Ruota attorno a partner e clienti il Dell Technologies Forum 2019 di Milano, che fa il punto sull’azienda a due anni dall’acquisizione di Emc da parte di Dell. Un forum che parla poco di tecnologia dal palco della plenaria (molto di sostenibilità, impatto zero, mobilità) ma che alza l’attenzione dei 1.200 presenti sui temi di business legati alla trasformazione digitale delle aziende, ribadendo l’importanza di 5G, sicurezza, AI/IoT.

Parla di “rinascimento digitalePatrica Florissi, CTO dell’azienda che riflette sui cambiamenti sociali innescati da intelligenza artificiale, machine learning, deep learning, IoT; parla di “integrazione spinta fra i sette brand del gruppo Dell Technologies” Marco Fanizzi, VP & GM Italy Enterprise Business Dell Emc; parla della “logica dell’offerta dall’edge al cloud che permette di esser più vicini ai clienti, con un unico go to market, facendo chiarezza sul mercato” Filippo Ligresti, VP & GM Italy Commercial Business Dell Emc.

Si, perché in questi due anni, le due anime di Dell e Emc hanno dovuto trovare la quadra per posizionare un’azienda che oggi vuole essere un interlocutore per la trasformazione delle aziende lungo i quattro asset della strategia (Digital Transformation, IT Transformation, Security Transformation e Workforce Transformation) e che ha cercato di dare una veste nuova alla propria immagine presso i clienti, pur lavorando in continuità con il passato e valorizzando tutte le anime profondamente diverse della federation (Dell, DellEMC, Pivotal, Rsa, Secureworks, Virtustream e Vmware).

Dell Technologies Forum 2018, Milano
Dell Technologies Forum 2018, Milano

Anche in Italia, questa prima versione unificata del Dell Technologies Forum 2018 ricalca la nuova formula inaugurata da Michael Dell lo scorso maggio a Las Vegas, dove per la prima volta la convention annuale sotto il nuovo nome ha raggruppato tutte le anime del gruppo, che beneficiano dei 4,5 miliardi di dollari investiti ogni anno in ricerca e sviluppo. A sottolineare la spinta verso una unica proposizione che clienti e partner devono avere ben chiare.

In 9 mesi risultati di un anno

In Italia la spinta a detta dei due Vice President Fanizzi e Ligresti è la stessa, a partire dall’unione dei fatturati dei vari team. “Allo scorso Forum, a un anno dall’unione, avevamo annunciato la crescita a doppia cifra del fatturato rispetto al business che facevano le due aziende separate in Italia – precisa Fanizzi -. Quest’anno possiamo affermare che nei primi 9 mesi del 2018 abbiamo totalizzato l’intero business dello scorso anno, escluso il giro d’affari di VMware nel risultati del periodo”.

Sono state assunte 150 persone nelle aree di prevendita, consulenza e servizi, cercando di ridurre le sovrapposizioni tra i team. “Significativo anche l’investimento sul canale, cresciuto in termini di formazione e certificazioni per rendere i partner in grado di operare sull’intero portafoglio, dall’edge al cloud con un unico programma che ha fatto chiarezza sul mercato” commenta Ligresti.

Due le aree di sviluppo secondo i due manager: l’ambito della trasformazione dei data center grazie all’accelerazione della vendita di server, software di orchestrazione e storage e il mondo Industria 4.0, grazie anche ai progetti innescati dai piani del governo. “Il consiglio che diamo alle aziende – precisa Ligresti – è di concentrarsi sul business e investire sulle competenze digitali, optando per una infrastruttura che abbatta i rischi”. “La consumerizzazione del digitale fa sì che i clienti chiedano sempre più servizi per gestire i processi produttivi – incalza Fanizzi -. Serve un approccio sartoriale dell’IT che sia in grado di fare scalare ogni business: noi spingiamo i clienti a virtualizzare le loro infrastrutture perché possano essere fruibili da ogni device, da ogni dove. Credo che da questo approccio flessibile il nostro Made in Italy possa trarne valore e dimostrare la sua unicità in tutti i settori”.

Dell Technologies Forum 2018 - Marco Fanizzi, Vice President, Managing Director di Dell EMC Italia & Filippo Ligresti, Vice President and General Manager - Italy Commercial Business di Dell EMC
Dell Technologies Forum 2018 – Marco Fanizzi, Vice President, Managing Director di Dell EMC Italia & Filippo Ligresti, Vice President and General Manager – Italy Commercial Business di Dell EMC

Un processo di cambiamento che deve fare i conti con il budget dei clienti “non illimitato” andando a proporre tecnologie che incidano sulla parte di Opex, spingendo IoT e manutenzione predittiva, permettendo di risparmiare nel lungo periodo. “Noi lavoriamo mettendo il breve periodo in secondo piano” precisa Fanizzi, un approccio condiviso con tutti i clienti.

Secondo i dati dell’azienda, il 45% dei Ceo è preoccupato che il proprio business diventi obsoleto nei prossimi anni. La digitalizzazione non è più un tema del Cio ma del Ceo – commenta Fanizzi – che per il 60% delle aziende è ora nella fase di passaggio dall’essere un digital evaluator a essere un digital leader, un atteggiamento che indica un cambio di rapporto con la digitalizzazione, molto più vicina al business rispetto a prima, con barriere ridotte”.

Mai smettere di apprendere

La capacità di mettersi in discussione e valutare anche l’impiego di tecnologie innovative, come AI/ML/Deep Learning fa si che si vada verso un approccio di apprendimento continuo da parte delle aziende. “Il continuous learning fa si che si sviluppi sempre in real time e una volta definito il modello di sviluppo e di training, si cerchi il miglioramento continuo dei prodotti e dei processi, grazie ai feedback che ottimizzano il modello stesso – precisa la Cto, Patrica Florissi -. Questo metodo porta benefici al business, grazie alla capacità di analizzare i dati per continuare a scalare. Con i dati il nostro approccio è triplice: li raccogliamo (collect), li analizziamo (compute) e li mettiamo al servizio del business (connect). L’IoT è il nuovo business model che cambierà il modo di interazione tra cose e persone, con nuovi servizi che nasceranno e che ci permetteranno di creare un’immagine digitale del mondo fisico. Oggi i clienti oscillano tra IT centralizzata (mainframe, minicomputer, cloud) e IT distribuita (client, Internet, edge/Iot). Tra i due estremi sta il modello ideale”.

Dell Technologies Forum 2018 - Patricia Florissi, VP & Global CTO di Dell EMC
Dell Technologies Forum 2018 – Patricia Florissi, VP & Global CTO di Dell EMC

Formazione e reskill

Agli estremi spesso non solo ci sono tecnologie diverse ma anche generazioni diverse, chi ha esperienza consolidata e chi può essere un futuro talento. “Il gap è forte tra nuove e vecchie generazioni in azienda, i giovani sono influenzer e vogliono poter dire subito la loro. Sono abituati ad avere feedback costanti, con interazioni completamente diverse e molteplici. Il grosso lavoro che stiamo facendo è di capire come valorizzare la generazione Z e affiancarla nel nuovo modo di fare azienda” precisa Ligresti.

Più dell’80% dei giovani è disposto a spendere più soldi per acquistare prodotti sostenibili, il 3/4 dei giovani vuole lavorare per un datore di lavoro di cui essere fiero per l’attenzione che dimostra alla sostenibilità e questo impatta su creatività e turn over. “C’è un’offerta contesa sul mercato per le persone valide  – precisa Fanizzi -. Noi vogliamo creare tecnologie che abilitino il progresso umano, dando contributo alle comunità: 87% dei dipendenti di Dell Technologies fa volontariato e abbiamo creato community di dipendenti che condividono interessi comuni. Stiamo portando avanti tre iniziative in Italia a favore dello sviluppo delle professionalità di donne, giovani e disabili”. Un piano di reskill per i dipendenti tra i 45 e i 60 anni promuove una cultura che fa dello sviluppo professionale uno degli obiettivi per tutti i dipendenti.

Caso Vodafone, responsabilità di impresa

Anche Giorgio Migliarina, head of enterprise business unit di Vodafone, parla di responsabilità di impresa, dal momento che le tecnologie creano nuovo opportunità per aziende e persone. Tre gli impatti, sostiene il manager: Sociale, perché la tecnologia equalizza dando a tutti le stesse opportunità, dalla formazione alla connettività. Lavorativo, perché abilita lo smartworking con un maggior equilibrio tra vita privata e lavoro (“Vodafone stima che ci saranno 50 milioni di donne connesse nelle workforce entro il 2025 e 10 milioni di giovani saranno coinvolti in corsi di formazione al 2021”); Business, perché IoT e analytics permettono di capire molto meglio i processi aziendali e di ottimizzarli. “Un risvolto importante legato all’impiego delle nuove tecnologie – precisa Migliarinaè il fatto che liberano investimenti da riallocare, in precedenza bloccati da inefficienze, e migliorano di conseguenza il business, con risvolti ambientali e sociali”.

IoT e 5G tra le tecnologie al centro degli investimenti di Vodafone, con progetti diversi per città intelligenti, con sensori che monitorano dallo spreco dell’acqua all’heathcare. “Vodafone ha investito 6 miliardi di euro nel 5G e siamo contenti di esserci aggiudicati frequenze pregiate in Italia anche se l’investimento è stato importante. Per noi il 5G sarà una rivoluzione copernicana perché la maggiore disponibilità di banda permetterà una maggiore densità di oggetti connessi per km quadrato con tempi di latenza bassissimi. La combinazione di questi elementi apre un mondo che fino ad oggi è stato precluso. Milano è oggi la capitale europea del 5G, con 51 celle attive e noi avremo l’85% di celle attive entro la fine dell’anno”.

Una evoluzione che potenzierà molti segmenti verticali (trasporto, healthcare, education e media) abilitando nuovi business model. Tra i progetti, quello con il San Raffaele per la connessione di rete tra l’ambulanza e l’ospedale per iniziare test medici dall’ambulanza stessa.

AI, 5G e… AWS

“Più della metà delle aziende sono all’inizio del loro percorso di trasformazione digitale – conclude Fanizzi – e soprattutto edge computing, IoT e 5G non sono ancora tecnologie esplorate, per cui ci sono molte opportunità. Anche la Pubblica Amministrazione dà segnali incoragginati ma non ancora come Usa e Francia. Ci sono segnali interessanti: il fatto che AWS abbia fatto un investimento per aprire data center in Italia, lo leggo come un interesse positivo per il nostro mercato e la partnership tra VMware e AWS potrà  avere risvolti positivi anche per il nostro business. Bezos mi sembra uno accurato nei suoi investimenti conclude sorridendo Fanizzi.

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