Quando si parla di filiere complesse, quella del caffè è tra le più articolate dell’agroalimentare. Una tazzina di “espresso” che arriva al consumatore è il risultato di un percorso che attraversa Paesi e continenti, climi, stagioni agricole, processi industriali, catene logistiche e canali di vendita fisici e digitali diversi. Governare questa complessità con dati frammentati e sistemi disconnessi diventa ogni anno più difficile, soprattutto in un contesto globale dove volatilità dei prezzi delle materie prime, cambiamento climatico e aspettative crescenti dei consumatori impongono decisioni rapide e fondate su evidenze.
Il contesto e il bisogno
Per Illycaffè, azienda familiare italiana fondata a Trieste nel 1933, la sfida si intreccia con un’identità costruita sulla qualità, riconosciuta, del prodotto. Con un fatturato consolidato di 630 milioni di euro nel 2024, una presenza in oltre 140 Paesi attraverso filiali e distributori, 157 punti vendita monomarca in 28 mercati e più di 10 milioni di tazzine gustate ogni giorno nel mondo, la scala delle operations richiede un salto di qualità nella capacità di analizzare, prevedere e decidere.
La catena del valore di Illycaffè genera dati in ogni fase: le condizioni climatiche e le rese agricole nelle piantagioni da cui provengono i chicchi, i parametri di controllo qualità durante la tostatura e il confezionamento nello stabilimento di Trieste, i flussi logistici verso i mercati internazionali, i dati di vendita nei canali retail, HoReCa e digitali, fino ai comportamenti dei consumatori finali.
Il problema non è la mancanza di dati, ma la loro frammentazione. Informazioni distribuite in sistemi separati, con formati diversi e tempi di aggiornamento disomogenei, limitano la capacità dell’azienda di avere una visione integrata e in tempo reale delle proprie operazioni. In un settore dove la qualità del prodotto finito dipende da variabili che si manifestano mesi prima — una stagione delle piogge anomala in Brasile, un’oscillazione nei costi di trasporto marittimo, un cambiamento nelle preferenze di consumo in un mercato chiave — la capacità di correlare dati eterogenei e trasformarli in decisioni tempestive diventa un vantaggio competitivo determinante.
La soluzione
Per rispondere a questa esigenza, Illycaffè avvia la realizzazione di una nuova Data & AI Platform, pensata come infrastruttura cloud-native progettata per raccogliere in un unico luogo tutti i dati aziendali e metterli al servizio dell’intelligenza artificiale. La piattaforma è implementata da Lutech e si basa sulle soluzioni Google Cloud.

“La nuova Data & AI Platform rappresenta un passo strategico nella trasformazione digitale di Illycaffè – spiega Cristina Scocchia, AD di Illycaffè -. L’obiettivo è usare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie per rendere la supply chain più efficiente e resiliente, migliorare l’esperienza dei clienti e supportare la sostenibilità lungo tutta la filiera, dal chicco alla tazzina”.
L’architettura della piattaforma è pensata per integrare in modo sistematico l’AI nei processi chiave del business, non come tecnologia a sé stante ma come capacità trasversale che attraversa l’intera organizzazione.
La scelta di una soluzione cloud-native porta scalabilità, aggiornamento continuo e la possibilità di accedere alle funzionalità più avanzate della piattaforma Google Cloud in termini di machine learning, analytics e gestione dei dati.
I vantaggi attesi
Una volta a regime, la Data & AI Platform potrà generare impatti su tre direttrici principali. La prima riguarda l’efficienza operativa (1): la disponibilità di dati in tempo reale migliora la previsione della domanda, la pianificazione degli approvvigionamenti e il controllo qualità. La piattaforma è in grado di identificare pattern nascosti, prevedere le rese agricole, analizzare variabili ambientali che influenzano la qualità del chicco e anticipare possibili criticità nella produzione o nei trasporti. Per un’azienda che seleziona solo l’1% dei migliori chicchi Arabica al mondo, la capacità di monitorare e prevedere la qualità della materia prima con strumenti analitici avanzati è un fattore strategico di primo piano.
La seconda direttrice tocca la customer experience (2). L’analisi avanzata dei dati di vendita e dei comportamenti dei consumatori consente di elaborare strategie più mirate, personalizzare l’esperienza nei canali digitali e fisici, migliorare i forecast commerciali e rafforzare la relazione con clienti professionali e retail. Con 157 punti vendita monomarca, una presenza capillare nel canale HoReCa e un’offerta che si estende dall’e-commerce alle capsule per uso domestico, la capacità di leggere i dati di consumo in modo integrato rappresenta una leva competitiva significativa.
La terza dimensione riguarda la riduzione dei rischi operativi (3). L’analisi integrata di dati interni e fonti esterne — informazioni agricole, climatiche, andamento dei prezzi delle materie prime — può migliorare la capacità decisionale dell’azienda, rendendo la supply chain più resiliente di fronte a disruption che, nel mercato globale del caffè, sono diventate la norma più che l’eccezione.
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