La larga diffusione del cloud, dell’intelligenza artificiale e dell’IoT apre scenari senza precedenti sul tema della sicurezza informatica delle infrastrutture Ict. Una sfida che Huawei mette in cima alle priorità, secondo un motto che definisce “Security or Nothing”, a protezione della privacy degli utenti.

Su questi temi, il gruppo cinese prosegue il piano di investimenti nel nostro Paese e ad un anno dall’inaugurazione degli uffici di Roma, apre nella Capitale un Cybersecurity & Transparency Center. Il centro si affianca a quelli già attivi a Banbury (Uk), Bonn, Dubai, Toronto, Shenzhen e Bruxelles.

Prova di trasparenza e collaborazione

La nuova struttura di cybersecurity, operativa dal prossimo settembre, nasce con l’obiettivo di migliorare la comunicazione e l’innovazione congiunta con tutti gli stakeholder italiani, ponendosi come strumento tecnico di verifica e valutazione per le istituzioni governative e i clienti.

Sono i vertici italiani – Luigi De Vecchis, presidente, e Giuseppe Pignari, cyber security officer di Huawei Italia -, a presentare la novità al mercato, con un messaggio che vuole sottolineare lo spirito di apertura, collaborazione e trasparenza della società nel “costruire un’Italia digitale”.

Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Italia
Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Italia

“Oggi come sempre miriamo a fornire un ambiente costruttivo – esordisce De Vecchis -.  Il 5G è un grande sistema che rivoluzionerà la società, seppure non ancora testato sul campo. Non è l’unico responsabile della trasformazione digitale ma si associa ad altre innovazioni, come artificial intelligence, realtà aumenta e virtuale, data analysis, robotica al servizio dell’Industria 4.0. Una pletora di tecnologie che usa la rete per esprimere le proprie potenzialità ma che apre il tema della cybersecurity”.

La sicurezza delle reti è un percorso lungo. “C’è bisogno di un ambiente digitale sano, basato sulla fiduciaprosegue De Vecchies -. E quando si parla di sicurezza informatica, sia la fiducia che la sfiducia dovrebbero essere basate su fatti, non su sensazioni, speculazioni e voci infondate. Oggi, l’apertura del centro rappresenta la strada giusta e dimostra la nostra disponibilità a farci “vivisezionare”, anche per difenderci dalle accuse di alcuni governi”, sottolinea il manager.

Pietro Guindani, presidente di Asstel
Pietro Guindani, presidente di Asstel

Al fianco del management, interviene Pietro Guindani, presidente Asstel, a presentare un quadro di riferimento normativo e degli operatori coinvolti. “Oggi assistiamo ad una progressiva trasformazione delle reti di telecomunicazioni e dei sistemi che ospitano; andiamo verso un futuro che viene definito software defined network che incrementa le potenzialità dei servizi ma aumenta in parallelo la pericolosità delle rete. Serve un’analisi complessiva dei rischi che si allarghi ad attività, collaborazioni e organi internazionali elevando gli standard di sicurezza. Importante è stabilire con l’Unione europea le linee guida, gli indirizzi e un calendario preciso. In questa fase gli operatori stanno dialogando per la redazione di documenti attuativi per una disciplina organica. Il nostro ruolo è chiaramente quello di collaborare con le autorità e di aprire un dialogo tecnico con gli operatori del settore; un’attività che potrà coniugare sicurezza ed efficacia”.

Giuseppe Pignari, Cyber Security officer di Huawei Italia
Giuseppe Pignari, Cyber Security officer di Huawei Italia

Il 5G amplierà il potenziale del cyber-spazio così come la superficie di attacco. “Huawei fa della sicurezza informatica la sua principale priorità dal 2010”, spiega Pignari. Da allora l’azienda investe ogni anno in ricerca e sviluppo sulla cybersecurity il 5% dei propri investimenti, ovvero il 13-15% dei ricavi complessivi e ha messo in campo un piano da 2 miliardi dollari in 4-5 anni per elevare gli standard di sicurezza di prodotti e soluzioni e tenere aggiornati i team di ingegneria del software sulle nuove innovazioni tecnologiche.

I tre pillar del progetto

Pignari illustra i pilastri sui quali il Cybersecurity & Transparency Center è pronto a fornire ad agenzie governative, tecnici, associazioni di settore ed enti di standardizzazione, una piattaforma di comunicazione, collaborazione e innovazione sugli standard di sicurezza e i meccanismi di verifica.

Son tre le leve che muovono il progetto – spiega -. La conoscenza: il centro si pone come luogo di informazione sulle pratiche di cybersecurity end-to-end adottate da Huawei per la sicurezza e la privacy, dalle strategie alla catena di approvvigionamento, alla ricerca e sviluppo, fino ai prodotti e soluzioni. I clienti potranno sperimentare le nuove tecnologie e le relative sfide di cybersecurity. In una struttura interna si realizzeranno workshop, corsi di formazione ed eventi. Il secondo pilastro è la cooperazione, con l’attivazione di partnership di settore per studiare e promuovere lo sviluppo di standard di sicurezza e meccanismi di verifica. Il centro recepirà le richieste in termini di requisiti di sicurezza provenienti dal governo italiano, dai clienti e dal settore, per fornire migliori soluzioni e contribuire allo sviluppo del settore e dell’ecosistema della sicurezza italiani. Il terzo elemento è la verifica e i test. Il Centro sarà infatti aperto ai clienti e alle organizzazioni governative e indipendenti impegnate nei test, che saranno invitati a eseguire verifiche di sicurezza imparziali e indipendenti secondo gli standard e le best practice di cybersecurity riconosciuti dal settore. Gli ambienti di collaudo dedicati potranno fornire ai clienti e alle terze parti i prodotti Huawei, il software, la documentazione tecnica, gli strumenti di collaudo e il supporto tecnico necessari. Ciò consentirà ai clienti di eseguire verifiche come la revisione del codice sorgente e il controllo dei progetti hardware.

Huawei - Italy Cybertsecurity & Trasparency Center Layout
Huawei – Italy Cybersecurity & Trasparency Center di Roma attivo dal prossimo settembre – Layout
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