Le aziende costruiscono il proprio business sui dati che possiedono, dai contatti ai processi produttivi fino agli economics: mettere in sicurezza questo patrimonio è oggi condizione di sopravvivenza. I dati elaborati da NetConsulting cube per il rapporto Il Digitale in Italia 2026 di Anitec Assinform lo confermano: la spesa in cybersecurity in Italia cresce del 12% e supera i 2,24 miliardi di euro, spinta dagli attacchi cyber sempre più efficaci e dal nuovo quadro normativo, in particolare la Nis2. Le priorità di investimento vedono ai primi posti identity governance (81,5%), ampliamento dei servizi Soc (45,5%) e backup e recovery.
È lo scenario in cui si inserisce la digital breakfast organizzata da Object First con Inno3, moderata da Emanuela Teruzzi, direttrice responsabile di Inno3. Al centro il confronto con Simona Riela, senior channel & territory manager per l’Italia e Filippo Martucci, sales engineer di Object First, giovane realtà americana nata nel 2022.
La digital breakfast parte da una provocazione: l’idea di presupporre una violazione già avvenuta e ragionare su come prepararsi al ripristino nello scenario peggiore, quello di un attaccante in possesso di tutte le password e i segreti aziendali.
Il confronto ricostruisce le dinamiche d’attacco – quattro attacchi su cinque puntano ai backup di destinazione – e i tempi effettivi di recupero: il 79% delle organizzazioni colpite impiega più di cinque giorni lavorativi per tornare operativo, con una media del 61% di dati effettivamente recuperati.
Da qui l’approccio proposto da Object First, che estende i principi Zero Trust al backup con la strategia Zero Trust Data Resilience (Ztdr): segmentazione fra software e storage, zone di resilienza multiple, regola 3-2-1-1-0 e immutabilità assoluta, per cui nemmeno l’amministratore o l’aggressore più privilegiato può alterare o eliminare i backup, grazie a un’appliance progettata con storage a oggetti S3 nativo.
A rendere concreto lo scenario, il caso di un distretto scolastico statunitense colpito dal ransomware BlackSuit: tutti i backup sono risultati compromessi tranne quello su appliance Object First, che ha consentito di ripristinare l’ambiente Vmware e riportare online i sistemi in pochi giorni.
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