Delinea analizza i rischi legati all’identità che emergono nell’adozione accelerata dell’AI. Lo studio, commissionato a Censuswide, raccoglie le risposte di circa 2mila IT decision-maker in sette paesi – Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia, Australia, Singapore e India – impegnati nell’uso o nella sperimentazione dell’AI.
Il documento individua un “paradosso della sicurezza AI”: quasi nove organizzazioni su dieci si dichiarano pronte a sostenere l’automazione su larga scala, ma la metà di esse ammette lacune nella governance delle identità collegate ai sistemi di intelligenza artificiale. La maggior parte delle aziende si dichiara sicura di saper individuare le identità non umane (NHI), ma solo una su tre ne valida il riconoscimento in tempo reale.
Il report documenta la diffusione della shadow AI, l’aumento degli accessi permanenti concessi ad agenti e NHI e la pressione costante sui team di sicurezza per allentare i controlli. La tesi di fondo è, invece, che non si può governare ciò che non si vede e quindi la priorità diventa ricostruire la visibilità sulle identità e procedere con un approccio Zero Standing Privileges.
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