Si è appena conclusa la terza edizione del concorso eHealth4all, il 6 giugno 2019, con la vittoria del progetto Nuvap dell’omonima azienda milanese, che ha rilevato i livelli di inquinamento indoor negli uffici di 100 PMI su una molteplicità di sostanze presenti nell’aria.

Al secondo posto un progetto della Pubblica Amministrazione: l’App Sanità a Km Zero, soluzione mobile del consorzio Arsenàl della Regione Veneto, che permette al cittadino di ricevere la ricetta del medico di famiglia sul telefonino e di recarsi con essa in farmacia per ottenere le medicine senza passare per la sala d’attesa. Al terzo posto, PD Watch, soluzione a cura di Biomedical Lab di Potenza, in grado di monitorare a domicilio lo stato dei pazienti affetti da morbo di Parkinson. Tra i premiati anche Ri.Car.Do, il progetto di teleriabilitazione cardiologica domiciliare che ha ottenuto il premio speciale di Digital Health Summit.

eHealth4All
eHealth4All – Ornella Fouillouze, VP Club TI Milano, premia i migliori progetti

eHealth4all è un premio organizzato da Club TI Milano, AICA, CDTI Roma, che va a focalizzare soprattutto l’area della prevenzione sanitaria. Poiché gli organizzatori appartengono al mondo delle tecnologie ICT, l’obiettivo è di promuovere l’utilizzo delle tecnologie digitali per semplificare i processi e migliorare il servizio all’utente. La caratteristica distintiva del concorso eHealth4all è che seleziona tra i candidati un gruppo di progetti, li segue per un anno e alla fine ne premia il migliore. E’ nato nel 2013, la prima edizione si è svolta tra il 2013 e il 2015 e la premiazione è avvenuta in Expo Milano 2015.

Dopo sei anni di eHealth4all è naturale che si tenda a tracciare un bilancio. La domanda a cui ci sembra doveroso rispondere è: in questi sei anni che cosa ci racconta il concorso sulla prevenzione sanitaria e sull’uso delle tecnologie in tale contesto?

Tenendo conto che al premio si sono candidati, nelle tre edizioni, circa una sessantina di progetti, di cui sono stati selezionati come finalisti la metà, e che questi progetti sono stati tutti seguiti per un anno dal Comitato Organizzatore e dal Comitato Scientifico, ecco le considerazioni su questo percorso:

  • in questi anni si è assistito a uno sviluppo formidabile delle applicazioni su smartphone, che si sono prepotentemente affacciate anche nel mondo della Sanità; eHealth4all lo testimonia, perché molti dei progetti prevedono la realizzazione di App mobili;
  • tra i progetti che coinvolgono soluzioni IoT (ad esempio, i monitoraggi di dati biofisici del paziente) sono molto pochi quelli che hanno ottenuto una certificazione di livello Medical Device; la certificazione sembra costituire tuttora uno scoglio;
  • la tendenza all’auto-misurazione e all’auto-valutazione dei propri esiti, che il premio promuove, trova terreno favorevole in quasi tutti i progetti, che individuano una serie di indicatori specifici, si danno degli obiettivi e ne misurano il livello di conseguimento.
  • molti progetti hanno riferito che il premio, e le sue verifiche di avanzamento, hanno fornito un’utile guida e sono stati di stimolo ai progetti;
  • il premio è stato testimone e “catalizzatore” di molte iniziative che si sono radicate e sono oggi stabilmente affermate;
  • parecchi progetti hanno lamentato che la Prevenzione è la Cenerentola nella Sanità, alcuni hanno fatto così fatica a trovare budget che si sono dovuti fermare;
  • nonostante il premio sia a carattere nazionale, e dalla seconda edizione co-organizzato tra Roma e Milano, le candidature provengono da tutta Italia ma il medagliere è rimasto prevalentemente al Nord; bella ma unica eccezione, quest’anno, il terzo premio attribuito al progetto PD Watch di Biomedical Lab di Potenza.

Le considerazioni elencate sopra autorizzano un ragionevole ottimismo sul livello di maturità complessivo delle soluzioni “made in Italy” che il premio “fotografa”. La digitalizzazione è in corso, non è fine a se stessa perché c’è attenzione a misurare gli esiti, c’è interesse al confronto. Rimangono però dei punti di attenzione, dalle applicazioni IoT che devono essere “ingegnerizzate” e non solo usate in modo prototipale all’interno di sperimentazioni cliniche, alla necessità di estendere l’area dell’eccellenza al centro-sud.

Più di tutti, ci preme però ribadire un concetto: la prevenzione deve essere più centrale nella strategia sanitaria, il budget dedicato alla prevenzione (meno del 5% della spesa sanitaria) va incrementato, è dalla prevenzione, a tutti livelli, e dalla digitalizzazione/semplificazione dei suoi processi che anche in presenza  di una popolazione  che invecchia si può tenere sotto controllo l’esplosione dei costi sanitari. Per garantire la salute per tutti, come il nome del premio eHealth4all suggerisce.

Ornella Fouillouze, VP Club TI Milano

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