Il whitepaper Vertiv affronta una delle questioni più attuali per l’industria dei data center: come l’innalzamento delle temperature operative dei chip stia trasformando l’intera infrastruttura di raffreddamento.
Il documento costruisce un’analisi strutturata che confronta tecnologie e introduce uno strumento analitico originale — la Chilled Water Heat Rejection Map — che identifica cinque zone operative in funzione della temperatura del server e delle condizioni climatiche esterne, associando a ciascuna la soluzione di dissipazione del calore più adeguata. Il risultato sfida un’assunzione diffusa nel settore: l’aumento della temperatura dei chip non consente automaticamente di eliminare i compressori, poiché la stragrande maggioranza dei data center nel mondo opera in zone climatiche dove il raffreddamento meccanico resta strutturalmente necessario.
Il whitepaper approfondisce inoltre il trade-off strategico tra efficienza energetica e consumo idrico nei sistemi di heat rejection, e analizza le sfide progettuali legate alla coesistenza di raffreddamento a liquido e ad aria nello stesso data center, identificando le condizioni in cui le diverse architetture termiche risultano praticabili o richiedono soluzioni alternative.
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