Trenta passi lineari equivalgono a 30 metri, mentre 30 passi esponenziali equivalgono a 26 giri intorno alla terra. È questa la proporzione che può rendere l’idea del profondo processo di trasformazione che la tecnologia sta imponendo oggi alle aziende, con un fortissimo incremento della potenza di calcolo al servizio delle tecnologie future, come Intelligenza artificiale, robotica, nanotecnologie o semplicemente il trend di alcuni fenomeni come quello delle App, che dai 3,4 miliardi di utenti del 2017 si prevede arriverà a contarne  6mila miliardi entro il 2021.
Alla pervasività della tecnologia in tutti gli ambiti non corrisponde però un’adeguata crescita delle competenze digitali, soprattutto al femminile, segno che si parla molto di equiparazione dei ruoli ma i passi avanti non sono altrettanto veloci ed incisivi.
Dati alla mano, si evidenzia infatti un gender gap molto forte in ambito STEM (Science, Tech, Engineering & Math), dove i team dedicati all’innovazione sono fortemente sbilanciati verso il maschile, con un rapporto medio addirittura di 9 uomini a 2 donne.
In questo giorno dedicato alla donna, non certo un buon motivo per festeggiare…

Eppure, anche nel mondo lavorativo, le donne dimostrano alcune delle competenze maggiormente richieste nei processi di innovazione, come l’apertura al cambiamento, la capacità di problem solving, la propensione alla collaborazione e al team working e il pensiero laterale, le cosiddette soft skill, sempre più riconosciute dalle aziende come essenziali per il business.

A mettere in evidenza questo gap è la ricerca “Il futuro è STEAM: Science, Tech, Engineering, Arts & Math” realizzata da CA Technologies in collaborazione con Fondazione Sodalitas e NetConsulting cube su un campione di 110 intervistati, tra responsabili risorse umane e direttori dei sistemi informativi di aziende italiane, e su 210 studenti di licei e istituti professionali.

Dall’analisi emerge che sempre più aziende stanno puntando sulle nuove funzioni dedicate all’innovazione, guidate nel 67% dei casi dall’IT, introducendole nei loro team. Tra i nuovi profili digitali che si stanno affermando ci sono il Cyber Security Expert (50%), il Digital Strategist (42%), il Data Protection Officer (37%), il Big Data Engineer (30%), il Cloud Computing Engineer (27%) e il Data Scientist (27%).
Anche nella maggior parte di questi ruoli però la minoranza femminile è eclatante: il 100% dei Data Protection Officer è uomo, l’82% dei Cyber Security Expert, il 70% dei Cloud Computing Engineer, solo per citare i primi della classifica.

Come recuperare il gap?

Michele Lamartina, Amministratore Delegato di CA Technologies
Michele Lamartina, Amministratore Delegato di CA Technologies

Invertire il trend che vede le donne ancora ai margini nel coinvolgimento e nelle possibilità di carriera in professioni STEM rappresenta un imperativo per la crescita economica del nostro paese – dichiara Michele Lamartina, Amministratore Delegato di CA Technologies, presentando i risultati della ricerca -, ma le azioni da enfatizzare devono far parte di un ampio progetto a lungo termine che coinvolge attori e ambiti diversi, come la scuola, le famiglie, le aziende, le organizzazioni no profit, con azioni incisive di sensibilizzazione e informazione delle ragazze, dalle scuole elementari alle medie fino alle superiori”.

Trasformare lo STEM in STEAM (Science, Technology, Engineering, Arts & Mathematics) puntando sul maggiore orientamenteo delle ragazze verso le culture umanistiche ed artistiche e sul fatto che in futuro gli esperti in tecnologie innovative saranno sempre più affiancati da risorse con queste attitudini, può essere un primo strumento da adottare. Una formula ideale per creare prodotti e servizi innovativi e stimolare maggiore creatività.
“Questa commistione – spiega Daniela Avignolo, Direttore HR, CA Technologies -, che si può riassumere con l’acronimo STEAM, può rappresentare una grande opportunità soprattutto per le ragazze che potranno considerare gli ambiti tecnico-scientifici come nuove strade in grado di enfatizzare anche percorsi scolastici tradizionali e interessi eterogenei”.

Rossella Macinante, Practice leader di NetConsulting cube
Rossella Macinante, Practice leader di NetConsulting cube

“Le lauree STEM sono ancora poco attrattive per le ragazze italiane – commenta Rossella Macinante, Practice Leader NetConsulting cube. Il gender gap in questi ambiti è ancora oggi evidente, ma lo è anche il contributo che le donne possono portare nei processi di innovazione. Per andare oltre, scuola, famiglia e aziende devono collaborare al fine di sensibilizzare le ragazze fin dalle scuole medie e superiori verso le opportunità professionali in ruoli e settori STEM e supportarle a prendere coscienza delle proprie capacità di abilitare processi di innovazione”.

Ecco allora che discipline umanistiche come sociologia, antropologia, psicologia e design diventano sempre più strategiche, e anche la filosofia assume un ruolo determinante. Lo spiega bene Alberto Romele, giovane professore e ricercatore su ermeneutica filosofica, filosofia della tecnica e teorie del digitale all’Università di Lille e di Porto: “I filosofi sono tecnici con sensibilità e se esiste un’abilità dei filosofi è quella di problematizzare, organizzare e avere una visione globale di qual è il problema per cercarne poi la soluzione. Le nuove tecnologie ci hanno reso lavoratori a tempo pieno e possono modificare il mondo del lavoro e creare più valore all’interno delle competenze”.

Chiara Burberi, presidente e Ceo di Redooc
Chiara Burberi, presidente e Ceo di Redooc

La pensa allo stesso modo Chiara Burberi, presidente e Ceo di Redooc, la “ragazza con il pallino della matematica” come ama definirsi, che è diventata startupper inventando una piattaforma web didattica che racconta la matematica nel linguaggio dei ragazzi secondo i programmi ministeriali: “Imparare la potenza della matematica è fondamentale ma questa è spesso relegata e negata ai più. Dobbiamo guardare la matematica con occhi tutti diversi. Abituiamo i ragazzi secondo il loro linguaggio, non con i libri ma con il cellulare, usandolo come strumento di crescita, anche tramite video e gioco online. La scuola è troppo lenta per le nostre esigenze in un processo inarrestabile. Manca la valutazione degli insegnanti, ma alcuni dei quali si possono considerare “eroi nazionali”.

Training e formazione strategici per il futuro

Lavorare alla base, sensibilizzando le ragazze fin dalle scuole medie e superiori verso le opportunità professionali in ruoli e settori tecnologici, supportandole a prendere coscienza delle proprie capacità e soft skill. Istituire training e attività formative all’interno delle aziende per potenziare le competenze delle donne negli ambiti STEM è quindi il compito a livello accademico e di aziende.
“E’ incredibile la mancanza di consapevolezza potenziale delle ragazze, sulla quale incide la forte responsabilità dei genitori, che devono essere esempi – commenta Carlo Antonio Pescetti, consigliere delegato, Fondazione Sodalitas -. La scuola deve essere stimolo a far nascere questa consapevolezza, aiutare ad esplorare. I ragazzi devono essere ascoltati e non interpretati e gli insegnanti devono essere supportati in questo. Noi andiamo nelle scuole e diamo una mano, anche in collaborazione con le aziende”.
“In questo senso – conferma Lamartina, nell’ambito del nostro programma di responsabilità sociale Create Tomorrow, ormai da qualche anno siamo impegnati con Fondazione Sodalitas, Programma il Futuro (CINI e MIUR) e alcune scuole elementari, medie e superiori a Milano e Roma per diffondere l’importanza della cultura tecnico-scientifica presso gli studenti, creando iniziative ad hoc soprattutto per facilitare le ragazze nello scoprire ruoli e settori a loro ancora poco noti verso cui orientarsi per la futura realizzazione professionale”.

Carola Adami, founding partner di Adami & Associati
Carola Adami, founding partner di Adami & Associati

È convinta che le persone e le donne in particolare siano la chiave di volta, il perno fondamentale, di qualsiasi business Carola Adami, founding partner di Adami & Associati, che a 28 anni ha deciso di cogliere la sfida ed ha fondato la società che porta il suo nome: “Spesso le figure IT sono sottovalutate e si considera che non partecipino all crescita della società. Ma le tecniche di vendita stanno cambiando stile e anche la capacità analitica conta molto. Non servono oggi solo doti comunicative ma amche di processo, da portare all’interno dell’organizzazione”.

Gabriella Scapicchio, responsabile Innovation Lab di Agos
Gabriella Scapicchio, responsabile Innovation Lab di Agos

Un altro esempio di imprenditorialità al femminile è rappresentato da Gabriella Scapicchio, responsabile Innovation Lab di Agos, si è occupata del set up di una nuova funzione strategica in azienda, l’Innovation Lab, di cui è ora a capo, con l’obiettivo di abilitare l’innovazione in Agos, connettendo persone, idee ed opportunità. In questo progetto la manager ha potuto constatare che “all’interno delle aziende il lavoro oggi è più funzionale e non gerarchico, molto meno legato all’owner e più al risultato e con team più trasversali”.

Annamaria Di Ruscio, Amministratore Delegato di NetConsulting cube, Presidente e Amministratore Delegato di Sirmi
Annamaria Di Ruscio, Amministratore Delegato di NetConsulting cube

“L’italiano è per le femmine, la matematica è per i maschi, nel 2018 la situazione è ancora questa – dichiara Annamaria Di Ruscio, Amministratore Delegato di NetConsulting cube. E gli stereotipi spesso nascono in famiglia. Ma bisogna andare oltre questi stereotipi di genere e anche oltre l’8 marzo. Servono team interdisciplinari, diversità, serve lo sforzo di ripensare a se stessi, servono modelli di successo positivi al femminile. Incoraggiare la presenza delle donne in nuove professioni dell’economia digitale e coniugarle anche con le capacità artistiche e umanistiche che le giovani studentesse hanno ma che spesso paradossalmente non credono di avere”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA