforma Saas, “un grande investimento per dare valore e semplificazione al processo di acquisto per la PA, strategico per noi”; con Mid investiti diversi milioni di euro in una collaborazione corporate nel progetto Solidarietà Digitale a supporto di aziende in difficoltà, per garantire loro connessione remota in questa fase, “iniziative che in molti casi diventeranno progetti di acquisto”. Con Cert-Pa l’azienda sta lavorando sulla creazione di una sharing platform per l’educazione digitale degli utenti, “perché il fattore umano è un elemento critico da considerare oltre alle tecnologie”, sottolinea Palmigiani.

Un insieme di strategie che funziona. Palo Alto registra una forte espansione sull’enterprise di fascia alta. Il suo tasso di crescita nell’ultimo anno è del 15%, superiore alla media di mercato che si attesta al 6-7%. Da sei trimestri l’azienda è leader nel market share e fatturato. Sono 70.000 i clienti a livello globale, con una crescita media di 3.000 clienti ingaggiati a trimestre. L’azienda si posiziona al livello più alto per vision aziendale e capacità di concretizzarla nel quadrante Gartner, e 95ma delle fortune 100.

In un un modello di vendita che continua ad essere 100% indiretta, cresce anche il canale, con un incrementato numero di partner. 20-30 rimangono quelli  focalizzati sulle tecnologie Palo Alto, un numero che l’azienda non vuole incrementare. Determinante anche il ruolo dei distributori, confermati tre: Exclusive Networks, Westcon Security Solutions e Computer Gross.
Anche per il canale la strategia va “verso una meno tollerata complessità e l’ccentramento in un unico vendor”. Si sviluppano nuovi modelli di business che tengono conto del cambiamento dei clienti. Durante il lockdwon, il lavoro con il canale è stato costante, attraverso un tour virtuale che ha visto l’accesso 1.000 partecipanti e molte altre iniziative in campo, come il sostegno alla formazione attraverso CyberHackAdemy, che insieme ad Accenture punta a creare i nuovi profili necessari oggi al mercato, come quelle sul DevOps. L’obiettivo finale è “aiutare i partner ad incrementare la profittabilità, favorire nuovi servizi e coprire mercati specifici scaricando a terra le moltissime soluzioni che stiamo realizzando”. 

NGFW, salto quantico di Palo Alto

Su quest’ultimo fronte, la strategia si concretizza oggi nel primo Next Generation Firewall (NGFW), un’importante novità di prodotto, il primo firewall che utilizza meccanismi di machine learning e artificial intelligence, frutto di tre anni di sviluppo da parte di Palo Alto.

Umberto Pirovano_Palo Alto Networks
Umberto Pirovano_Palo Alto Networks

Ad illustrare la novità, in arrivo sul mercato a metà luglio, è Umberto Pirovano, manager Systems Engineering di Palo Alto Netwoks. “Le reti aziendali si stanno ampliando, gli attacchi evolvono rapidamente e automaticamente e con la delocalizzazione del mondo del lavoro a favore di uno scambio dati in uno spazio non definito, le aziende necessitano di un nuovo approccio alla sicurezza informatica. Da anni Palo Alto lavora sul cloud in un’ottica di prevenzione, con un incremento del valore del dato che diventa non il mezzo ma il vero valore. Negli ultimi tre anni questo approccio della piattaforma è stato incrementale e porta oggi ad un salto quantico”.

In particolare, Next Generation Firewall integra funzionalità di machine learning per bloccare le minacce, salvaguardare i dispositivi IoT e suggerire le politiche di sicurezza in modo proattivo, ridefinendo lo standard per la sicurezza della rete. Il firewall aiuta infatti le organizzazioni ad intercettare fino al 95% delle minacce sconosciute in modo istantaneo, automatizza le raccomandazioni di policy riducendo le possibilità di errore umano ed estende la visibilità e la sicurezza a tutti i dispositivi, compresi quelli non gestiti, senza la necessità di implementare sensori aggiuntivi.

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