Nel dibattito sulla sovranità digitale in Italia l’attenzione si concentra soprattutto sulle risorse di calcolo e di controllo dei dati: dove si trovano i data center, chi custodisce le chiavi crittografiche, quale giurisdizione si applica ai dati. Riceve in genere meno attenzione il layer applicativo con cui imprese e pubbliche amministrazioni comunicano ogni giorno, al proprio interno e con clienti e cittadini: centralini, contact center, strumenti di collaborazione, canali di messaggistica e, sempre più spesso, assistenti virtuali basati sull’AI che rispondono al telefono o in chat. Anche lì transitano dati personali e informazioni riservate, e la questione di chi governa le piattaforme si pone negli stessi termini in cui viene discussa per il cloud, a partire dalla dipendenza da fornitori extraeuropei. È in questa direzione che va letta l’operazione con cui il gruppo Tim rileva il 70% di VoiSmart, azienda italiana che sviluppa piattaforme proprietarie per le comunicazioni unificate e omnicanale, per il Wifi destinato ai visitatori di spazi pubblici e commerciali e per l’automazione del customer care con l’intelligenza artificiale. VoiSmart entra in Tim Enterprise, la business unit che segue grandi aziende, PA e settori strategici.
Il portafoglio di VoiSmart
Attiva da oltre vent’anni e qualificata come Pmi innovativa, VoiSmart dichiara un team di più di 50 persone, per tre quarti ingegneri e ricercatori, e oltre 1.200 clienti. L’offerta si articola in quattro aree. La prima è la comunicazione unificata, costruita attorno a Orchestra, il centralino VoIP disponibile anche in cloud, affiancato da chat e videocollaborazione e da una linea di telefoni IP prodotti da partner manifatturieri sulle specifiche dei laboratori interni. La seconda è l’omnicanalità, con una piattaforma che riunisce in un unico ambiente WhatsApp, email, webchat e social. La terza riguarda gli assistenti virtuali: voicebot e chatbot che gestiscono le richieste ricorrenti, fissano appuntamenti e passano la conversazione all’operatore quando serve, utilizzabili anche con centralini già installati. La quarta, sviluppata con il marchio inPiazza, porta la rete Wifi dentro gli spazi fisici: accesso ospiti, proximity marketing, Passpoint, analisi dei flussi di presenza e navigazione indoor tramite QR code con la soluzione 2Guide.
I mercati di riferimento sono PA, sanità, aeroporti, retail, trasporti e banche. Tra i casi pubblici, per esempio, figurano la modernizzazione della rete voce ospedaliera dell’Asl di Latina con Orchestra e il percorso digitale dei passeggeri di Aeroporti di Roma basato sul Wifi inPiazza; tra i loghi dei clienti esposti compaiono anche Generali, Regione Lombardia, Humanitas e il gruppo Save dell’aeroporto di Venezia. La società è certificata Iso 9001, Iso 14001 e Iso 27001.
Perché Tim sceglie VoiSmart
L’obiettivo dichiarato dal gruppo è estendere il perimetro delle tecnologie direttamente governate nel VoIP, nell’omnicanalità, nella collaboration e nell’AI, riducendo la dipendenza da tecnologie di terze parti. La mossa si inserisce nel percorso con cui gli operatori cercano di spostare valore verso software e servizi (da telco a tech-co), un percorso che passa anche per acquisizioni mirate, in un mercato Ict in cui il consolidamento tende a premiare la specializzazione e in cui le operazioni nel comparto tecnologia, media e telecomunicazioni rispondono a priorità ridisegnate dall’AI.

Letta alla luce del portafoglio attuale di Tim Enterprise, la scelta assume una fisionomia precisa. La business unit presidia già lo strato infrastrutturale, con la rete di data center del gruppo, la partecipazione al Polo Strategico Nazionale, gli accordi con gli hyperscaler e quelli con Nvidia sulla capacità di calcolo per l’AI. VoiSmart porta software proprietario nel livello in cui l’utente finale entra in contatto con i servizi: la telefonata al centralino di un ospedale, la chat con un ufficio pubblico, la connessione Wifi in un terminale aeroportuale. Mirko Mischiatti, chief Enterprise and Innovative Solutions officer di Tim, spiega così: “]…[ È un ulteriore tassello della nostra offerta per la sovranità digitale di imprese e pubbliche amministrazioni. Per chi gestisce servizi critici, poter contare su tecnologie sviluppate e controllate in Italia significa avere garanzie concrete su dove risiedono i dati e su come vengono governati i processi di comunicazione”.
Il secondo elemento riguarda il ruolo crescente dell’AI nei canali vocali e di messaggistica, dove voicebot e chatbot elaborano conversazioni che contengono dati personali e richieste di servizio. Per Mischiatti il punto rientra in una dinamica più ampia: “]…[ Con la crescente convergenza tra connettività, cloud e intelligenza artificiale, il controllo delle piattaforme è una condizione di competitività per le imprese e di efficienza per la pubblica amministrazione”. Pesa inoltre la sovrapposizione tra i clienti di VoiSmart, concentrati in PA, sanità e infrastrutture di trasporto, e i segmenti su cui Tim Enterprise concentra la propria offerta. Una nota: tra i clienti presentati sul sito di VoiSmart figura già Tim, accanto a Fastweb+Vodafone. Il rapporto tra le due società, quindi, non nasce con l’acquisizione. Non si chiarisce ancora invece come saranno gestite le forniture ad altri operatori né il ruolo della rete di distributori e rivenditori attraverso cui VoiSmart commercializza le proprie soluzioni.
Governance e strategie
Biagio Passaro, finora amministratore unico e socio di maggioranza attraverso Girasoli, assume la carica di amministratore delegato e resta nel capitale come socio di minoranza insieme ai principali soci precedenti. Gli accordi prevedono opzioni put e call che consentiranno a Tim di acquisire la quota residua entro il 2030: uno schema frequente nelle acquisizioni di società di prodotto, che mantiene il team fondatore coinvolto nella fase di integrazione.

Passaro ripercorre così l’impostazione originaria della società: “Quando abbiamo fondato VoiSmart, la nostra ambizione era trasformare ricerca e innovazione sviluppate in Italia in tecnologie capaci di competere sul mercato”. Il passaggio sotto il controllo del gruppo, nella sua lettura, ha una doppia valenza: “]…[ significa rafforzare la capacità dell’Italia di sviluppare e governare tecnologie strategiche per le comunicazioni digitali, creando al tempo stesso le condizioni per portare le nostre soluzioni a una scala molto più ampia, in Italia e sui mercati internazionali”.
La cronologia dell’operazione attraversa un cambio al vertice di Tim Enterprise. Il closing di settembre è avvenuto quando la business unit era ancora guidata da Elio Schiavo; l’annuncio porta invece la firma di Mischiatti, in carica dal 19 ottobre e proveniente da Poste Italiane, dove dal 2020 era responsabile della funzione Digital, Technology & Operations. Poste, che dopo l’Opas controlla l’86,9% di Tim, esercita sulla telco attività di direzione e coordinamento. VoiSmart entra così nel perimetro di un gruppo in piena fase di integrazione industriale. Sul piano operativo, la nota indica come prossimo passo lo sviluppo di nuove soluzioni cloud e AI, nella convergenza tra connettività, fonia, collaboration e customer engagement. Non si entra però nel dettaglio di come il catalogo di VoiSmart sarà integrato nell’offerta di Tim Enterprise, se i marchi Orchestra e inPiazza resteranno riconoscibili e quale roadmap seguiranno i prodotti.
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