Non è un mistero che  Red Hat punti sull’hybrid cloud, sviluppando applicazioni capaci di favorire l’integrazione fra le infrastrutture interne ed esterne, private e pubbliche. Il passaggio al cloud ibrido è infatti tra i temi chiave del Red Hat Summit 2018, in corso nei giorni scorsi a San Francisco, il principale evento di tecnologia open source organizzato dall’azienda per analizzare le evoluzioni in ambito cloud computing, hybrid cloud, middleware, storage e gestione dei sistemi, che ha raccolto una platea di 7.000 persone provenienti da tutto il mondo. Al centro dell’evento anche il rafforzamento e la sigla di nuove partership tengono banco. “Scelte aziendali che indicano quanto sia arduo ottenere da soli le risorse necessarie per far fronte all’enorme domanda di innovazione”, sottolinea James Whitehurst, Ceo di Red Hat.

James Whitehurst, Ceo di Red Hat
James Whitehurst, Ceo di Red Hat

Collaborazioni sui container con IBM, Microsoft e HPE

Al centro della rinnovata cooperazione tra IBM e Red Hat, le due più grandi aziende di open source al mondo, è la reingegnerizzazione dell’intero portafoglio software, inclusi WebSphere, MQ Series e Db2, con container, “un insieme di processi isolati dal resto del sistema, che eseguono un’immagine distinta contenente tutti i file necessari per supportare tali processi – spiega James Whitehurst –; offrendo un’immagine che contiene tutte le dipendenze di un’applicazione, i container offrono portabilità e coerenza nel passaggio dallo sviluppo al testing, fino alla produzione”.
La collaborazione tra Red Hat e IBM è un’evoluzione di un accordo ventennale tra le aziende e combina due piattaforme applicative enterpise in Red Hat OpenShift Container Platform e IBM Cloud Private, associando le soluzioni software e cloud di IBM. L’utilizzo di queste piattaforme consente di progettare e distribuire nuove applicazioni in modo più rapido e sicuro su ambienti IT differenti, ridurre e ottimizzare gli investimenti in tecnologia e creare applicazioni containerizzate fruibili in una singola piattaforma.
Annunciati anche i primi passi per l’integrazione di CoreOS Tectonic, Quay e Container Linux all’interno del portfolio di soluzioni basate su container e Kubernetes; le tecnologie di CoreOS completano l’offerta container di Red Hat, fornendo una roadmap che punta con forza alla la digital enterprise, grazie a servizi cloud-based di IBM, quali AI, IoT e blockchain.

Come parte dell’accordo, IBM estenderà le proprie piattaforme di cloud privato (IBM Cloud Private e IBM Cloud Private for Data) e la sua offerta middleware a Red Hat OpenShift Container Platform e Red Hat Certified Container. I clienti possono beneficiare della velocità e della semplicità del catalogo self-service, del motore di implementazione e della gestione operativa di IBM Cloud Private su Red Hat OpenShift Container Platform, in tutti gli ambienti di hybrid cloud, incluso il cloud pubblico IBM. Le due aziende opereranno anche per fornire consulenza e servizi di implementazione congiunti attraverso IBM Garage e Red Hat Consulting, con il sostegno di servizi di supporto firmati da IBM Technology e Red Hat Services.

Arvind Krishna, Senior Vice president, IBM Hybrid Cloud 
Arvind Krishna, Senior Vice president, IBM Hybrid Cloud

“Con il recente spostamento dell’offerta middleware di IBM su container, la partnership tra IBM e Red Hat garantisce ai clienti una scelta più ampia e maggiore flessibilità – commenta Arvind Krishna, Senior Vice president, IBM Hybrid Cloud -. La nostra vision comune sull’hybrid cloud utilizzando architetture container consente a milioni di aziende – da istituti bancari, a compagnie aree, a enti governativi – di accedere alle tecnologie di entrambe le aziende, senza la necessità di scegliere tra cloud pubblico o privato”.

Red Hat estende anche l’alleanza con Microsoft per lo sviluppo di applicazioni basate su container su Microsoft Azure e on-premise. Grazie a questa collaborazione, le aziende introdurranno la prima offerta OpenShift su cloud pubblico, gestita in modo congiunto, unendo le funzionalità di Red Hat OpenShift, la piattaforma Kubernetes, e Azure, il cloud pubblico di Microsoft, Come offerta principale per i workflow ibridi basati su container per i clienti comuni, Red Hat e Microsoft gestiranno insieme la soluzione, con il supporto congiunto. Red Hat OpenShift su Azure offrirà agli sviluppatori maggiore fessibilità e una connessione più rapida e sicura tra Azure e i cluster OpenShift on-premise con il networking ibrido, oltre che maggiore produttività, grazie all’accesso ai servizi Azure, quali Azure Cosmos DB, Azure Machine Learning e Azure SQL DB, con un incremento della produttività degli sviluppatori. Le tecnologie congiunte consentono inoltre una gestione multi-architettura dei container, che comprendono sia i container Windows Server che Red Hat Enterprise Linux e maggiori possibilità di gestire i dati con un’integrazione più vasta di Microsoft SQL Server su Red Hat OpenShift.
Red Hat OpenShift su Azure sarà disponibile in anteprima nei prossimi mesi; Red Hat OpenShift Container Platform e Red Hat Enterprise Linux su Azure e Azure Stack sono già disponibili.

Scott Guthrie, executive vice president, Cloud and Enterprise Group, Microsoft
Scott Guthrie, executive vice president, Cloud and Enterprise Group, Microsoft

“Microsoft e Red Hat sono allineate nel fornire semplicità, possibilità di scelta e flessibilità agli sviluppatori per realizzare applicazioni cloud-native – commenta Scott Guthrie, executive vice president, Cloud and Enterprise Group, Microsoft. Oggi, stiamo unendo le leadership di entrambe le aziende in Kubernetes, hybrid cloud e in sistemi operativi enterprise per semplificare il complesso processo di gestione dei container, mettendo a disposizione la prima soluzione su Azure del settore” .

Annunciata al Red Hat Summit anche l’avvio della collaborazione con Hewlett Packard Enterprise, che punta ad accelerare la delivery delle applicazioni container per consentire alle aziende di adottare e distribuire rapidamente e su vasta scala i container in produzione.
Se per gli sviluppatori, infatti, risulta più semplice implementare applicazioni containerizzate, le aziende spesso richiedono scalabilità, funzionalità di sicurezza aggiuntive dei container, oltre a storage persistente e manageability per distribuire i container in produzione.

Neil MacDonald, vice presidente e general manager di HPE Blade System
Neil MacDonald, vice presidente e general manager di HPE Blade System

E’ su questa base che nasce la partnership: HPE e Red Hat stanno infatti collaborando per ottimizzare Red Hat OpenShift Container sulle piattaforme HPE, inclusa HPE Synergy, la prima composable infrastructure del settore.
“La collaborazione di lunga data con Red Hat – commenta Neil MacDonald, vice presidente e general manager di HPE Blade System -, punta ad accelerare l’adozione e l’implementazione di Red Hat OpenShift Container Platform con le soluzioni HPE, dalla prova del concept alla distribuzione su larga scala. I clienti di entrambe le aziende possono ora modernizzare la loro piattaforma sfruttando ciascuno dei nostri servizi”. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA