Aprile segna il passaggio di consegne tra la Fondazione Milano Cortina 2026, che ha animato e gestito Olimpiadi e Paralimpiadi quest’inverno, all’entità Oltralpe che gestirà l’edizione dei giochi invernali Francia 2030.

Parte da questa “staffetta tecnologia” e non sportiva la chiacchierata con Marco Moretti, Games Technology Director di Fondazione Milano Cortina 2026, che ha governato la tecnologia dell’evento “chiuso” dentro il cuore operativo del Technology Operations Center (Toc) a Milano. Centro di comando della tecnologia per 3.500 atleti, 20 siti distribuiti, villaggi, cerimonie e campi di gara.

Diciassette giorni “blindato” per il rush finale di un triennio di lavoro che non poteva riservare sorprese dell’ultimo minuto: doveva garantire la tecnologia a supporto dell’esperienza complessiva, la tecnologia di time scoring per gli atleti, la tecnologia di broadcasting per gli spettatori, la tecnologia infrastrutturale e applicativa a supporto di tutte le location. “Facciamo parlare i numeri – esordisce Moretti, incontrato nel Toc di Milano per un bilancio a fine manifestazione -. Devo ringraziare le duemila persone che hanno lavorato complessivamente per la tecnologia, sia all’interno del Toc sia presso le varie venue, con le competizioni gestite in parallelo: un centinaio di professionisti del mio team e circa 1.900 persone messe a disposizione dai nostri fornitori di connettività, infrastruttura, telefonia, applicativi”.

Marco Moretti, Cto Fondazione Milano Cortina 2026
Marco Moretti, Games Technology Director di Fondazione Milano Cortina 2026

La sfida maggiore

Una gestione che, pur facendo tesoro dell’esperienza trentennale di Moretti nel mondo della trasformazione dei processi in aziende enterprise, ha richiesto un nuovo approccio. “Il contesto della Fondazione è completamente diverso da quello di un’azienda: fare il Chief Technology Director in azienda implica utilizzare la leva del digitale per trasformare l’esistente con una prospettiva futura di anni. Fare il Games Technology Director per un evento di questa portata, che dura solo poche settimane, implica creare la strategia da zero sapendo che l’impianto costruito si dissolverà a fine giochi: non è un tema di trasformazione digitale di una struttura esistente, è far nascere una nuova organizzazione già con un assetto digitale funzionante, in grado di performare al massimo a partire da una data certa senza possibilità di slittamenti e rinvii dei processi”.

La Fondazione Milano Cortina 2026 – costituita a inizio 2020 per gestire l’organizzazione dell’evento olimpico e paralimpico – sta oggi vivendo la fase di “dissolution” che porterà alla sua chiusura entro l’esercizio 2026. Ma unica la sua genesi, che non ha dovuto affrontare resistente al cambiamento (tipiche di una realtà enterprise) o change management delle 36mila persone coinvolte (di cui 18mila volontari), accomunati dalla passione per lo sport da vivere in un evento mondiale unico nel suo genere. “Il 6 febbraio 2026 la tecnologia doveva essere già al suo apice e così mantenuta per 17 giorni, senza intoppi su processi, organizzazione, sistemi, risorse, competenze. Sia per i clienti interni rappresentati da una ventina di aree funzionali paragonabili alle unità di business di un’azienda, che necessitavano di soluzioni e tecnologie per svolgere il loro lavoro al meglio. Sia per i clienti esterni, in primis gli atleti e le atlete per i quali abbiamo preparato ogni processo, dai villaggi ai campi di gara, con tutte le tecnologie pronte per supportarli, registrare le loro performance, metterli in comunicazione con team e famigliari”.

L’atleta al centro

Il paragone di Moretti calza: come gli atleti si sono preparati anni con allenamenti impegnativi per giocarsi la medaglia in pochi secondi, la Fondazione ha costruito un impianto tecnologico in tre anni per giocarsi il tutto in 17 giorni. Evitare guasti di sistema ha significato per ogni tecnologia avere piani di recupero e di ridondanza per far sì che i riflettori puntati sull’evento, con audience mondiale, non avessero interruzioni. “Tecnicamente il 6 febbraio 2026 è stato come un Big Bang, un rilascio informatico con tutte le tecnologie, applicazioni, infrastrutture live al primo colpo a valle di una serie intesa di attività preparatorie, test, simulazioni, per ridurre il rischio di un eventuale malfunzionamento. La logica è stata quella di servizi costruiti a cipolla, a strati e arricchiti via via nei mesi, in modo da avere una versione sempre pienamente funzionante nel caso si fossero presentati problemi. Le simulazioni e i test reali sono iniziati già un anno prima, grazie al supporto di atleti partecipanti a campionati minori per prepararsi alle Olimpiadi. Ma nel giorno del Big Bang, tutto in parallelo e al primo colpo doveva funzionare. Questa è stata la difficoltà più importante”.

Qualche numero olimpico: 2.930 atleti per 740 medaglie, 16 discipline, 20 siti di competizione, 6 villaggi, due stadi delle cerimonie per apertura (San Siro) e chiusura (Arena di Verona), 6.500 ore di broadcasting, 1,3 milioni di spettatori fisicamente presenti e 2 miliardi da remoto. “Oggi un evento così importante ha un rapporto 1 a 1.000 tra gli spettatori fisici e virtuali, e questo boost è legato al mondo digitale che ha permesso di toccare 2 miliardi di persone. Una diffusione che non c’era in passato, dove solo la Tv amplificava e diffondeva geograficamente i contenuti”. 
Le Paralimpiadi hanno invece coinvolto 600 atleti in 79 eventi, suddivisi in 6 discipline. “Sono stati i giochi paralimpici invernali più trasmessi in assoluto, con 300 ore di competizioni in diretta – precisa Moretti – e con 20 detentori dei diritti televisivi che hanno trasmesso l’evento in 126 paesi sui loro canali. Sono state 400 milioni le visualizzazioni delle gare sul canale YouTube, il 712% in più rispetto alle visualizzazioni dei Giochi Paralimpici di Parigi 2024 e il 67% in più rispetto all’intero 2024″.

Milano Cortina 2026
Milano Cortina 2026

I partner tecnologici

Le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026 essendo le prime distribuite su più di 22.000 chilometri quadrati di geografia – un grosso rettangolo con a vertici Milano, Verona, Cortina d’Ampezzo con Anterselva, Val di Fiemme, Predazzo e Tesero fino a Bormio e Livigno – hanno avuto complicazioni dal punto di vista logistico e tecnologico. “Abbiamo impostato una logica di best of breed sia per la scelta delle tecnologie sia delle location, in modo da ridurre al minimo indispensabile quelle da costruire da zero”.

Uno sguardo ad alcune tecnologie che hanno coinvolto territori e venue realizzate da terzi o da Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina, del Ministero Infrastruttura e Trasporti). “Strategica l’infrastruttura presso le venue, con un ordine di complessità legato alle Tlc superiore rispetto a quelle di un’azienda – spiega Moretti –. Complessivamente abbiamo dovuto collegare più di 17mila device, di cui 6mila pc, 4.500 tablet e restanti cellulari. Sono numeri da grande banca con una ventina di filiali. Un’attività molto di processo, dove la parte organizzativa – dalla creazione, rampu-up,  veloce ascesa, picco e gestione del post-evento – è stata la complicazione”.

Equipaggiare le diverse venue significava dotarle di “ferro”: connettività in contesti montani con ritardi evidenti di digital divide, “con 1.600 km di fibra lasciati in dote nei siti chiave, un asset per il territorio”. Mille persone del Technology Team sono state dedicate alle telecomunicazioni per installare, ad esempio, 6mila hotspot Wifi fondamentali per giornalisti, atleti, commentatori, e per creare una Wifi olimpica in tutte le venue, con video led e video wall giganti, sia nelle sale relax o dedicate ai pasti, sia nelle aree di lavoro o a bordo campo, sia nei luoghi di grande impatto delle città interessate dall’evento.

Milano Cortina 2026
Milano Cortina 2026

La parte di telecomunicazioni poggiava su vari provider, sponsor dell’evento: Telecom Italia Enterprise per la gestione del cablaggio e della connettività in fibra ottica (per broadcasting e dati) e Hpe Juniper come provider di apparati di Tlc come hotspot Wifi per  gestire la rete attiva. Leonardo ha avuto in gestione la comunicazione di sicurezza radio protetta e Riello la continuità elettrica della rete con mille Ups per garantire la qualità dell’energia soprattutto nelle aree montane. Sponsor della parte mobile Samsung (4mila Galaxy AI), mentre i dispositivi IT sono stati noleggiati. 
“La parte di timing (cronometro) e di scoring (voti sulla prestazione in alcune discipline) gestite dallo sponsor Omega rimangono quelle più importanti per l’atleta, per la valutazione della sua prestazione unica, non ripetibile – dettaglia Moretti -. Con Omega abbiamo coordinato 116 eventi, con una rilevazione del timing che arriva ai millisecondi, fino al photo finish realizzato con camere in grado di registrare 40mila immagini al secondo. Omega ha installato e configurato 130 tonnellate di infrastruttura e 300 cronometristi, con tecnologia Iot, sensori, transponder, e cronometri digitali ridondati 4-5 volte per la certezza del risultato e la continuità operativa in caso di disservizio”.

Utilizzate anche tecnologie di AI nella computer vision televisiva e nella creazione di un agente AI che rispondeva a domande sull’evento per interpretare meglio le gare. “Tenendo conto che sono un direttore della tecnologia abbastanza dubbioso quando si usa troppo spesso l’AI, credo che sia stata fatto un valido lavoro. La vera AI, secondo me, è quella non deterministica: ad oggi tutti i servizi che vengono usati sono ancora non senzienti e spesso ancora deterministici”. Non da meno le riprese fatte con 25 droni guidati da operatori specializzati e i 1.800 microfoni a bordo pista per captare l’audio.

Il coordinamento del broadcasting e il cloud gestito dallo sponsor Alibaba Cloud hanno permesso di elaborare e smistare i dati grezzi e le riprese dai campi di gara ai digital van (rappresentazione virtuale dei van fisici del passato ubicati fuori dalla venue) in tempo reale al polo centrale – precisa Moretti -: tutte le venue avevano due connettività in fibra solo per il broadcasting, una primaria e una secondaria, entrambi sempre attive, oltre ad essere equipaggiate di due linee per i dati”.

Milano Cortina 2026
Milano Cortina 2026

Milano Cortina 2026 come progetto pilota

La Fondazione Milano Cortina 2026 è stata protagonista anche di un’altra importante sfida. La creazione di 20 nuove applicazioni, di natura indipendente dal Paese che gestisce l’evento, che verranno condivise con le future edizioni dei giochi (mediamente le applicazioni in uso sono circa 40). “Questo è diventato un progetto pilota per le prossime Olimpiadi e Paralimpiadi – spiega Moretti -. Ogni vent’anni circa il Comitato Olimpico Internazionale affida a chi gestisce i Giochi invernali la ricostruzione di queste applicazioni core, che verranno riutilizzate dalle Olimpiadi di Los Angeles (2028), di Parigi (2030) e via via a seguire”.

Si tratta di applicazioni che non hanno requisiti specifici legati all’edizione, tra queste l’applicazione Commentator Information System (Cis), un sistema informativo per commentatori che durante la gara fornisce in tempo reale la possibilità di visualizzare informazioni su atleta, storia personale, medaglie, notizie sportive della nazionale di riferimento, risultati. “Un sistema informativo uguale per ogni edizione dei giochi che non avrebbe senso rifare ogni volta. Lo stesso vale per il sistema informativo degli accrediti, che ha gestito 150mila accessi con permessi diversificati e produzione di badge – precisa Moretti -. Ma la sfida più importante è stata gestire 36.000 persone, di cui 18mila volontari, ai quali è stata fatta formazione per essere inserite nel flusso operativo”. Il sistema complesso del workforce management rimane una applicazione core, cosi come quello di ticketing (gestito dalla sponsor Ticketone) che ha garantito l’85% di occupazione dell’evento. 

“Ci sarà un’impronta di Milano Cortina 2026 in tutti i prossimi 20 anni di Olimpiadi. Abbiamo sviluppato le 20 applicazioni core con il supporto dello sponsor Deloitte che, oltre ad averle realizzate, ci ha aiutato nel coordinamento complessivo dell’intera area tecnologica che lasceremo in eredità ai giochi del futuro”. 

Milano Cortina 2026
Milano Cortina 2026

Il futuro della Fondazione

Conclude Moretti: “Ho vissuto le Olimpiadi per 17 giorni nella Control Room, nel Toc, perché questo è il nostro lavoro dove 300 colleghi della technology turnavano su 100 postazioni. Il Toc è il cervello della tecnologia olimpica e paralimpica, che ha gestito un migliaio di ticket al giorno dal problemino tecnico di bassa intensità (un Wifi non funzionante per un giornalista) a questioni più rilevanti che riguardavano più processi in una scala di severity e di prioritizzazione definita. In questi casi, la gestione scalava al Main Operations Center (Moc), ubicato nello stesso edificio, che aveva il controllo su tutte le aree funzionali”.

“Definirei il Toc il cuore delle operations, un’attività nobile, anche se si diventa famosi solo se succede un grosso guaio. Che per fortuna non è successo. Tra l’altro abbiamo gestito e respinto anche gli attacchi cyber, finiti sui giornali, grazie alla collaborazione con l’Agenzia di Cybersecurity Nazionale e la polizia postale”.

Il Technology Team della Fondazione Milano Cortina 2020 ad aprile sarà a Lyon per passare esperienza e testimone all’Organizing Committee for the Olympic Games (Ocog) che gestirà i giochi olimpici e paralimpici invernali di Francia 2030.
Il messaggio non sarà su quale tecnologia concentrarsi per gestire processi complicati (“Nel 2030 con l’intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti che procedono spedite con velocità esponenziale, potremo essere su un altro pianeta” scherza Moretti) ma sulla capacità di creare e gestire la tecnologia in ogni singola operation, fino alla fatidica data del Big Bang, l’apertura dei giochi. 

Il team technology della Fondazione Milano Cortina 2026
Il Technology Team che Moretti ha definito il “dream team di Milano Cortina 2026”

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