E’ effettiva dal 20 aprile la nomina di Ayman Antoun come chief executive officer di OpenText. Il manager vanta oltre trentacinque anni di esperienza internazionale nel settore tecnologico e una lunga familiarità con i temi della trasformazione digitale su larga scala. La nomina si inserisce in una fase in cui l’azienda punta a rafforzare il proprio posizionamento nella gestione dei dati per l’enterprise AI, facendo leva sull’integrazione tra informazioni affidabili, cloud e automazione. Nel nuovo incarico, Antoun guiderà l’organizzazione globale focalizzata sul supporto alle imprese nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale a partire dai propri dati e dalle piattaforme OpenText. Il suo profilo combina leadership operativa, sviluppo del business e costruzione di relazioni di lungo periodo con clienti e istituzioni, elementi centrali in un mercato in cui i programmi di AI richiedono governance, sicurezza e capacità di execution. Prima di entrare in OpenText, Antoun ha ricoperto ruoli di vertice in Ibm, dove è stato più recentemente president of Ibm Americas, con la responsabilità di un business multimiliardario esteso tra Stati Uniti, Canada e America Latina. In precedenza è stato anche presidente di Ibm Canada e ha guidato Ibm Global Technology Services, maturando esperienza nella gestione di iniziative digitali complesse nei settori pubblico e privato. Antoun siede inoltre nei board di OpenText e TD Bank Group, portando competenze che spaziano da tecnologia enterprise e operations fino alla cybersecurity, alle risorse umane e all’innovazione digitale.
Cambio al vertice in Ricoh Italia e Mauden, Alberto Mariani assume il ruolo di chief executive officer di entrambe le realtà del gruppo. Il manager raccoglie il testimone da Davide Oriani per Ricoh Italia e da Roberta Viglione per Mauden, in una fase in cui il posizionamento dell’azienda si sposta verso servizi digitali, integrazione IT e trasformazione del workplace. Il nuovo Ceo riporterà direttamente a David Mills, Ceo di Ricoh Europe, e manterrà anche il ruolo europeo di chief digital investment officer, continuando a occuparsi delle strategie di investimento e sviluppo internazionale.
Quello di Mariani è profilo cresciuto internamente: entrato in Ricoh Italia oltre ventitré anni fa, ha ricoperto incarichi di responsabilità nelle aree marketing, vendite e business development, per poi proseguire il proprio percorso a livello Emea in posizioni C-level. In questo contesto Mariani ha contribuito alla trasformazione di Ricoh da vendor focalizzato sul printing a player attivo nei servizi digitali, accompagnando anche oltre venti operazioni di acquisizione in Emea. La nomina valorizza il lavoro svolto da Davide Oriani, che ha guidato Ricoh Italia in una fase di cambiamento e ne ha sostenuto l’espansione nel mondo IT anche attraverso le acquisizioni di Npo Sistemi e, appunto, Mauden. Con questo passaggio, Ricoh punta a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo come workplace integrator sul mercato italiano.
Ida, Italian Datacenter Association, affida a Luca Beltramino la presidenza dell’associazione per il triennio 2026-2028.
Il comparto dei data center è centrale nei processi di digitalizzazione, per la crescita del cloud e nello sviluppo dell’edge computing in Italia e Beltramino succede a Sherif Rizkalla che ha guidato l’associazione nel suo percorso di consolidamento istituzionale.
La nomina valorizza un profilo con oltre venticinque anni di esperienza internazionale nelle infrastrutture digitali, nelle telecomunicazioni e nella trasformazione tecnologica. Nel corso della sua carriera, Beltramino ha ricoperto ruoli di vertice in alcune delle principali realtà del settore, tra cui Equinix Italia, Uptime Institute, Supernap Italia, Interxion – oggi Digital Realty – e più recentemente Rai Way, dove come chief data center officer ha seguito lo sviluppo di infrastrutture data center su scala nazionale.
Beltramino è inoltre co-fondatore di Ida e già vicepresidente dell’associazione, oltre ad avere promosso iniziative strategiche come Open Hub Med.
La governance di Ida è chiamata ad indirizzare la domanda di capacità computazionale, servizi cloud e interconnessione che continua a crescere, spingendo il settore a confrontarsi con temi come sostenibilità, resilienza e competitività infrastrutturale. Con la nomina, Ida punta a rafforzare il proprio ruolo di interlocutore tra industria e istituzioni, accompagnando l’evoluzione dell’ecosistema dei data center nel Paese
Con la nomina di Virendra Shelar a executive officer, presidente e Ceo di Omron Europa, l’azienda rinnova la guida del business Industrial Automation in Emea.
Il manager, di stanza a Hoofddorp (Paesi Bassi), presso l’headquarter europeo del gruppo, assume l’incarico in una fase in cui automazione industriale, sostenibilità e trasformazione digitale convergono in modo deciso.
Shelar porta nel nuovo ruolo oltre 25 anni di esperienza nei contesti high-tech, di leadership development e di trasformazione del business. Entrato in Omron nel 2014, ha ricoperto una serie di incarichi di crescente responsabilità, tra cui quelle di presidente di Omron Management Center Asia Pacific, general manager del Global HR Strategy Department, chairman di Omron Management Center Europe e senior general manager of Global Business Operations and Services per il business Industrial Automation.
Nel corso di questo percorso Shelar ha lavorato su strategia, trasformazione organizzativa, sviluppo della leadership, sostenibilità e digital transformation. La nomina segna anche il passaggio di testimone con Fernando Colás, che lascia il ruolo esecutivo dopo oltre 40 anni nell’azienda e dopo aver guidato il business europeo nella fase di consolidamento e crescita. L’azienda sottolinea la continuità tra il lavoro svolto finora e la nuova fase affidata a Shelar, chiamato a proseguire sul terreno dell’innovazione e dello sviluppo del mercato Emea. Per Omron, il nuovo Ceo rappresenta dunque una scelta interna orientata a valorizzare esperienza internazionale, conoscenza dell’organizzazione e capacità di execution in un mercato in cui l’automazione industriale è sempre più legata alla resilienza e alla competitività manifatturiera.
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