Servizi Saas, piattaforme in cloud e il bisogno di sfruttare a fondo i dati sono alla base di una serie di riflessioni sulle applicazioni e sull’economia stessa del software applicativo che entro il 2021 varrà oltre 6300 miliardi di dollari. La prima esigenza è infatti riuscire a migrare sulle moderne architetture le soluzioni disponibili, preservando la sicurezza e la possibilità di utilizzare i dati, abbattendo i silos verticali. 

Le applicazioni devono quindi garantire un’esperienza personalizzata e intuitiva, tanto più quando gli utenti si trovano ad elaborare una quantità elevata di informazioni. Cosa cercano gli utenti nelle soluzioni odierne? Ne parliamo con Shane Swiderek, product marketing manager di Tibco Software.   

“Viviamo il passaggio dalle architetture legacy ad architetture moderne distribuite.
Gli utenti cercano quindi soluzioni che li aiutino a raggiungere i propri obiettivi e a svolgere il proprio lavoro in modo efficace.
Ci si avvicina ad offrire una buona esperienza utente semplificando la tecnologia e rendendo questo processo di semplificazione il più trasparente possibile. Viviamo in ambienti in cui i dati disponibili sono addirittura in eccesso ed è per questo fondamentale, per chi sviluppa applicazioni, capire quali sono i dati che davvero servono ai loro utenti e “avvicinarli” ad essi nella modalità migliore, con le possibilità di fruirne e sfruttarli in modo intelligente”. 

Connected Intelligence

Serve a questo scopo un’intelligenza specifica, in Tibco si parla di Connected Intelligence, un’intelligenza condivisa e distribuita tra i vari profili aziendali. Gli utenti non possono più essere limitati da silos verticali ma devono condividere dati, analisi, business intelligence. In che modo una soluzione Connected Intelligence aiuta l’azienda?

Shane Swiderek, Product Marketing Manager di TIBCO Jaspersoft
Shane Swiderek, Product Marketing Manager di Tibco Jaspersoft

“Una piattaforma di Connected Intelligence deve essere specifica e diversa per ogni azienda. Tuttavia ci sono alcuni aspetti comuni che riguardano ogni realtà: la necessità di rendere i dati accessibili in modo trasversale a tutte le unità di business, un metodo per trovare valore nei dati attraverso l’analisi e un modo per condividere tali risultati con il resto dell’azienda.

La “piattaforma” Connected Intelligence proposta è un insieme di servizi liberamente abbinabili tra loro che abbracciano software di integrazione e analisi a supporto degli obiettivi che si vogliono raggiungere: un’azienda può scegliere i servizi che si adattano alle esigenze specifiche sui dati della propria azienda. Non ci sono molti fornitori che dispongono di questo tipo di ecosistema di servizi integrati per soddisfare l’intero spettro di esigenze per l’utilizzo dei dati nelle aziende moderne”.

BI integrata nelle applicazioni

Il tema suggerisce anche come sia meglio incorporare e poi gestire business intelligence già integrata nelle applicazioni. Nello specifico quali sono i benefici che i responsabili IT, i product manager e sviluppatori possono ottenere da Tibco Jaspersoft?

“Sì, è proprio questo l’approccio corretto – conferma Shane Swiderek –  i responsabili e gli sviluppatori di prodotto devono disporre di tutto il necessario per progettare, incorporare e gestire la business intelligence nelle proprie applicazioni: quindi devono poter avere uno strumento di designe applicativo completo per creare report e dashboard con il controllo più granulare, una varietà di modi per incorporare tali output nelle app. Per noi la soluzione più completa e migliore è il framework Javascript Visualize.js con una serie di controlli di amministrazione e sicurezza completi per gestire la tecnologia Jaspersoft nell’intero processo di deployment. È questo uno dei pochi strumenti di business intelligence concepito appositamente per gli sviluppatori”.

Come si scelgono le soluzioni 

Di quali competenze hanno bisogno le aziende per gestire la migrazione da un approccio legacy ad un’architettura moderna?

“Gran parte delle problematiche legate alla migrazione da un’architettura legacy ad una al passo si legano alla necessità di testare performance e sicurezza del vecchio ambiente nel nuovo ambiente, e spesso il nuovo è un ambiente cloud. Quindi, per quanto riguarda la business intelligence e le soluzioni di reporting, sarà fondamentale disporre di uno strumento dotato della flessibilità di ospitare (e gestire) l’architettura legacy e l’architettura di approdo”.

Allo stesso tempo però bisogna anche porsi una serie di domande. Conclude Swiderek: “Può essere distribuito on premise, nel cloud e in una modalità ibrida a cavallo di entrambi? Cosa potrà offrire per quanto riguarda il supporto Docker per la distribuzione in ambienti basati su container? Potrà connettersi alle origini dati tradizionali (per esempio database relazionali e flat files) così come alle nuove origini dati (per esempio NoSQL, Big Data, servizi Web)? Quanti dei report di BI o dashboard legacy potranno essere riutilizzati nel nuovo strumento?

Sono queste le questioni e le domande cardine da porsi nel considerare la tecnologia scelta quando ci si affronta un progetto di migrazione.

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