Ogni volta che un modello di intelligenza artificiale viene addestrato o interrogato, quella richiesta si traduce in un consumo di risorse: cicli di calcolo, capacità di memoria, energia. L’AI ha bisogno di silicio e il mercato dei semiconduttori è pertanto legato a doppio filo alla crescita dei workload con l’intelligenza artificiale.

Secondo Omdia, nel secondo trimestre del 2026 il fatturato globale dei semiconduttori ha superato i 425 miliardi di dollari, un nuovo massimo storico. Il dato che colpisce più della cifra assoluta è il ritmo della crescita: rispetto al trimestre precedente la crescita è stata del 31,4%, un record sequenziale che batte il precedente primato, il 29,2% messo a segno appena un trimestre prima. Sommando i primi due trimestri, il fatturato del primo semestre 2026 raggiunge i 752 miliardi di dollari.

Per capire quanto sia anomalo un simile andamento serve la prospettiva storica che Omdia porta con sé. La società traccia il mercato dei semiconduttori dal primo trimestre del 2002: in 97 trimestri, soltanto in dieci occasioni la crescita sequenziale ha superato il 10%. Quattro di questi dieci episodi si concentrano negli ultimi quattro trimestri, a partire dal terzo del 2025, tutti chiusi con incrementi a doppia cifra. La rilevazione non descrive dunque un picco isolato, ma una fase prolungata di espansione che si autoalimenta di trimestre in trimestre. E la serie, secondo le previsioni, non si interromperà nemmeno nel periodo in corso.

La memoria è il motore

A determinare questa espansione, in particolare, è la memoria. I chip di memoria, Dram (dynamic random-access memory) e Nand flash, vivono una crescita senza precedenti perché la domanda di AI sta rimodellando le priorità di produzione dei fornitori. Il meccanismo è quello classico dello squilibrio tra domanda e offerta: quando i produttori spostano le linee verso le tipologie di chip più richieste dalle infrastrutture di calcolo, l’offerta delle altre si restringe e i prezzi si muovono verso l’alto. La conseguenza diretta è l’aumento dei prezzi medi di vendita, e quindi del fatturato, che cresce non solo per i volumi ma per il valore unitario di ciò che viene venduto.

L'andamento del mercato delle memorie e dei semiconduttori (fonte: Omdia, 2026)
L’andamento del mercato delle memorie (integrated circuit) e quello complessivo dei semiconduttori (fonte: Omdia, 2026)

L’effetto sulla composizione del mercato è evidente: nel secondo trimestre i soli circuiti integrati di memoria hanno rappresentato oltre la metà dell’intero fatturato dei semiconduttori. È un ribaltamento di gerarchie: una categoria di componenti a lungo considerata soggetta a cicli di prezzo violenti e periferica rispetto alla logica di calcolo pesa ora più di tutto il resto messo insieme. Un peso che riflette una crescita record distribuita su più tipologie di chip. Dram, Nand e Nor (Not-OR logical operation, un tipo di memoria non volatile) hanno tutte registrato, per un secondo trimestre, la crescita sequenziale più alta da quando Omdia traccia il mercato, e tutte e tre hanno toccato il massimo storico di fatturato trimestrale.

Un’onda lunga che trascina la crescita degli altri componenti

Il predominio della memoria rischia però di deformare la lettura complessiva; per capire come sta andando il settore per la maggior parte delle aziende che vi operano, Omdia propone un esercizio utile: togliere dai conti il fatturato legato a questi chip. Il quadro che ne emerge resta comunque di solida crescita. Al netto dell’andamento del mercato delle memorie, il mercato dei semiconduttori è cresciuto di oltre il 10% rispetto al trimestre precedente, un valore ben superiore al comportamento stagionale. Sulla base dei dati Omdia dal 2002 al 2025, la crescita sequenziale tipica di un secondo trimestre per i chip non di memoria è di poco superiore al 3%. Il segnale è che la spinta dell’AI non si esaurisce nella memoria, ma si propaga all’intera catena dei componenti che entrano nelle infrastrutture di calcolo.
L’esempio più chiaro arriva dai microprocessori. Il fatturato delle Mpu è cresciuto del 16% rispetto al trimestre precedente, contro una crescita stagionale che si ferma all’1%. Il divario tra i due valori è la misura di quanto il ruolo di questi componenti stia cambiando: da unità di calcolo “generaliste” a tasselli sempre più integrati nell’architettura dei sistemi dedicati all’AI.

Un mercato verso mille miliardi di valore

L’analisi di Omdia si chiude con una proiezione che dà la dimensione del fenomeno. Nel primo semestre del 2026, si è accennato, il mercato ha superato i 752 miliardi di dollari, e ha fatturato più di quanto avesse mai fatto in dodici mesi lungo quasi tutta la sua storia recente. Le previsioni di Omdia indicano un fatturato oltre i 500 miliardi di dollari nel terzo trimestre, che porterebbe il totale dei primi nove mesi del 2026 sopra 1,25 trilioni di dollari: il 50% in più rispetto all’intero fatturato dei semiconduttori del 2025. La società si attende che le condizioni di mercato favorevoli e i livelli record di fatturato trimestrale proseguano. Il consumo di intelligenza artificiale presenta un conto che continuerà a essere pagato anche in silicio, e il mercato dei semiconduttori resterà il termometro più affidabile della corsa in atto, con tutti i riflessi anche nel mercato dei dispositivi di utilizzo più comuni come laptop e pc, per acquistare i quali i consumatori oggi sono chiamati, soprattutto in determinate configurazioni, a tempi di attesa significativi e prezzi elevati.

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