La presenza di OVHcloud in Italia affonda le proprie radici nel 2008, quando il Gruppo avvia le prime attività sul territorio con una struttura estremamente ridotta. Un esordio ancora lontano dai grandi investimenti infrastrutturali, caratterizzato da un unico ufficio nella periferia di Milano, poche persone e alcune centinaia di clienti. In un contesto in cui il cloud era ancora una tecnologia emergente, quella scelta rappresentava soprattutto un presidio di mercato, più che una scommessa industriale, ma era comunque alimentata da forte volontà proiettata verso una prospettiva di crescita che ha spinto il Gruppo a puntare sull’Italia con un data center e con la prima regione 3-AZ al di fuori della Francia.
La crescita in Italia
A distanza di oltre diciassette anni, il quadro è radicalmente cambiato. OVHcloud supporta oggi più di 40 mila clienti in Italia, tra aziende private e pubblica amministrazione, ed opera in settori eterogenei (tra cui per esempio anche quello aerospaziale), con un ruolo crescente anche nei progetti più avanzati di public cloud e intelligenza artificiale. Questa evoluzione riflette allo stesso tempo anche la maturazione dell’ecosistema digitale italiano e si inserisce nel più ampio scenario europeo di rafforzamento delle infrastrutture cloud nel continente al servizio dell’Europa.
Nel tempo, l’Italia è passata dall’essere un mercato a presidio solo commerciale a diventare un elemento strategico nella geografia infrastrutturale del Gruppo. La domanda di servizi cloud conformi alle normative europee, la centralità del tema della residenza dei dati e la necessità di garantire prestazioni elevate a bassa latenza hanno spinto OVHcloud a investire direttamente nel Paese. La decisione di realizzare un data center sul territorio nazionale e di attivare una regione public cloud multi-disponibilità rappresenta oggi il punto di convergenza tra crescita del mercato locale e strategia industriale del Gruppo, in linea con le riflessioni sulla sovranità digitale e sulle implicazioni per imprese e PA.
OVHcloud, gli elementi distintivi
Il posizionamento di OVHcloud si fonda su alcuni elementi distintivi che caratterizzano l’offerta rispetto ai grandi provider globali. La prevedibilità e la trasparenza dei costi sono tra gli aspetti più rilevanti per le organizzazioni, anche per quelle italiane, spesso chiamate a governare ambienti ibridi e multicloud con budget definiti. Il modello di pricing adottato prevede l’inclusione completa del traffico dati in entrata e in uscita, eliminando una delle principali variabili di costo tipiche del cloud pubblico. A questo si affiancano prezzi fissi per lo storage e per la larghezza di banda, che consentono una pianificazione più semplice e trasparente. Un tema che si collega direttamente alle analisi sui costi del cloud pubblico e sulla necessità di una governance finanziaria più rigorosa, ma che comprende anche la prospettiva “open”, per un’offerta senza lock-in.
La sostenibilità del modello industriale
Un secondo elemento strutturale è rappresentato dalla sostenibilità integrata nel modello industriale. OVHcloud opera da oltre vent’anni secondo un approccio verticalmente integrato che garantisce il controllo dell’intera catena del valore, dalla progettazione dei server alla gestione dei data center, fino all’orchestrazione della rete in fibra ottica di proprietà. Questo consente non solo di ottimizzare i costi e le prestazioni, ma anche di ridurre l’impatto ambientale attraverso un utilizzo più efficiente delle risorse. I server vengono costruiti internamente e, al termine del loro ciclo di vita, il 100% delle macchine viene smontato e sottoposto a test rigorosi per il riutilizzo o il riciclo dei componenti. Un modello di economia circolare che si inserisce nel più ampio dibattito su IT e obiettivi Esg.
Il data center in Italia
Il tema della sostenibilità è centrale anche nel progetto del data center italiano, situato in Lombardia, nella provincia pavese (nel comune Inverno e Monteleone), e operativo da ottobre 2025. La struttura nasce dal recupero di un edificio preesistente, attivo dal 1979, profondamente radicato nel territorio. OVHcloud ha scelto di riutilizzare circa il 90% della struttura esistente, evitando l’impatto ambientale associato a una nuova costruzione e valorizzando un patrimonio edilizio già presente. L’intervento ha previsto l’adeguamento degli impianti elettrici, il potenziamento dei sistemi di sicurezza e la modernizzazione dei controlli di accesso, della videosorveglianza e degli impianti antincendio. I rack sono stati riadattati per ospitare i server del Gruppo, mantenendo coerenza con il modello industriale di riutilizzo delle componenti.

La natura stessa dell’edificio contribuisce alla resilienza del data center. Progettato negli anni Settanta come struttura bunker, con pareti spesse circa 40 centimetri e porte antiesplosione, offre oggi una solidità fisica che si traduce in un ulteriore livello di protezione per le infrastrutture digitali. Questo connubio tra riuso, sicurezza e innovazione rende il sito del Pavese un esempio concreto di come i data center possano evolvere verso modelli più sostenibili. Dal punto di vista tecnologico, il data center ospita Virtual Private Server di nuova generazione, progettati per garantire latenza ultra-bassa e resilienza di livello enterprise. Le configurazioni arrivano fino a 96 GB di RAM, con larghezza di banda illimitata fino a 3 Gb/s e backup automatici inclusi. Queste caratteristiche rendono l’infrastruttura adatta a supportare carichi di lavoro critici e progetti di crescita ambiziosi, offrendo alle organizzazioni italiane un’alternativa locale alle grandi regioni cloud estere.
I vantaggi del modello 3-AZ
Il data center italiano è inoltre l’abilitatore della regione Public Cloud 3-AZ di Milano, la prima implementata da OVHcloud al di fuori della Francia. Il modello 3-AZ è pensato per applicazioni mission-critical che richiedono elevata disponibilità e continuità operativa.
Ogni regione è composta da tre Availability Zone indipendenti, ospitate in data center distinti e separati da alcune decine di chilometri, ciascuno dotato di alimentazione e connettività di rete autonome. Questa architettura consente di distribuire i carichi di lavoro su più zone, riducendo il rischio di interruzioni e garantendo al contempo bassa latenza e sicurezza elevata. Un approccio che risponde alle esigenze di resilienza evidenziate anche nel contesto della Nis2 e delle nuove normative europee sulla sicurezza delle infrastrutture digitali. All’interno della regione 3-AZ sono disponibili tutte le principali soluzioni Public Cloud di OVHcloud. Storage, networking, Managed Kubernetes Services e Managed Database consentono di accedere allo stack tecnologico integrato, con il supporto di architetture cloud-native e workload ad alta intensità. Un’offerta quindi che risponde alle esigenze di organizzazioni che stanno adottando modelli applicativi moderni e che vedono nel cloud un abilitatore per progetti avanzati di analisi dei dati e intelligenza artificiale.
I benefici per l’ecosistema Italia
I benefici per l’ecosistema italiano sono molteplici e si estendono oltre la dimensione puramente tecnologica. La prossimità geografica dei data center garantisce bassa latenza e performance di livello enterprise per applicazioni rivolte al mercato nazionale. L’alta disponibilità e la resilienza dell’architettura 3-AZ rispondono alle esigenze di continuità operativa di imprese e PA, mentre la residenza dei dati in Italia facilita la conformità normativa e rafforza il controllo sui dati sensibili. A questo si aggiunge l’impatto sul territorio, grazie alla scelta di valorizzare fornitori locali e competenze presenti nella provincia pavese, contribuendo alla creazione di un indotto tecnologico stabile e qualificato. Nel complesso, la strategia di OVHcloud in Italia mostra come l’evoluzione del cloud passi sempre più da un equilibrio tra prestazioni, sostenibilità, sovranità dei dati e sviluppo locale. Un modello che intercetta le esigenze di un mercato maturo e che si inserisce nel percorso di trasformazione digitale del Paese, in un contesto europeo in cui il controllo delle infrastrutture e dei dati è destinato a diventare un fattore sempre più determinante.
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