Favorire l’adozione della tecnologia blockchain attraverso una rete privata di nodi garantendo decentralizzazione, trasparenza, sicurezza dei dati e maggiori possibilità di sbocco sul mercato ai propri consorziati. Opera con questi obiettivi Meditchain, la prima rete blockchain del Mediterraneo, che nasce a Palermo nel 2018 ma si presenta ora per la prima volta a Milano.

Ad illustrare il progetto è Marco Di Marco, imprenditore palermitano, fondatore e presidente del consorzio, dalle cui parole trapela l’entusiasmo per un progetto unico nel suo genere a livello italiano.

Marco Di Marco, fondatore e presidente del Consorzio Meditchain
Marco Di Marco, fondatore e presidente del Consorzio Meditchain

“Ci presentiamo oggi al mercato ma lo sviluppo dell’attività è avviato da anni. Quando siamo partiti, la blockchain era davvero un mondo oscuro ed era difficile venire a capo delle sue problematiche sistemistiche. Oggi sappiamo che si tratta di un tema importante, anche se siamo consapevoli che i tempi non sono ancora maturi, soprattutto nel nostro Paese; ma lo saranno domani, un po’ come agli albori di internet, se vogliamo fare un parallelo – dichiara Di Marco. – È vero che oggi esistono delle reti aperte, ma si rendeva necessario individuare una struttura che potesse aggregare; l’approdo naturale ci è sembrato un consorzio che creasse una base comune per consentire di fare formazione e mettere a disposizione competenze, esperienza e servizi alle imprese che desiderano innovare”.

Condividere costi e benefici

Meditchain è progettata e sviluppata da InformAmuse, società nata nel 2009 come spin-off del dipartimento di ingegneria informatica dell’università di Palermo e oggi una Pmi innovativa che supporta le aziende nei processi di digitalizzazione. Una realtà che sviluppa soluzioni per progetti specifici sulla blockchain indirizzate sia al settore privato che al mondo della pubblica amministrazione, e con particolare attenzione alla protezione della privacy e alla normativa Gdpr.
Il consorzio accoglie in sè realtà che operano in settori diversi ma che decidono di collaborare nello sviluppo di soluzioni basate sulla blockchain; si va dal mondo accademico, al finanziario, al food, al mondo dell’arte, all’e-commerce, alla logistica e alla PA.  

“Abbiamo creato un modello di cooperazione che fa leva sulla multisettorialità e sulla presenza al proprio interno di aziende che conoscono le tecnologie e le mettono al servizio di tutti – il nostro zoccolo duro – lo definisce Di Marco ; una piattaforma che crea valore, dando la possibilità a realtà non troppo strutturate o che non hanno le competenze interne, di gestire i progetti con costi accessibili”. I costi sono infatti condivisi tra i consorziati con investimenti decisamente inferiori a progetti gestiti in autonomia. La quota annuale è di 4.000 euro; prevista, inoltre, una fase di test gratuita. Condivisi anche i ricavi; i rapporti commerciali tra consorziati legati alle transazioni sono infatti regolati dal token Meditchain che stabilisce per ogni transazione dei consorziati una revenue share, differenziata fra nodi passivi e nodi attivi.

Meditchain - I principali vantaggi
Meditchain – I principali vantaggi

Soggetti diversi, obiettivi comuni

Meditchain raggruppa ad oggi sette entità diverse. Oltre a Informamuse, fanno parte del progetto Banca Popolare di S.Angelo, che aderisce al consorzio con l’obiettivo di usare la blockchain per fornire ai propri clienti accesso a servizi innovativi nel campo dei pagamenti digitali e per amplificare il proprio ruolo sociale, agevolando lo sviluppo di innovative forme di assistenza informativa e dispositiva tramite i canali digitali per la PA e i privati. Elmi, società di consulenza che entra in Meditchain con l’obiettivo di far parte di una rete tecnologica e professionale attraverso cui sviluppare i propri progetti IT con tecnologia blockchain per avere un’offerta più evoluta. MDM Holding, specializzata in servizi di consulenza e in particolare nel fintech, prima promotrice insieme a Informamuse del progetto, che negli ultimi anni ha approfondito le tematiche relative al mondo della tecnologia blockchain. Giglio.com, piattaforma di vendita online di abbigliamento di lusso multimarca del made in Italy, che usa la nuova rete per sviluppare progetti per il tracciamento delle spedizioni e la gestione tramite smart contracts dei rapporti tra fornitori e produttori. Rmstudio, tradizionale studio di consulenza che offre servizi professionali innovativi con soluzioni blockchain. Grazie al consorzio, l’azienda ha sviluppato e commercializza tre applicazioni per il mondo delle imprese, dell’agricoltura e dell’arte. 

Di Marco ci racconta in particolare dello sviluppo di un’applicazione nel settore dell’agricoltura contro le frodi e la contraffazione per la certificazione della filiera del vino di qualità, uno strumento che dà valenza legale e finanziaria al prodotto, partendo dalla vendemmia, passando dalla pigiatura e a tutto il processo fino alla bottiglia e consegna un certificato che va oltre il semplice vino”. O ancora di “un sistema per l’archivio delle opere d’arte e l’emissione del certificato per garantirne la tracciabilità e l’autenticità; un tema attuale, che ha visto recentemente alcuni pittori famosi disconoscere le proprie opere perché ingestibili; grazie alle nuove tecnologie, gli artisti nascenti possono utilizzare la blockchain per abbinare token e tracciare la vita delle opere e monitorarne il valore”
Partitalia, attiva nelle smart card e soluzioni con tecnologia Rfid, specializzata in soluzioni cloud per il mondo della logistica e della gestione dei rifiuti che aderisce all’ecosistema con il vantaggio di poter contare su un partner che li supporta nella progettazione, nell’implementazione e nella gestione della Blockchain. Nella gestione dei rifiuti, spiega Di Marco“la Ue ha stabilito che dal 2020 i cittadini pagheranno in base al conferimento; servirà un sistema che tracci (parliamo di numeri stratosferici). Il consorzio lavora in questa direzione nel recupero dalla plastica all’alluminio nella pubblica amministrazione, per garantire un servizio trasparente, attento alla legalità, alla natura e all’ambiente”. 

Impegno sociale e per i popoli

Meditchain si propone in definitiva come facilitatore tecnologico che possa innescare processi virtuosi di innovazione sociale all’interno delle regioni e delle aziende che la adotteranno, si spera sempre più numerose, creando un filo diretto con l’unione europea. Una rete naturale che metta in connessione nodi e stati del Mediterraneo per sviluppare non solo attività economiche ma anche cambiamenti sociali condivisi, tramite un unico registro internazionale delle transazioni, offre un reticolo di relazioni, certe, sicure e indelebili. Il progetto può essere definito un sistema dei popoli e delle loro attività, andando oltre il sistema dei singoli Stati ma coinvolgendo direttamente università, imprese, mondo del pubblico e delle associazioni. “Auspichiamo che la sinergia che può scaturire dalle aziende partner, che ci auguriamo siano sempre più numerose, possa rappresentare un modello di adozione per una società innovativa, trasparente, smart e basata sulla fiducia reciproca”, conclude Di Marco.

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