Ericsson scatta una fotografia sullo scenario globale delle comunicazioni mobili e sullo sviluppo del 5G. L’ultimo Mobility Report dell’azienda analizza i trend della mobilità ed è al contempo uno spunto di analisi per sottolineare il ruolo strategico che le reti e le infrastrutture digitali hanno avuto in queste settimane di lockdown, consentendo ad aziende e famiglie di rimanere connesse.

5G, sviluppo più rapido di sempre

Il rallentamento del mercato globale causato dalla pandemia è compensato dall’incremento degli abbonamenti 5G in molte aree. Le previsioni di Ericsson per fine 2020 vengono pertanto corrette al rialzo.

Il 5G è la tecnologia per le comunicazioni mobili dallo sviluppo più veloce di sempre. Entro il 2025 passerà sulle reti 5G il 45% del traffico dati mondiale. Il numero globale di abbonamenti raggiungerà i 190 milioni entro il 2020 e i 2,8 miliardi entro il 2025, il 30% di tutti gli abbonamenti da mobile. A spingere, è soprattutto l’accelerazione dello sviluppo del 5G in Cina. La copertura 5G, al 5% della popolazione mondiale a fine 2019, si prevede arrivi al 65% a fine 2025. Se si guarda alla geografia globale, i Paesi ad oggi più avanzati sono gli Usa, la Cina, la Corea del Sud e la Svizzera.

Ericsson - By 2025, 5G will account for an estimated 45 percent of total mobile data
Ericsson Mobility Report – Entro il 2025 passerà sulle reti 5G il 45% del traffico dati mondiale

Ad oggi, sono 8 miliardi gli abbonamenti mobile nel mondo, destinati a diventare 8,9 miliardi entro il 2025. Di questi, l’88% sarà di tipo mobile broadband e 6,3 miliardi gli utenti possessori di un abbonamento mobile. Il 70% degli attuali abbonamenti mobile è associato al possesso di uno smartphone e si prevede che tali abbonamenti saranno 7,5 miliardi entro la fine del 2025. Per contro, gli abbonamenti per connessioni fisse registrano una crescita limitata, pari al 4% degli di incremento annuo entro il 2025.

Lo studio mette in luce come le connessioni a banda ultralarga senza fili (FWA) assumano oggi un ruolo più rilevante. Lo FWA su 4G o 5G rappresenta infatti un’alternativa economicamente vantaggiosa per fornire banda larga, e molti fattori ne stanno guidando il mercato, come i programmi e sussidi promossi dai governi. Si prevede dunque che le connessioni FWA si avvicinino ai 160 milioni entro la fine del 2025, generando il 25% del traffico dati globale su reti mobili.

Lockdown, l’impatto sulle nostre abitudini

Un’infrastruttura digitale è essenziale per far fronte alle esigenze di comunicazione nei momenti di crisi. Ne abbiamo avuto una decisa conferma in queste settimane, quando la diffusione del Covid-19 ha costretto le persone in tutto il mondo a modificare il proprio vivere quotidiano, lavorando o studiando da casa. Un’emergenza che ha portato a un rapido spostamento del traffico di rete dalle aree aziendali a quelle residenziali (le reti residenziali fisse hanno registrato una crescita dal 20% al 100%, evidenzia Ericsson).  

Ma come sono cambiate le abitudini tech delle persone durante il lockdown? Keeping consumer connected in a Covid-19 context è lo studio di Ericsson che indaga gli impatti della diffusione del coronavirus sulla connettività e sull’uso delle tecnologie da parte degli utenti in 11 paesi nel mondo tra i più colpiti dalla pandemia, tra cui purtroppo l’Italia.

Focalizzandoci sul nostro Paese, emerge che l’85% degli italiani – su un campione di 33 milioni di connazionali intervistati di età compresa tra i 15 e i 69 anni – ritiene che il proprio stile di vita sia stato fortemente colpito dalla crisi, contro una percentuale del 74% degli altri Paesi.  

Ericsson - Gli effetti del Covid-19 sulle abitudini tech degli italiani
Ericsson – Gli effetti del Covid-19 sulle abitudini tech degli italiani

In questo contesto, la tecnologia ha svolto un ruolo quasi vitale. Per l’86% degli over 60 italiani (il 74% negli altri paesi) questa è infatti servita per rimanere in contatto con la famiglia e gli amici, mentre l’82% dei genitori con figli in home schooling ha apprezzato il supporto della tecnologia per le lezioni a distanza (negli altri paesi la percentuale è del 76%). Più in generale, 6 persone su 10 ritengono che la tecnologia abbia permesso di lavorare durante la pandemia. Più di un italiano su 3 si è avvalso della tecnologia per tenersi fisicamente in forma anche a casa.

Premesse per una nuova normalità

Cresce l’utilizzo della rete. L’85% degli utenti se ne è servito in modo maggiore rispetto al periodo pre-crisi; in particolare, la fruizione di Internet tramite connessione fissa è aumentata di 3 ore al giorno (2,5 ore al giorno negli altri paesi), mentre la connessione da mobile ha avuto incrementi di 1 ora al giorno. Il 93% degli utenti italiani ha aumentato significativamente il numero di attività svolte online durante la crisi. Il 23%, contro il 19% degli altri paesi, ha sperimentato nuove attività online, come e-learning o videoconferenze, il 61% ne ha gestite oltre sei. In particolare, ad aprile il tempo speso sulle app di videoconferenza come Zoom e Microsoft Teams è aumentato del 9348% rispetto alla media del quarto trimestre 2019, mentre i download sono aumentati del 6288%. Attività che si consolidano nell’uso quotidiano e si preparano a rimanere nel tempo, con il 58% dei lavoratori in Italia a ritenere che lavorare da remoto sarà la nuova normalità e che bisognerebbe incoraggiare questa pratica. 

“Durante l’emergenza sanitaria rileviamo un cambiamento significativo nel comportamento digitale degli italiani – commenta Alessandra Rosa Ammaturo, direttore marketing di Ericsson Italia e Sud Est Mediterraneo -. E ci sono tutte le premesse perché questo trend non si arresti nel mondo post Covid-19, se consideriamo che ben 6 persone su 10 ritengono che lavorare da remoto sarà la nuova normalità, che la stessa percentuale di  persone continuerà a usare servizi per le videoconferenze anche dopo la pandemia e che 4 studenti su 10 intendono continuare a formarsi tramite lezioni e corsi online”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA