Le aziende, al crescere del volume delle informazioni, fanno fatica a gestire i dati non strutturati. Soprattutto resiste la convinzione per cui l’unica risposta al crescere dei dati sia disporre di più memoria. In verità senza un provisioning strategico dell’infrastruttura cloud, i costi vengono solo spostati.

Idc, per esempio, stima che il 90 percento dei dati aziendali oggi non sia strutturato, ma sia accessibile e archiviato in più ambienti, in più formati, e sparso nelle diverse sedi aziendali. Mentre sarebbe possibile consolidare anche i dati nel cloud per ridurre i costi e disporre di un file system accessibile a livello globale nel cloud. 

Sono questi alcuni ambiti della proposizione software defined di Talon Storage piaciuti a Netapp che annuncia l’acquisizione dell’azienda specializzata, appunto, nelle soluzioni software-defined storage per la centralizzazione e il consolidamento delle infrastrutture storage per il public cloud. Nello specifico, la combinazione tra Netapp Cloud Volumes e il software Talon Fast permette alle aziende di centralizzare la gestione dei dati in cloud mantenendo però l’esperienza tipica offerta dalla possibilità di gestire i dati come se fossero disponibili on-premise. 

Talon ha maturato i suoi risultati più positivi proprio cavalcando queste esigenze aziendali, come documenta una recente ricerca interna dell’azienda in cui ritorna il tema del trend relativo al consolidamento delle risorse in cloud. Circa il 50% dei clienti Talon sfrutta file server da oltre 100 Terabyte, e il 74% di essi esprime il bisogno di spostare i carichi di lavoro sul cloud da qui a 24 mesi, con una netta preferenza per le offerte gestite come Azure NetApp Files and Cloud Volumes Services rispetto a soluzioni IaaS customizzate. 

Ora con l’acquisizione di Talon, Netapp estende il portafoglio di servizi per i dati cloud, ed indirizza proprio le problematiche di condivisione tipiche degli uffici remoti. La proposta Fast di Talon, è di fatto un servizio Global File Cache per i carichi di lavoro Robo (Remote Office Branch Office) e consente di consolidare i file server in un file system accessibile ovunque, a livello globale, sulla piattaforma di cloud pubblico. Fast, come accennato, si integrerà con le soluzioni Netapp Cloud Volumes Ontap, Cloud Volumes Service e Azure Netapp Files.

Anthony Lye, senior vice president and general manager NetApp Cloud Data Services
Anthony Lye, senior vice president and general manager NetApp Cloud Data Services

Anthony Lye, senior vice president and general manager NetApp Cloud Data Services commenta: “L’acquisizione è frutto di una visione condivisa tra le due aziende. Tutti gli utenti accedono in questo modo anche ai dati non strutturati, senza soluzione di continuità, indipendentemente da dove si trovino nel mondo, come se dati e utenti stessero nella stessa posizione fisica. Questo senza rallentare i flussi di lavoro, e a costi inferiori”. L’acquisizione porta a NetApp la tecnologia per aiutare le aziende a centralizzare e gestire l’archiviazione Nfs e Smb (Server Message Block) su Azure (per il momento), mantenendo alta l’accessibilità all’edge. A completamento della strategia Data Fabric del vendor. Tra le integrazioni avanzate, per esempio si segnala come sia già possibile raggruppare i dati in esecuzione sul public cloud di Microsoft su Cloud Volumes Ontap e sincronizzare i dati con le filiali remoti sfruttando Talon Fast per un unico layer di archiviazione unificato, gestibile centralmente e con una possibile riduzione dei costi fino al 70%. 

Con l’acquisizione, Netapp potrà accelerare il processo di integrazione delle tecnologie Talon, già avviato. Sarà possibile innescare inoltre anche nuove iniziative commerciali perché alcuni clienti di Talon sono già clienti di Netapp. Clienti conosciuti, già utilizzatori di Fast sono per esempio Swiss Reinsurance, Lego AB e Capita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA