L’industria dell’automotive, dei veicoli autonomi come di quelli semi-autonomi è in costante evoluzione. Ed esistono già soluzioni per automatizzare una serie di funzionalità quando non addirittura la guida completa all’interno dei veicoli. In questo contesto opera Robotic Research che offre kit hardware/software per inserire tecnologie di localizzazione, guida autonoma e dispositivi di sicurezza nei mezzi e nelle infrastrutture.

Per esempio, l’esercito americano utilizza le tecnologie del vendor per ridurre l’equipaggio necessario a spostare e rifornire convogli di autocarri in fase di trasferimento. La piattaforma dell’azienda in questo caso permette di fare in modo che sul primo convoglio sia effettivamente presente il personale di guida, ma che gli altri convogli possano seguire il primo in modo automatico senza dispiego di ulteriori risorse umane.

La tecnologia proposta è utilizzata non certo solo in ambito militare ma soprattutto in ambito commerciale. Un altro esempio interessante di utilizzo è infatti quello per le flotte di trasporto nell’ambito della logistica. Anche in questo caso proponiamo un esempio. Le principali cause di incidenti dei camion sono la velocità, la distanza tra i mezzi e l’affaticamento del conducente. Le soluzioni aiutano i camionisti a gestire le criticità riducendo gli incidenti stradali e rendono la spedizione di merci più sicure.

Si tratta di tecnologie che vanno dall’assistenza al conducente, all’analisi dei dati, a forme di “autonomia” più elevate installabili oggi in oltre 50 diverse piattaforme di veicoli. Infatti l’azienda è partner di diversi Oem che producono anche navette, autobus e automobili con a bordo i kit Advanced Driver Assistance System (Adas) operativi in Europa, oltre che negli Usa, in Asia e in Medio Oriente. La piattaforma, agnostica, è adattabile, permette così di “aggiornare” anche veicoli non predisposti in fabbrica per questo utilizzo.

Navette a guida autonoma e ultimo miglio

Robotich Research annuncia ora che inizierà a testare navette a bassa velocità completamente autonome, quindi senza pilota, a partire da questa primavera, anche in Italia. Le attuali navette commerciali – per esempio quelle per il trasporto sull’ultimo miglio (non solo in spazi interni alle aziende) e a bassa velocità – utilizzano ancora gli addetti a bordo per monitorare la sicurezza all’interno e all’esterno del veicolo. Robotich Research ora prevede di iniziare i test senza autisti e operatori a bordo.

Alberto Lacaze, presidente di Robotic Research

La sperimentazione vede due fasi, la prima prevede assistenti posizionati in postazioni fisse in loco, la seconda di spostare gli assistenti in una struttura di monitoraggio della sicurezza non necessariamente sul campo. Spiega Alberto Lacaze, presidente di Robotic Research: “Il livello di certificazione di sicurezza e ridondanza necessario per guidare veicoli completamente autonomi è decisamente complesso e richiede uno studio articolato. Non si tratta semplicemente di aggiungere kit Adas.

Le normative per la maggior parte delle operazioni con navette commerciali richiedono ancora che il personale di sicurezza sia all’interno della cabina del veicolo. Ma gli operatori spingono per modificare le normative e consentire di supervisionare le operazioni di sicurezza del sistema anche da remoto.

Il cambiamento è indispensabile per rendere autonome le navette a bassa velocità che rappresentano una soluzione innovativa per risolvere il problema dell’ultimo miglio, quindi anche il trasporto alla destinazione finale di viaggiatori da una stazione di transito o da una fermata. La mobilità del primo e dell’ultimo miglio è un ambito di ricerca particolarmente stimolante anche in relazione allo sviluppo delle smart city. Le sfide includono il controllo del traffico e dei pedoni in ambienti non strutturati in un’area geografica non estesa, ma comunque importante.

Con AutoDrive l’azienda indirizza questi casi d’uso e sono già disponibili mezzi operativi in diverse città per esempio con lo shuttle elettrico Olli, che trasporta fino a otto persone ed ha installato a bordo AutoDrive. Olli raggiunge la velocità di 40 km/h, non necessità di sistema Gps, è in grado di aggirare ostacoli e si orienta nel traffico misto veicolare e pedonale. E’ già operativo come navetta nei campus universitari per gli studenti americani, ma Robotic Research ha avviato la sperimentazione di Olli (prodotto da Local Motors con le tecnologie di stampa 3D) in due progetti pilota.

Olli con AutoDrive di Robotic Research in circolazione a Torino
Olli con AutoDrive di Robotic Research in circolazione a Torino

Il primo in Arabia Saudita, ma il secondo proprio l’Italia presso il Centro Internazionale di Formazione (Itcilo) a Torino, progetto inaugurato dal ministro Paola Pisano a gennaio 2020 ed oggi operativo. La sfida, in questi casi, riguarda piuttosto la capacità di replicare le sperimentazioni fino a farle divenire normalità e per farlo serve ovviamente anche l’infrastruttura adeguata. Non solo, insieme all’infrastruttura è importante che anche le regolamentazioni tengano il passo. In questo specifico caso, Reale Mutua si è impegnata per studiare formule innovative per le polizze su questi veicoli.

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