Il settore dei microprocessori è in fermento: all’orizzonte la possibile acquisizione di Qualcomm da parte di Broadcom.
Le due aziende, entrambe statunitensi, formerebbero un vero e proprio colosso nel settore dei microchip portando al consolidamento del comparto, al momento, presieduto soprattutto da Intel e Samsung.

Lo scorso novembre, Broadcom aveva presentato un’offerta di circa 105 miliardi di dollari per acquisire la sua rivale; proposta rispedita al momento.
Ora, la società fondata da Henry Samueli e Henry Nicholas ci riprova mettendo mani al portafogli per 146 miliardi di dollari. L’operazione, se dovesse andare in porto, passerebbe alla storia come la più cara di sempre, non solo nel settore microprocessori ma dell’intero mercato delle tecnologie.

Gli step di una trattativa molto strategica

La proposta avanzata da Broadcom, definita “l’ultima e la migliore”, si comporrebbe di un mix tra cash e azioni. Nello specifico, a Qualcomm verrebbe riconosciuto un premio di 82 dollari per singola azione che verrebbe pagato per il 73% in contanti (60 dollari) e per la restante parte in azioni della società acquirente.

La cifra complessiva si attesterebbe, così, a 121 miliardi di dollari: e come si arriverebbe a 146 miliardi? Semplice… per convincere Qualcomm a cedere alle proprie avance, Broadcom si sobbarcherebbe anche i 25 miliardi di dollari di debito che adesso gravano sul bilancio della target.        

Nonostante la proposta indecente, la società con sede a San Diego sembra resistere: per il momento i vertici aziendali si sono limitati ad affermare che prenderanno in esame l’offerta.

Gli obiettivi dichiarati volti a migliorare le proprie performance finanziarie e di mercato, possono essere letti come un ulteriore segnale di reticenza da parte di Qualcomm. Inoltre, segno anch’esso della non totale predisposizione ad essere acquisita, la società californiana è in fase di acquisizione della Nxp Semiconductors, società di semiconduttori con sede in Olanda.

Se il corteggiamento andrà buon fine è ancora presto per dirlo ma una cosa è certa: qualora Qualcomm accettasse la proposta di matrimonio di Broadcom, la loro luna di miele potrebbe essere rovinata da terzi “incomodi”.

Le autorità antitrust, infatti, potrebbero ostacolare l’unione e fungere da “bravi” garanti affermando laconicamente: “Questo matrimonio non s’ha da fare..”

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