“Il bagaglio che proviene dalla sanità riguarda la gestione della complessità”. E’ questo il tesoretto che Giuliano Pozza, da pochi mesi Cio di Università Cattolica a Milano, si porta appresso dal mondo della Sanità (intervistato in passato quando era Cio del San Raffaele).

“Sanità e università sono due complessità diverse ma sono due sistemi tecno umani complessi – precisa nella videointervista di oggi per Cio Café -. Sono luoghi in cui la relazione con le persone è fondamentale. Nell’ambito universitario una gran parte degli utenti sono ragazzi trai 20 ed i 25 anni. Noi abbiamo 42.000 studenti e ciò, rispetto al mondo della sanità, cambia un po’ le dinamiche. Cambiano le aspettative in quanto gli standard degli studenti sono definiti dalla tecnologia che loro utilizzano quotidianamente e dimostrano molta voglia di entrare in dialogo con l’università. A tal proposito, abbiamo rilasciato recentemente una nuova versione dell’app studentesca e in un mese abbiamo avuto più di 10.000 feedback”.

È un paragone azzardato confrontare la trasformazione digitale sanitaria con quella universitaria? “Non è azzardato ma il dato di fatto è che la trasformazione digitale sta avvenendo a prescindere da quello che la singola azienda o istituzione fa, in quanto essa è creata dai grandi disruptor del digitale che innalzano le aspettative. Probabilmente la differenza riguarda il fatto che tale fenomeno sta avvenendo con una maggior lentezza e fatica in alcuni ambiti mentre nell’università c’è un ribollire di iniziative, sfide, spinte da una popolazione giovane”.

Come si può definire la governance della trasformazione digitale nel mondo accademico? Cosa serve? “Secondo me serve innanzitutto umiltà per capire il contesto in cui ci si trova e poi credo che al governance sia anche più importante degli investimenti. La governance deve essere agile, ancorata al contesto e dunque legata ai feedback che derivano dal contesto ed inclusiva. Ormai nei grandi progetti di trasformazione digitale abbiamo visto che il modello top down, in cui uno decide e tutti gli altri eseguono, non serve più. La nostra idea di governance si è estesa anche a tutte le funzioni coinvolte. I progetti digitali sono sempre dell’ente o dell’azienda e nel nostro percorso alcuni cardini strategici ruotano attorno allo student journey all’interno del mondo universitario”.

Più che un progetto è un percorso di innovazione continua. “Il percorso dello student journey e quelli intrapresi precedentemente, che sto ereditando, sono pluriennali. Nel 2020 faremo una serie di attività e di passi importanti ma bisogna ragionare in termini di viaggio”. Nella videointervista a Giuliano Pozza tutti i dettagli.

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