Undici milioni di euro per aiutare le Pmi a finanziare le certificazioni necessarie a entrare nelle filiere industriali strategiche. Il bando di Regione Lombarida, approvato a fine luglio e sostenuto dal programma regionale Fesr 2021-2027, riconosce un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 220mila euro per impresa. Oggetto dell’aiuto non sono macchinari o software, ma un asset immateriale ugualmente costoso e spesso sottovalutato: certificazioni industriali avanzate, approvazioni regolatorie e qualifiche tecniche di processo e di prodotto che, in molti settori, sono la condizione minima per potersi anche solo candidare come fornitori. Per molte piccole imprese il costo per ottenerle è infatti una barriera d’ingresso più alta dell’investimento tecnologico vero e proprio. La logica è quella, ormai ricorrente nelle politiche industriali europee, di rafforzare le catene del valore dopo gli shock degli ultimi anni.

Perché puntare sulle certificazioni

Pandemia prima e tensioni geopolitiche poi hanno mostrato quanto siano fragili le filiere lunghe e fortemente globalizzate. Da qui gli obiettivi dichiarati dalla Regione: rafforzare e qualificare l’offerta produttiva locale, far entrare nuovi operatori nelle filiere, ridurre la dipendenza dai fornitori extra-europei e costruire catene corte, resilienti e radicate sul territorio. Le certificazioni sono lo strumento scelto perché, in comparti come l’automotive, il medicale, l’aerospazio, la chimica, l’energia o il nucleare, senza le qualifiche giuste un’azienda non entra nemmeno nella lista dei fornitori possibili. In pratica si tratta di standard come Iatf 16949 per l’automotive, Iso 13485 per i dispositivi medici o la serie AS/EN 9100 per l’aerospazio: requisiti severi, il cui conseguimento richiede tempo e investimenti.

Proprio per questo il bando finanzia soltanto le certificazioni realmente abilitanti, quelle elencate in un’apposita matrice, e non i sistemi di qualità generici e trasversali come le Iso 9001, 14001 o 45001, che non rappresentano un requisito d’accesso alle filiere. È un tassello della più ampia spinta europea al reshoring e all’autonomia industriale, declinata però sulla scala regionale e sulle Pmi che ne costituiscono l’ossatura. Tra le spese ammissibili rientrano invece la consulenza, la formazione, i test di laboratorio e gli oneri verso gli enti certificatori.

A chi si rivolge

Possono presentare domanda le Pmi secondo la definizione europea dell’allegato I del Regolamento (UE) 651/2014, il cosiddetto Gber. I requisiti vanno posseduti alla data di domanda: l’impresa deve essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle Imprese, come risulta dalla visura camerale, e deve avere almeno una sede operativa in Lombardia — quella oggetto dell’intervento — oppure impegnarsi ad aprirne una nel territorio regionale entro l’erogazione del contributo. Le imprese non residenti in Italia devono essere costituite secondo le norme del proprio Paese e iscritte a un registro analogo, allegando la documentazione che lo attesti. La qualifica di Pmi, infine, va mantenuta fino alla concessione dell’agevolazione, mentre i casi di esclusione sono elencati in un articolo dedicato dell’avviso.

Messa a fuoco del progetto e tempistiche basilari per muoversi in modo corretto nella richiesta dei finanziamenti previsti dal bando <a href="https://www.magnific.com/it/foto-gratuito/ispettore-del-controllo-qualita-che-esamina-i-cilindri-in-acciaio-fabbricati-in-una-fabbrica_26143261.htm">Immagine di Drazen Zigic su Magnific</a>
Messa a fuoco del progetto e tempistiche basilari per muoversi in modo corretto nella richiesta dei finanziamenti previsti dal bando

Il valore dei contributi e come presentare la domanda

Sul piano economico il contributo copre il 70% delle spese ammissibili, con il tetto già dichiarato di 220mila euro per impresa e una dotazione complessiva di 11 milioni. C’è però una soglia che orienta il tipo di destinatario: la spesa minima ammissibile è di 70mila euro, segno che la misura guarda a progetti di certificazione strutturati e non a piccoli adeguamenti. Fa riferimento in particolare il regolamento Gber nel suo articolo 28 sugli aiuti all’innovazione a favore delle Pmi (regime SA.123389).

Le domande si presentano esclusivamente online, sulla piattaforma regionale Bandi e Servizi, fino alle 15 del 30 dicembre 2027. A fare fede è unicamente la data di invio al protocollo registrata dalla procedura telematica. La selezione segue una procedura valutativa a sportello, prevista dall’articolo 13 del decreto legislativo 184/2025, il nuovo Codice Incentivi. Le domande vengono esaminate in ordine cronologico di arrivo, con una verifica di ammissibilità formale seguita da una valutazione tecnica, fino al provvedimento di concessione o di rigetto firmato dal responsabile del procedimento. La gestione operativa è affidata a Finlombarda, in qualità di organismo intermedio. Il meccanismo a sportello ha una conseguenza pratica da non trascurare: pur con una finestra lunga oltre un anno, le risorse possono esaurirsi prima della scadenza, e a contare è l’ordine di presentazione. Nel suo insieme la misura collega un costo concreto e spesso proibitivo per le piccole imprese a un obiettivo di politica industriale. Per una Pmi lombarda che punta a diventare fornitrice di grandi gruppi in settori regolati è una leva di nicchia ma potenzialmente decisiva, a patto di muoversi presto e con un progetto già a fuoco. Conviene, per chi è interessato, mappare per tempo le certificazioni richieste dai clienti-obiettivo e verificarle rispetto alla matrice del bando.

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