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Capacità di ascolto. È la chiave di lettura che attraversa l’agenda di Nutanix .NEXT on Tour di Nutanix a Roma il prossimo 17 giugno, seconda tappa italiana dopo l’appuntamento milanese a novembre 2025. Ascolto del mercato, anzitutto, ma anche dei clienti che hanno scelto di portare la propria esperienza sul palco — in particolare quelli della pubblica amministrazione, terreno di prova privilegiato per i temi della continuità di servizio, della sovranità del dato e della compliance. Ascolto dell’ecosistema dei partner, con il Partner Exchange Meeting che apre (alle ore 08.30)  la giornata con momenti dedicati e riservati. Ascolto della community tecnica, riunita nel Nutanix User Group Italia Meeting che chiude l’evento (alle ore 17.00). E ascolto delle traiettorie tecnologiche tracciate a .NEXT 2026 appena chiuso a Chicago, dove il vendor ha presentato l’evoluzione del proprio stack. Ne parliamo con Albert Zammar, Country Manager di Nutanix per l’Italia.

.NEXT on Tour Roma, vicini al territorio

“La scelta di articolare l’evento italiano in due appuntamenti risponde a una precisa logica di prossimità: presidiare i due baricentri geografici del mercato — il Nord Italia attorno alla Lombardia, il Centro-Sud con epicentro su Romaper essere fisicamente vicini ai decision maker e all’ecosistema dei partner, esordisce Zammar. Una scelta che riflette la natura distribuita del tessuto IT italiano e la necessità di intercettare interlocutori che, nei diversi territori, hanno priorità e tempistiche differenti di adozione delle nuove tecnologie. Sul piano dei contenuti, l’evento tiene per questo insieme due dimensioni complementari. Da un lato “il racconto delle novità tecnologiche che hanno segnato l’ultimo anno della piattaforma Nutanix; dall’altro, e soprattutto, la testimonianza di chi quelle tecnologie le sta adottando concretamente per innovare le proprie architetture e per erogare servizi di nuova generazione”. È una formula che sposta il centro di gravità dalla narrazione di prodotto al confronto sui casi d’uso reali: quello che il decision maker presente in sala porta a casa non è quindi, o comunque non solo, la declinazione di un vendor, quanto piuttosto una mappa di orientamento concreta anche sulla base delle scelte già fatte da altre realtà in contesti analoghi.

I temi caldi per le esigenze della PA e delle aziende

La scelta di Roma come location è ovviamente da considerare in relazione diretta anche con la centralità della pubblica amministrazione nel programma. Roma ospita infatti l’esperienza dei decision maker IT di alcuni grandi clienti pubblici italiani: Paolo Guidelli, direttore centrale di Inail; Cecilia Colasanti, CIO di Istat; Luciano Ragazzi, direttore Sistemi informativi dell’Ente Autonomo Volturno; e Maurizio Stumbo, direttore Tecnologie e Servizi Digitali di Sogei che “racconteranno come la piattaforma Nutanix li ha aiutati a innovare, a rendere più moderne le loro infrastrutture”, anticipa Zammar.

Albert Zammar, director Southern Europe di Cohesity
Albert Zammar, Country Manager di Nutanix per l’Italia

Non è un caso che la PA sia il banco di prova ideale dei temi più caldi del momento: “Sentiamo molto vivi questi temi sia nelle realtà pubbliche, ma in generale per tutti i nostri clienti. Il messaggio vale infatti per tutto il mercato italiano: “Nel Centro-Sud, accanto alla PA, è presente un nucleo importante di banche, assicurazioni e imprese private dove la sensibilità verso compliance, continuità di servizio e sovranità del dato non è inferiore”. L’aspetto normativo è molto sentito, parliamo di NIS2, parliamo di DORA — tematiche comuni nelle agende dei Cio come dei board.

Il rovescio della medaglia delle direttive è la pressione operativa sulla postura di sicurezza: Zammar richiama a questo proposito come è maturata la proposta Nutanix di multitenancy — il framework Service Provider Central annunciato a .NEXT 2026 di Chicago — che consente ai service provider di gestire in modo puntuale, sicuro e flessibile più clienti su tenant separati: “Una funzionalità che permette, attraverso un’unica piattaforma, di avere diversi tenant e quindi servire in maniera sicura, ma anche flessibile, allocando le risorse laddove sono necessarie”. Da un lato risponde alla richiesta di isolamento tipica di chi opera per la PA, dall’altro abilita modelli di consumo multi-client strategici per gli operatori che costruiscono offerte verticalizzate.

Nutanix, proposta per il multicloud distribuito

Il filo dell’ascolto attraversa la traiettoria tecnologica del vendor. “Nutanix è partita con una proposta di piattaforma iperconvergente – ricorda Zammar – per poi evolvere verso una piattaforma multicloud, per il cloud distribuito, rispondente alle esigenze di sviluppo delle tecnologie e dell’erogazione di servizi IT nel mondo moderno”. Una transizione che riflette il modo in cui le architetture dei clienti si sono trasformate negli ultimi anni: “I dati non vivono più in uno o due o tre data center, ma sono distribuiti in modo capillare fino all’edge” — secondo un paradigma di data meshing che richiede infrastrutture coerenti e governabili in modo unitario. “La direzione verso cui la tecnologia evolve è strettamente legata allora alla capacità di ascoltare le esigenze dei clienti e dell’ecosistema di partner, e su queste direttrici risponde alle esigenze del mercato”, afferma Zammar. La migrazione verso architetture aperte non come scelta di marketing ma come risposta a una domanda che il mercato ha articolato nel tempo.

In questo filone quindi anche il richiamo a una tra le novità più rilevanti annunciate al recente .NEXT 2026 di Chicago: NKP Metal, l’estensione di Nutanix Kubernetes Platform direttamente su bare metal, che bypassa l’hypervisor in scenari ad alta densità computazionale. Pensato per ambienti edge, cluster GPU ad alta densità e training AI che richiedono accesso diretto al ferro, NKP Metal convive con i modelli virtualizzati in un’unica architettura coerente che consente di far girare server virtuali e container nello stesso stack. Una flessibilità che, sottolinea Zammar, è cruciale “per poter far fronte a tutte le esigenze di supporto al business” e porta a un’osservazione decisa: “Oggi Nutanix è probabilmente l’unica soluzione in grado di rendere semplice, flessibile e sicura l’erogazione di questo tipo di servizi”. E sul fronte della richiesta di hypervisor alternativi — tema che il mercato della virtualizzazione ha portato in primo piano nell’ultimo biennio — Zammar offre una lettura non certo ideologica. “La ricerca di hypervisor alternativi in realtà c’è sempre stata anche se come abbiamo visto poi il mercato lo fanno i clienti, e la scelta dei clienti nel tempo è andata principalmente verso un hypervisor che è stato il primo a essere immesso sul mercato della virtualizzazione”. Il punto, oggi, però non è semplicemente sostituire un hypervisor con un altro, ma cogliere l’opportunità per ripensare lo stack: serve “un’infrastruttura coerente, un unico stack su cui poter far convivere virtualizzazione, container e workload AI”

Un secondo annuncio che Zammar tiene a sottolineare, nella lettura delle esigenze del mercato, è Nutanix Agentic AI Solution, presentata in early access a Chicago e attesa in general availability nella seconda metà del 2026. “L’Agentic AI è molto importante per quanto riguarda il tema dell’evoluzione tecnologica, anche lato infrastruttura e nuovi servizi”. La soluzione consente di far girare all’interno della piattaforma Nutanix l’intero stack relativo agli agenti per l’intelligenza artificiale — una mossa che, integrata con NKP Metal e con la nuova multitenancy per service provider, “posiziona Nutanix come piattaforma di riferimento per chi vuole offrire servizi AI gestiti, dal GPU-as-a-Service al Kubernetes-as-a-Service fino al modello-as-a-service”.

L’ecosistema braccio operativo di valore

L’ecosistema, come dice Zammar, è “il braccio operativo di Nutanix sul territorio”. La giornata romana riconosce questo ruolo: la mattinata si apre con una sessione riservata a partner e distributori, dove gli executive europei portano aggiornamenti su strategia, go-to-market e business – il Partner Exchange Meeting, a porte chiuse, riunisce infatti in apertura distributori e partner di canale per un momento di allineamento sulle strategie, sul go-to-market e sulle leve di business-. Segue l’evento aperto a tutti; ma l’agenda si chiude con un appuntamento dedicato alla community più tecnica, il Nutanix User Group Italia, mentre nel pomeriggio le breakout session vedono protagonisti i partner tecnologici.

È un format che riflette il peso del canale nel modello operativo di Nutanix in Italia. “Per quello che riguarda il canale tradizionale, la parte dei rivenditori, continuiamo a investire sia con il recruiting dei nuovi partner — anche perché l’interesse nei confronti di Nutanix cresce in maniera esponenziale — sia ovviamente coltivando quelli esistenti”, spiega Zammar. A questo livello si affianca il lavoro con i global system integrator, anch’essi al centro di un piano di sviluppo continuo.

Per quanto riguarda la distribuzione, il presidio italiano è affidato ai tre nomi storici dell’ecosistema, sponsor anche dell’evento romano: Systematika, TD Synnex e Computer Gross — quest’ultimo recentemente promosso al ruolo di Aggregator per accelerare l’adozione delle soluzioni Nutanix in modalità subscription e pay-per-use, in coerenza con NESPP, il Nutanix Elevate Service Provider Program.
Accanto al canale tradizionale, Zammar mette a fuoco il valore delle alleanze tecnologiche. “I tre hyperscaler con cui lavoriamo, che sono ovviamente AWS, Microsoft e Google, rappresentano per noi assolutamente partner importantissimi”. Nutanix è disponibile sui marketplace dei tre cloud provider e attiva localmente anche in Italia “e i nostri clienti possono attivare Nutanix su Google piuttosto che su AWS o su Microsoft”. Una capillarità che alimenta il messaggio Run Anything Anywhere — filo conduttore dello stesso .NEXT on Tour — e che si lega all’aggiornamento di Nutanix Cloud Clusters annunciato a Chicago, con il supporto generale ad AWS GovCloud e quello atteso per AWS European Sovereign Cloud nella seconda parte del 2026.
È in questo intreccio vivo di momenti che Zammar individua il valore dell’ascolto a .Next On Tour Roma: “L’ecosistema è il luogo dove la proposta tecnologica si traduce in progetti che funzionano sul campo, dal digital workplace e VDI alle offerte as-a-service in ambito DBaaS fino alla proposta basata sull’Agentic AI”. 

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