E’ passato poco più di un anno dall’annuncio dell’acquisizione di Vmware da parte di Broadcom, anche se solo a luglio di quest’anno l’Unione Europea ha dato il suo via libera ‘condizionato’ all’operazione. Ancora nel cuore dell’estate italiana arrivano ora gli annunci dell’evento clou per l’azienda, Vmware Explore 2023 che, a Las Vegas, raduna clienti, partner e sviluppatori e rappresenta l’occasione per il management per indicare la rotta strategica e di sviluppo della proposta cloud.
Si può dire che l’appuntamento americano apre di fatto la stagione ’23-’24 dell’evoluzione multicloud, scandisce gli indirizzi di sviluppo per l’architettura all’edge e mette in evidenza come matureranno gli strumenti per la forza lavoro ibrida, il networking e la sicurezza, con un focus particolare sull’AI che non stupisce più, considerato come già negli ultimi mesi questo sia stato l’abilitatore digitale attorno al quale si è dispiegato l’impegno di praticamente tutte le aziende IT.

Tre sono i temi guida quindi: come accelerare la distribuzione delle applicazioni in cloud per innovare più velocemente e l’AI (1); le mosse per sfruttare l’edge a proprio vantaggio (2); la centralità dei dati e dell’intelligence in funzione dell’efficienza del lavoro (3). Per ognuno microservizi, app Web, architetture serverless vivono in cloud ma restituiscono anche in cloud vantaggi. Ed infine a Vmware Explore 2023 centrali partnership e partner.

Sumit Dhawan, presidente di Vmware
Sumit Dhawan, presidente di Vmware

L’evento infatti ha ospitato il Global Partner Forum – come serie di occasioni di incontro per la Vmware Partner Community – con un keynote dedicato per i partner con il presidente di Vmware, Sumit Dhawan, e i leader dei partner globali, e la possibilità di partecipare al Partner Theatre per toccare con mano i prodotti dei partner e partecipare a sessioni aziendali dedicate. Oltre a questo è importante notare come tante delle evoluzioni tecnologiche annunciate fanno proprio riferimento alle partnership in corso (su tutte quelle con Lenovo, Nvidia, Intel). Ne parliamo.

L’evoluzione Vmware Cloud

A volere offrire concretezza ai temi, quindi, gli annunci. In primis l’evoluzione di Vmware Cloud che comprende e combina il software di Vmware Cloud Foundation con i servizi in uno stack unificato per la medesima coerenza cloud dall’on-premise come nel public cloud, ma anche per chi utilizza il cloud dei partner.

Protezione dei dati dal ransomware – Vmware Ransomware Recovery, al riguardo, è il servizio per il ripristino da attacchi senza file utilizzando l’analisi comportamentale delle VM accese in ambienti di ripristino isolati basati su cloud -, accesso ottimizzato per gli sviluppatori ai servizi cloud nativi dei principali hyperscaler e un approccio pragmatico alla modernizzazione delle app con l’integrazione di Kubernetes, sono solo alcuni dei tratti evoluti dell’offerta.
Vmware Cloud può essere implementato direttamente nei DC, ma è disponibile anche come servizio gestito da Vmware su Aws (con hardware e software integrati, oppure acquistabili anche separatamente nell’offerta Equinix Metal), ma Vmware Cloud è disponibile anche come servizio gestito nell’edizione di partner come Ibm Cloud.

Vmware Cloud vede inoltre con Nsx+ l’evoluzione dei servizi di networking. Si parla in questo caso di un’offerta di servizi Nsx gestiti in cloud per ambienti multicloud (in precedenza Project Northstar) volti a migliorare le funzionalità di rete e sicurezza zero trust. L’azienda inoltre introduce l’idea di virtual private cloud Nsx+, come cloud privati virtuali e sicuri grazie all’isolamento della rete, ed a sicurezza e servizi a più tenant su un’infrastruttura cloud Vmware condivisa e gestita da un’unica interfaccia Nsx globale.

L’impegno infrastrutturale richiesto dai carichi di lavoro che hanno bisogno dell’elaborazione di data set importanti è esigenza indirizzata da Vmware attraverso soluzioni storage che scalano a capacità di petabyte, mantenendo prestazioni elevate e resilienza ad un corretto Tco. Si parla quindi di Vmware Cloud con Vmware vSan Max, come nuova offerta all’interno della famiglia vSan per fornire storage disaggregato ma anche capacità elevate (offerta abilitata dalla partnership pluriennale in corso con Lenovo in ambito Hci). Infine, per quanto riguarda la gestione del ciclo di vita dei sistemi bare metal arriva il servizio per il ciclo di vita Esxi basato su cloud in Vmware vSphere+.

Gli aggiornamenti dei server con l’hypervisor Esxi in ambienti multi-vCenter distribuiti  velocizzato significa risparmio di tempo e implementazione degli aggiornamenti semplificata, rendendo più facile per i clienti passare alle versioni più recenti di Vmware Cloud; mentre vSphere nella prossima versione prevede il raddoppio della capacità della Gpu per VM a supporto dei carichi di lavoro AI/ML complessi.

AI e multicloud insieme

Il multicloud rappresenta l’ambiente migliore per le applicazioni alimentate dall’AI, perché facilita l’utilizzo dei dati privati distribuiti. Un approccio che consente personalizzazione e consumo dei modelli di AI garantendo al contempo la sicurezza. Al riguardo Vmware, con Vmware Private AI Foundation with Nvidia, vuole portare la capacità di calcolo per i modelli di intelligenza artificiale dove i dati aziendali vengono creati, elaborati e utilizzati, sia che si tratti di un cloud pubblico, di un data center aziendale o all’edge per combinare la flessibilità e il controllo necessari ad alimentare le nuove generazioni di applicazioni abilitate all’AI.

Raghu Raghuram
Raghu Raghuram, Ceo di Vmware

Raghu Raghuram, Ceo di Vmware: “Il ]…[ potenziale dell’AI generativa non può essere sfruttato se le aziende non sono in grado di preservare la privacy dei propri dati e ridurre al minimo i rischi legati alla proprietà intellettuale durante le fasi di addestramento, personalizzazione e utilizzo dei modelli di AI. Con Vmware Private AI, offriamo ai nostri clienti la possibilità di attingere ai loro dati affidabili per costruire e implementare modelli di AI in modo rapido e sicuro nel loro ambiente multicloud”.

Concretamente Vmware Private AI Foundation with Nvidia, composta da una serie di strumenti integrati di AI, consente alle aziende di eseguire modelli consolidati addestrati sui propri dati privati in modo conveniente, di distribuirli nei data center, sui principali cloud pubblici e all’edge. L’architettura di Private AI di Vmware lavora con il software Nvidia AI Enterprise e le risorse di computing per fornire elaborazione accelerata e il software per l’infrastruttura cloud necessari a personalizzare i modelli ed eseguire applicazioni di intelligenza artificiale generativa, tra cui chatbot intelligenti, assistenti, ricerca e sintesi.

Alla collaborazione con Nvidia si affianca inoltre l’obiettivo di aiutare i clienti a raggiungere i risultati desiderati nel campo dell’AI, supportando le migliori tecnologie software open source, questo attraverso Vmware Private AI Reference Architecture for Open Source e le collaborazioni con i global system integrator, Domino Data Lab, Anyscale. 
Oltre al programma Vmware AI Ready – mette in contatto gli Isv con gli strumenti e le risorse necessarie per convalidare e certificare i propri prodotti sull’architettura Vmware Private AI – Vmware sta introducendo Intelligent Assist, come suite di soluzioni basate sull’AI generativa e addestrate su dati proprietari Vmware, con l’obiettivo di semplificare e automatizzare ogni aspetto dell’IT aziendale. Le funzionalità sono un’estensione naturale degli investimenti effettuati dalle aziende nei Vmware Cross-Cloud Services. 

L'annuncio di Vmware Private AI
L’annuncio di Vmware Private AI in occasione di Vmware Explore 2023 a Las Vegas

L’orchestrazione all’edge

Secondo Idc, l’edge computing è diventato mainstream in quanto la capacità di distribuire applicazioni e dati alle postazioni sul campo è un elemento chiave della maggior parte delle iniziative di trasformazione digitale. E si prevede che la spesa mondiale per l’edge computing sarà di 208 miliardi di dollari nel 2023, con un aumento del 13,1% rispetto al 2022.

“La crescente domanda di edge computing in tutti i settori industriali sta spingendo verso l’automazione e l’orchestrazione”, spiega Sanjay Uppal, senior vice president e general manager, service provider and edge di Vmware, ma le implementazioni edge sono costituite da integrazioni proprietarie di hardware e software personalizzati ed è necessario invece puntare su un edge definito dal software, intelligente, programmabile. Vmware si muove in questo ambito con la proposta di Vmware Sase Orchestrator che diventa Vmware Edge Cloud Orchestrator.

Sanjay Uppal
Sanjay Uppal, Svp e GM, service provider ed edge, Vmware

Consente la gestione unificata di Vmware Sase e di Edge Compute Stack. Significa poter pianificare, distribuire, eseguire, visualizzare e gestire gli ambienti edge da un’unica console per agire da un unico punto sull’infrastruttura di calcolo edge, la rete e la sicurezza. Per questo si tratta di una proposta software-defined per agire su un’infrastruttura digitale distribuita che fa girare i carichi di lavoro su più postazioni, vicino agli endpoint che producono e consumano dati. Si estende fino a dove si trovano gli utenti e i dispositivi, che siano in ufficio, in viaggio o in fabbrica. E serve a prevedere un’infrastruttura di dimensioni corrette, orchestrazione pull-based (gli aggiornamenti di sicurezza e amministrativi vengono “tirati” dal carico di lavoro) e la programmabilità della rete (definita da Api e codice).

Nelle specifiche declinazioni, la strategia Vmware per l’edge è pronta a soddisfare le esigenze dei diversi verticali. Per esempio, la soluzione Vmware Retail Edge porta l’agilità, la facilità di gestione e la migliore sicurezza di Vmware Edge Compute Stack negli ambienti dei negozi al dettaglio. E per quanto riguarda le attività di rete dei service provider, sempre basato su Vmware Edge Compute Stack, Vmware Private Mobile Network offre la tecnologia Vmware integrata nelle piattaforme di gestione IT esistenti. Questo consente una rapida implementazione e gestione e orchestrazione senza sforzo.

Lavoro ibrido, Anywhere Workspace con l’AI

Abbiamo visto come i dati e l’intelligenza artificiale giochino un ruolo importante nell’abilitare l’automazione infrastrutturale, vale anche quando si tratta di implementare una strategia di lavoro ibrido che funzioni. Ma per massimizzarne i vantaggi è necessario un approccio olistico. Vmware a Las Vegas porta quindi nuove integrazioni AI alla piattaforma Anywhere Workspace proposta come piattaforma di lavoro ibrida per integrare l’esperienza digitale dei dipendenti, l’infrastruttura desktop virtuale e le app (la virtual desktop infrastructure e la proposta di Desktop as a Service) con la gestione unificata degli endpoint e la sicurezza. La strategia per un Autonomous Workspace si arricchisce ora con novità che riguardano la possibilità di utilizzare più etese fonti di dati e insight, integrate con le soluzioni dei partner tecnologici per migliorare la sicurezza e unificare la strategia di distribuzione delle app su desktop virtuali e applicazioni.

Vengono introdotti nuovi insights e playbook basati su dati ampliati e algoritmi di machine learning per migliorare le capacità di rimedio in ambito Dex così da risolvere in modo più tempestivo un maggior numero di problemi. Un esempio concreto è quello della possibilità per il team IT di essere avvisato in modo proattivo se un servizio di app SaaS va in tilt, e di portare ai dipendenti  subito la notifica al riguardo.
L’IT risolve più rapidamente l’interruzione senza dover gestire i ticket di assistenza in entrata, e i dipendenti non perdono tempo con servizi non disponibili. Inoltre la funzione Insights di Vmware, basata sull’intelligenza artificiale, fornisce ora un rilevamento delle anomalie che informa l’IT di potenziali problemi di esperienza per i dispositivi frontline e gli ambienti Vdi, oltre che per gli ambienti mobili e desktop.
Anche per quanto riguarda l’hybrid work l’evoluzione della proposizione di Vmware fa leva sulla collaborazione con i partner tecnologici. In questo caso, per esempio, Vmware collabora con Intel per l’integrazione cloud-native di Workspace One con Intel vPro. Questa integrazione chip-to-cloud semplifica la protezione e la gestione remota dei dispositivi di lavoro interamente dal cloud, senza bisogno di infrastrutture e software di gestione aggiuntivi on-premise. 
Infine, Vmware ha recentemente introdotto Apps on Demand, basato su Vmware App Volumes, per unificare la gestione delle app e distribuire in modo intelligente le app agli host delle app pubblicate o agli ambienti desktop non persistenti, il tutto in base all’utilizzo delle app in tempo reale. Ricordiamo che Vmware App Volumes facilita distribuzione e gestione delle app tra i desktop virtuali e sistemi di distribuzione di app di Vmware Horizon, Citrix, Microsoft e Amazon.

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