Per chi fa il nostro lavoro, anche se parlare di tecnologia consumer non rientra nella linea editoriale, il Ces di Las Vegas rimane l’evento che apre ogni anno tecnologico, il momento in cui sui palchi scenografici e iconici della città simbolo del Nevada (dalla gigantesca Sphere al convention center del Venetian) a inizio gennaio la tecnologia riesce a diventare stupore (prima ancora che strategia per aziende e mercati).

Per diversi motivi.

Il primo è che il Ces è ancora oggi l’evento tecnologico più importante al mondo con i suoi 4.100 espositori di cui 1.200 startup, distribuiti su una superficie espositiva di 2,8 milioni di metri quadrati. Con 148mila visitatori da tutto il mondo (di cui 7mila giornalisti), per la maggior parte dirigenti dal profilo senior per esperienza e conoscenza del mercato (il 55%, con il 60% da aziende Fortune 500). Dati di oggi a manifestazione appena conclusasi ma che, per integrità di rendicontazione, saranno confermati in primavera dai revisori della Global Association of the Exhibition Industry per rafforzare la fiducia tra gli stakeholder. Fiducia.

Nei molti amici (professionisti e giornalisti) che lo hanno visitato anche quest’anno il coinvolgimento da Ces ha colpito, non per la meraviglia degli annunci ma per la loro solidità: la consapevolezza che l’AI quest’anno – presente in tutte le salse – non fosse puro marketing ma fosse al servizio nella vita reale, dalla casa alla salute, dall’automotive al manufacturing. Utile. 

Confermando cosi le parole di Gary Shapiro, presidente e Ceo della Consumer Technology Association (Cta) che organizza l’evento, “più di una vetrina, luogo in cui la tecnologia incontra la comunità, le imprese e la politica” dove i decisori si sono riuniti per mettere in luce le tecnologie che definiranno il prossimo decennio di crescita economica e competitività. “Le innovazioni presentate questa settimana, che spaziano dall’intelligenza artificiale alla tecnologia quantistica, dalla mobilità alla robotica, dalla salute e molto altro ancora, definiscono il Ces come il palcoscenico globale in cui le idee audaci passano dalla visione alla realtà” precisa Kinsey Fabrizio, presidente di Cta. Audacia. Perché computer, elettrodomestici, auto, robot, chip, dispositivi mobili sono stati tutti rivisitati e plasmati dall’invasione dell’intelligenza artificiale. AI in ogni dove.

Non mi addentro sulle novità intelligenti presentate (riportate in questo articolo dedicato) ma solo sul perché il Ces rimane un evento su cui tenere alta l’attenzione. 

E qui il secondo motivo. La vista sullo stato dell’industria – dal keynote condotto da Shapiro e Fabrizio con Cristiano Amon, Ceo di Qualcomm – ci dice che la pressione rimane alta su questo mercato anche se la spesa per l’IT consumer dà segnali di ripresa, i pc si sono risvegliati nel 2025, ma le questioni macroeconomiche impatteranno su prezzi e supply chain anche nei prossimi anni.

L’AI ha rimescolato le filiere delle componenti per pc, ha fatto esplodere i costi per le memorie Ram di cui si disseta, ha spinto a realizzare data center sempre più potenti ed energivori che fanno incetta di memorie Dram, Hbm e chip per addestrare gemelli digitali, intelligenze artificiali agentiche, intelligenze artificiali verticali, intelligenze artificiali industriali, impattando sulla disponibilità di componenti sul mercato consumer.

Le tecnologie carenti porteranno a rincari dei prezzi nell’ordine del 40-60% nel 2026 con una crescente preoccupazione su scarsità di offerta e tempi di consegna (forte Citrini Research). Si parla di ritardi di mesi ma anche di anni, mentre l’AI integrata nei dispositivi pronti al commercio alzerà i prezzi dei prodotti, cercando di catturare la fiducia degli utenti stirati tra promesse allettanti (la robotica sta facendo passi da gigante) e potere di acquisto sempre più ridotto (per la stragrande maggioranza della popolazione). Anche agli AI pc, che spingono su produttività ed esperienza d’uso potenziata dall’intelligenza artificiale, toccherà passare da questo limbo?

Il terzo motivo per guardare al Ces rimane la curiosità e quest’anno, in particolare, lo stupore davanti a robot intelligenti che migliorano l’accessibilità alle persone di qualsiasi abilità. Vita in casa, invecchiamento, cure, dispositivi indossabili, sanità digitale.

Ero un po’ scettica sulla nuova fase dell’AI – quella robotica dopo l’agentica – ma mi devo ricredere guardando alle funzionalità di nuovi robot collaborativi, addestrati non solo sui dati con una programmazione rigida ma anche attraverso l’esperienza virtuale. Robot che promettono una svolta nelle applicazioni domestiche, industriali, mediche, nella supply chain, mobilità, sicurezza, forza lavoro.
Ci vorranno anni, forse decenni, ma il Ces 2026 li ha sdoganati con insistenza e resi di fatto reali. 

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