Intel Experience Day a Milano è l’occasione per Intel per fare il punto su risultati raggiunti e piani strategici di azione, senza evitare di mettersi in discussione.

In uno scenario in cui il computing con il PC è certo importante – ma rappresenta solo una minima parte del computing tout court – “l’azienda non può fermarsi e compiacersi per la sua quota nel mercato Cpu (in cui per anni ha detenuto il 90% di market share), ma deve guardare al mercato, del tutto diverso, e più ricco di opportunità, che ha un valore di circa 300 milioni di dollari e in cui Intel cuba però meno del 30%. Comprende il silicio per abilitare sistemi di intelligenza artificiale Gpu, sistemi logici programmabili per gli utilizzi in ambito Iot, industriale, 5G. etc.” così Nicola Procaccio, Emea territory marketing director e country lead Intel Italia, riprende il pensiero del suo Ceo , Bob Swan e prosegue “per fare bene in questo mercato è necessario trasformarsi ed evolvere, sfide che abbiamo già raccolto” e che oggi sono urgenti.

Nella storia di Intel si possono individuare tre macro fasi di trasformazione storica: la prima l’ha vista passare dalla produzione di memorie a quella di Cpu (con Federico Faggin nel 1971), quindi è diventata azienda Cpu centrica. Un altro grande passaggio è quello avvenuto negli anni ’90/2000 con il lancio di Pentium nel ’93 e di Centrino poi nel 2003. Gli anni d’oro del personal computing, in cui Intel ha iniziato a guardare non più al solo processore, ma alla piattaforma nel complesso (passando quindi ad essere da un’azienda Cpu centrica ad un’azienda PC centrica).

Intel Experience Day - Da sinistra Paolo Canepa, Nicola Procaccio
Intel Experience Day – Da sinistra Paolo Canepa, partner sales account manager Intel Emea, Nicola Procaccio, Emea territory marketing director e country lead Intel Italia, e Biagio Gurieri, Iotfield Applicationg Engineer

La sfida attuale estende ancora il raggio d’azione. Oramai da tre anni, Intel si qualifica come azienda data centrica, come data company. Può esserlo però solo nella misura in cui è in grado di offrire ai clienti soluzioni in grado di generare, analizzare, processare, archiviare i dati.

Entro il 2021, dei 25 miliardi di dispositivi connessi in rete, infatti, solo una frazione sarà ancora rappresentata da “semplici” PC e altre piattaforme già oggi dimostrano di indirizzare bene il mercato delle micro architetture, in uno scenario in cui appena il 2% dei dati prodotto viene effettivamente analizzato e valorizzato. Procaccio: “La visione datacentrica di Intel oggi è plasmata da 3 trend tecnologici: 5G, democraticizzazione dell’AI e il cloud.

Intel, nello stesso tempo, non può e non vuole, defocalizzarsi dal core business, del personal computing, che ha un valore commerciale globale di 68 miliardi di dollari. In questo ultimo anno, lo stesso Ceo di Intel ha ammesso di aver sottostimato la domanda di Cpu per i sistemi di computing tradizionali, cresciuta oltre le aspettative, fattore che ha avvantaggiato anche la “rinascita” di Amd

Il computing secondo Project Athena

Santa Clara indirizza in questo ambito la domanda sui desktop con i nuovi processori Intel Core X, e nell’ambito laptop ha lanciato il programma di innovazione Project Athena, protagonista ad Intel Experience Day, con cui vuole mostrare un nuovo approccio che deve consentire lo sviluppo di tecnologie più vicine agli utenti e vede nei centri di sviluppo, a fianco degli ingegneri, anche antropologi e sociologi, per guidare la tecnologia a fornire risposte d’uso vicine alle esigenze dell’umanesimo digitale.

Sul mercato sono già stati introdotti laptop validati dal programma che soddisfano i requisiti tecnici stabili. I dispositivi validati dal programma Athena (circa 17 modelli Dell, HP, Lenovo, Asus, Acer, Samsung), si possono riconoscere da un identificatore grafico denominato Engineered for Mobile Performance che affianca il logo Intel delle Cpu di decima generazione.

Una ricerca Gfk evidenzia che la facilità di utilizzo di un sistema di computing rappresenta uno dei principali driver di acquisto (per il 52% dei consumatori, per circa dieci punti percentuali in più rispetto ad appena 4 anni fa), essere sempre raggiungibili per oltre il 42% dei consumatori (+5% rispetto al 2015) e la personalizzazione, ossia la capacità del device di adattarsi alle esigenze per oltre il 40% dei consumatori (+12% rispetto al 2015).

Queste esigenze sono così indirizzate da Project Athena: i sistemi di computing devono mostrare requisiti specifici in sei ambiti denominati Key Experience Indicators (Kei), misurabili con metriche ingegneristiche focalizzate sull’utilizzo quotidiano e reale dei laptop non quindi sulle prestazioni potenziali tipologie.

Essi sono: Azione istantanea, Prestazioni e reattività, Intelligenza, Durata della batteria, Connettività e Design. Per fare un esempio: le 9 ore di autonomia devono essere di computing vero, non registrate attraverso i benchmark, con vincoli cogenti anche per quanto riguarda i minuti del tempo di ricarica necessari per garantire almeno 4 ore di funzionamento. Per quanto riguarda i processori di decima generazione, in estrema sintesi, essi alzano l’asticella di piattaforma con WiFi 6 (Gig+), Thunderbolt 3 e funzionalità AI attivi e già integrati nel Soc.

Intel intanto prosegue lo sviluppo dei Nuc (con Nuc 10 e Cpu di decima generazione). Il marchio indica i mini PC pronti all’uso e già assemblati ma anche personalizzabili che l’utente può “arricchire” con ulteriori componenti. La proposta in questo caso è molto interessante nell’ambito business per quanto riguarda la versione “rugged”, e quindi Nuc Element, facilmente inseribile negli ambienti di produzione industriale. Una proposta per il mercato business indirizzata solo tramite i partner di canale.

Intel, un 2020 impegnativo

Nel mercato dei semiconduttori, Intel è tornata ad essere il primo vendor, e tuttavia il 2019 non è stato un anno del tutto favorevole per l’incapacità di soddisfare la domanda di Cpu. Soprattutto ora la sfida nel mercato, indicato da Swan e dagli analisti con un valore di 300 milioni di dollari, determinerà già nel 2020 le effettive capacità “data centriche”. Oggi essere “best of breed” in tutti i segmenti è molto difficile.

Richiede grandi capacità di reattività da una parte, dall’altra anche molta flessibilità. Intel, per esempio, non può rinunciare ad un ruolo da protagonista nel mercato cloud, ma proprio in quel mercato la “flessibilità” è indirizzata meglio per alcune tipologie di utilizzo dalla piattaforma Arm, e non da Intel Xeon.

Un esempio: la presentazione di Graviton2 a Las Vegas, da parte di Aws è sembrata quasi impietosa. Le partite e i tavoli da gioco su cui Intel è impegnata sono quindi tanti. Questa è stata per anni la sua forza. Su alcuni tavoli però ora, oltre ad avere scommesso, Intel deve anche vincere.    

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