Tas Group è una società che opera in Italia nella fornitura di software e servizi per applicazioni bancarie e finanziarie. Chiuso il bilancio 2019, si valutano i passi avanti nella proposta tecnologica e ovviamente i risultati. Il 2019 è stato un anno proficuo prima di tutto dal punto di vista della proposizione di mercato.

Tra le attività portate avanti vale la pena menzionare per l’area Mercati Finanziari e Tesoreria, il proseguimento dei progetti di sviluppo della piattaforma Aquarius, per gestire la liquidità, secondo i principi di Basilea 3, in modo integrato per titoli, cash e collateral. Aquarius è concepito in particolare per il mercato europeo e integrato alle piattaforme Target2 e Target 2 Securities oltre che ai sistemi di triparty collateral management.

Sono ovviamente anche i numeri di bilancio a dare soddisfazione al management. Tas Group ha maturato nel 2019 ricavi complessivi pari a 57,4 milioni di euro. Una cifra che segna la crescita di oltre il 13% rispetto al 2018. L’Ebitda di 13 milioni di euro, rispetto ai 6,3 dell’esercizio precedente, è più che raddoppiato.

Migliorano anche i risultati operativi (Ebit) positivi per 6 milioni di euro, rispetto al valore dell’esercizio precedente di appena 0,8 milioni di euro. Gli utili consolidati ammontano a 5,4 milioni di euro (9% sui ricavi totali), rispetto ad un utile di 0,2 milioni di euro del 2018. La posizione finanziaria netta è anora negativa ma per appena 0,4 milioni di Euro (escludendo l’impatto dell’Ifrs) in miglioramento di 2,7 milioni di euro rispetto al valore negativo per 3,1 milioni di euro del 31 dicembre 2018. La liquidità del gruppo si attesta a 7,2 milioni di euro rispetto ai 5,3 milioni di euro dell’esercizio precedente.

Dario Pardi Tas Group
Dario Pardi, presidente e socio di riferimento di Tas Group

Commenta i risultati, e i numeri di un bilancio in crescita, Dario Pardi, presidente e socio di riferimento di Tas Group:“Il 2019 è stato l’anno in cui abbiamo concluso il percorso strategico avviato nel 2016 con l’acquisizione dell’azienda da parte degli attuali azionisti di riferimento, con l’ottenimento di tutti gli indicatori economici e finanziari in crescita. È stato altresì l’anno in cui siamo riusciti a porre le basi per i cambiamenti integrati dell’offerta che ci offrono prospettive di crescita importanti nei prossimi anni. I risultati ottenuti inoltre ci consentono, con gli attuali strumenti finanziari a disposizione, di guardare prospetticamente a crescite inorganiche sia a livello nazionale che a livello internazionale. Inoltre, l’aumentata visibilità che il gruppo ha acquisito ci permette di allargare la nostra capacità di offerta con partnership strategiche a cui stiamo lavorando“.

Torniamo alla proposta tecnologica, quindi. Grazie ai lavori del gruppo di lavoro interbancario per il progetto dell’eurosistema Consolidation T2/T2S – creato e coordinato da Tas con il supporto dei partner Kpmg e Accenture la soluzione Aquarius si qualifica come piattaforma flessibile, completa ed aggiornata a disposizione delle banche impegnate negli sfidanti impatti di compliance generati dalla nuova infrastruttura di regolamento della Banca Centrale Europea che sostituirà i sistemi attuali.

E per quanto riguarda invece l’area dei pagamenti digitali, prosegue lo sviluppo della nuova piattaforma Gpp (Global Payments Platform) annunciata lo scorso anno. Consente alla società di avere, tra le prime realtà in assoluto, una soluzione integrata per la gestione dei pagamenti digitali (moneta elettronica e interbancari) e della prevenzione delle frodi. Gpp è una piattaforma sviluppata nativamente in cloud adottando l’innovativa tecnologia “a micro servizi” per garantirne la modularità e scalabilità.

Tas Group ha approvato anche il piano industriale 2020-2022 basato sul consolidamento della leadership nei mercati e dell’offerta del gruppo (Payments, Treasury & Capital Market), sulla conquista di nuove aree di business relative ai cambi normativi (Psd2, T2/T2S consolidation, ecc) e sulla espansione della presenza nel mercato internazionale (maggiore copertura territoriale, sviluppo delle partnership globali). Il piano prevede un Cagr del fatturato nel periodo di competenza di oltre il 13% e, a fine piano, un Ebitda che si attesta al 35% dei ricavi. Nel piano approvato non sono riflessi eventuali impatti legati al Covid-19, né negativi né eventualmente positivi. 

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