Con una presenza in 702 punti vendita e oltre 54mila dipendenti, Auchan è oggi uno dei principali retailer europei attivi nella distribuzione alimentare. L’azienda opera secondo un modello basato sia sul canale fisico (i punti vendita) sia phygital, che combina la rete di ipermercati, negozi di prossimità e corner ultra-locali con servizi digitali come drive-through, consegna a domicilio e click&collect. Al centro della strategia ci sono tre direttrici: garantire l’accesso ai beni essenziali, la qualità di servizio in ogni punto di contatto, e la riduzione dell’impatto ambientale dell’intera catena del valore.

Il contesto e il bisogno

Per meglio indirizzare le scelte strategiche, Auchan sceglie di intraprendere un percorso strutturato per ridurre del 25% le emissioni di carbonio entro il 2030, includendo Scope 1, 2 e soprattutto Scope 3, che rappresenta la quota più significativa delle emissioni per un retailer alimentare. La supply chain, in particolare, è uno degli ambiti più rilevanti sia in termini di emissioni sia di complessità operativa. Secondo Ademe, gli sprechi alimentari generati lungo la catena logistica possono infatti rappresentare fino al 5% delle emissioni complessive di una food supply chain.

E la logistica della grande distribuzione è un sistema molto articolato, che comprende l’utilizzo di milioni di pallet movimentati ogni anno. I pallet tradizionali, in legno e privi di tecnologie applicate, hanno limiti evidenti: non permettono il monitoraggio delle condizioni delle merci, non offrono tracciabilità in tempo reale, sono soggetti a rotture frequenti e richiedono sostituzioni costanti, con impatti sia economici sia ambientali. Per un retailer come Auchan, questa assenza di visibilità significa non poter intervenire tempestivamente su eventuali anomalie nel trasporto – in particolare per i prodotti freschi e refrigerati – con il rischio di deterioramento delle merci, costi non recuperabili e incremento dello spreco alimentare.

Diventa quindi necessario ripensare completamente il pallet, trasformandolo in un oggetto intelligente capace di fornire informazioni sul suo stato, sul percorso, sul trattamento delle merci e sulle condizioni ambientali a cui sono esposte. Un pallet in grado di creare valore, anziché rappresentare un costo e un rischio. La combinazione di sostenibilità, digitalizzazione e tracciabilità spinge pertanto Auchan a collaborare con Ibm Consulting per lo sviluppo di un nuovo standard logistico: un pallet progettato per essere più leggero, più durevole, riciclabile e soprattutto connesso, così da rendere la supply chain data-driven e coerente con gli obiettivi Esg del gruppo.

La soluzione, gli Smart Green Pallet

Il progetto con Ibm, gli Smart Green Pallet (Sgp) nasce proprio con questo obiettivo. Si tratta di pallet realizzati in plastica riciclabile, più leggeri del 30% rispetto a quelli in legno, progettati per durare in media otto anni e dotati di un sistema avanzato di sensoristica IoT.

Smart Green Pallet in corsia
Lo Smart Green Pallet di Ibm in azione in corsia

Al loro interno sono integrati sensori che rilevano costantemente temperatura, umidità, urti, vibrazioni e geolocalizzazione, rendendo possibile un monitoraggio continuo lungo tutto il flusso logistico. I dati raccolti vengono inviati in tempo reale alla piattaforma cloud sviluppata da Ibm, dove vengono analizzati e visualizzati attraverso dashboard intuitive, accessibili a produttori, trasportatori, piattaforme distributive e punti vendita.

Il progetto pilota, avviato con 10mila pallet distribuiti tra due magazzini e quattro negozi Auchan, permette di validare la soluzione in uno scenario operativo reale. E l’esito della sperimentazione conferma che è possibile ridurre i rischi di deterioramento dei prodotti, individuare anomalie durante trasporto e stoccaggio e intervenire con azioni correttive immediate.

Alex Bauer
Alex Bauer, direttore generale Ibm Consulting, Francia

Spiega più in dettaglio Alex Bauer, direttore generale di Ibm Consulting France: “Insieme ai nostri partner abbiamo creato e implementato una soluzione operativa innovativa che monitora continuamente la temperatura lungo tutto il flusso logistico per garantire la sicurezza alimentare dei prodotti. Basata su un modello di economia circolare, questa innovazione ottimizza l’uso dei container logistici e offre un ritorno sull’investimento molto breve, facilitandone l’adozione da parte di tutti gli attori della catena”. Il valore della soluzione non è quindi solo tecnologico, ma anche ergonomico.
Il peso inferiore dei pallet riduce lo sforzo fisico degli operatori, migliora la sicurezza sui luoghi di lavoro e contribuisce a un ambiente più efficiente. “In questo modo la nostra logistica diventa più connessa, efficiente e pronta ad indirizzare le esigenze logistiche – si aggancia Franck Descamps, direttore della logistica di Auchan –. Smart Green Pallet, in particolare, rappresenta un passo concreto verso una catena di approvvigionamento responsabile, in grado di conciliare le esigenze operative con il nostro impegno ambientale”.

I vantaggi, impatto ambientale e riduzione delle emissioni

Gli Smart Green Pallet contribuiscono direttamente al percorso di decarbonizzazione di Auchan. L’azienda stima che l’adozione della soluzione Ibm permetterà una riduzione di oltre 21mila tonnellate di CO₂ in otto anni.

Franck Descamps
Franck Descamps, direttore della logistica di Auchan

Questo risultato è legato alla maggiore durata dei pallet, al loro minor peso, alla diminuzione del numero di sostituzioni e soprattutto alla capacità di ridurre lo spreco alimentare attraverso un controllo costante delle condizioni dei prodotti freschi e refrigerati.
La componente IoT svolge dunque un ruolo cruciale: oltre alla possibilità di intervenire subito in caso di variazioni termiche o di urti che potrebbero compromettere l’integrità delle merci, ogni pallet diventa così una fonte di dati utili non solo per gestire l’operatività quotidiana, ma anche per pianificare meglio i trasporti, ottimizzare i percorsi e prevedere i consumi energetici legati alla catena del freddo.

Sul piano economico, oltre al tema della durabilità dei pallet, il peso inferiore contribuisce ad abbassare i consumi di carburante durante il trasporto: un beneficio immediato sia sui costi operativi sia sulle emissioni Scope 3. E la possibilità di ottenere dati accurati lungo tutta la filiera consente di avvicinare gli obiettivi Esg. La logistica diventa trasparente, misurabile e reportabile: un elemento centrale nella relazione con istituzioni, investitori e consumatori. Infine, la componente ergonomica rappresenta un valore aggiunto per il capitale umano. Operatori e magazzinieri possono contare su strumenti più leggeri, maneggevoli e sicuri, con un impatto positivo sulla qualità del lavoro.

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