“L’AI è uno dei principali driver della trasformazione digitale della pubblica amministrazione e oggi, in Italia, questa evoluzione si traduce in un progetto concreto”.
E’ la conferma da parte di Vanessa Fortarezza, executive vice president e general manager di Salesforce Italia, del completamento di un importante progetto che vede Salesforce portare la strategia agentica nel mondo government. “Con la pubblica amministrazione italiana abbiamo in cantiere da circa sette mesi un progetto importante, che potrà vedere la luce entro l’autunno, che ci permetterà di mostrare come verranno gestiti alcuni processi fondamentali per la pubblica amministrazione”, aveva anticipato Fortarezza nei giorni di Dreamforce, declinando la strategia del vendor californiano per il mercato italiano. Il riferimento va all’iniziativa, nata nell’ambito del programma di razionalizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione, presentata in questi giorni dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e da Consip.
Si tratta di MePA Light, una nuova piattaforma di agenti AI pensata per semplificare gli acquisti pubblici con importo inferiore a 5.000 euro, con l’obiettivo di semplificare la gestione dei piccoli acquisti, garantendo al tempo stesso la completa tracciabilità e digitalizzazione delle procedure. “Con MePA Light le amministrazioni possono gestire l’intera procedura in un unico ambiente digitale, riducendo passaggi burocratici e attività manuali” precisa Consip, mettendo l’attenzione sul comparto degli “acquisti minori” che genera annualmente un valore complessivo di circa 5 miliardi di euro (fonte: Anac).
La nuova piattaforma, realizzata su tecnologia Salesforce con il partner Accenture, utilizza agenti AI per accompagnare gli utenti durante la procedura di acquisto partendo dalla descrizione del fabbisogno, in linguaggio naturale o da un documento disponibile, trovando informazioni e normative, fino a predisporre documenti alla firma e all’invio dell’atto. Con la possibilità di allargare l’interesse economico anche verso operatori non ancora abilitati al MePA, come Pmi, startup, ditte individuali e aziende estere, garantendo una maggiore apertura.
“È un progetto unico nel suo genere – precisa Fortarezza – ed è un esempio concreto di come l’AI, quando è integrata nei processi e progettata nel rispetto delle regole, semplifica attività complesse mantenendo controllo e conformità, indispensabili in un settore regolato come quello in cui opera Consip” sottolineando come MePA Light sia tra i 10 più importanti progetti di trasformazione agentica basata su Agentforce guidati da Salesforce.
L’approccio consulenziale
Agentforce, annunciato tre anni fa, è in questa nuova fase un layer agentico dove è possibile costruire agenti interni o utilizzare agenti esterni di altri sviluppatori. Sia per la pubblica amministrazione sia per le aziende private. “In Europa, la diffusione dell’intelligenza personale nelle aziende è più bassa che negli Stati Uniti e in Italia è più bassa rispetto alla media europea – fotografa Fortarezza -. Questo significa che c’è alto potenziale. Fare entrare l’AI nelle aziende o nella PA attraverso una interfaccia unificata e semplificata può essere la strada per accelerare l’adozione”. Come nel caso del progetto MePA Light.

Non è solo questione di tecnologia: “Serve un approccio consulenziale per capire quale architettura ha il cliente e verso quale architettura dovrà tendere. Ma soprattutto quali sono i benefici che può raggiungere inserendo sistemi agentici in alcuni dei suoi processi. Partendo da sessioni di brainstorming insieme ai clienti capiamo se e dove applicare l’AI e quali i benefici attesi. E’ un lavoro complesso che dura mesi, ma l’approccio è quello dell’advisory”.
Dal punto di vista tecnologico, il recente annuncio di AI Force supera l’interfaccia tradizionale, e presenta una interfaccia dinamica, componibile, aperta alle preferenze dei clienti. “L’apertura di Salesforce verso il mondo esterno, in un mercato dove la ricorsa all’AI è costante, dà alle aziende la possibilità di muoversi a piacimento all’interno di un ecosistema di AI e modelli esterni, permettendo alle aziende di interfacciarsi con il Crm di Salesforce da qualsiasi piattaforma prediligono. Il fatto che Salesforce abbia costruito una soluzione con Nvidia, che abbia stretto una partnership con Anthropic per dare vita a Cloudeforce, che si sia aperta al confronto con Sam Altman di OpenAI mostra la capacità della nostra piattaforma di essere inclusiva”.
I risvolti italiani di Dreamforce
Anche in Italia Salesforce sta “prodottizzando i propri agenti” in modo che i clienti possano utilizzare agenti già composti per rispondere a dei workflow abituali. “La nostra AI sarà la convergenza tra il mondo probabilistico dell’AI generativa e il mondo deterministico delle soluzioni di Salesforce che ben conosciamo, basato sui nostri dati, che indirizzano aree tipiche del Crm, dal marketing all’ecommerce, ai servizi in modo sicuro”.
Un esempio: un modello generativo potrebbe suggerire a un venditore di concedere a un cliente uno sconto del 18% mentre l’AI agentica compie un passo successivo di gestione attiva, analizzando lo storico del cliente, le regole e la governance aziendale, e arrivando a proporre uno sconto su misura. E precisa: “I dati dei clienti rimangono in mano ai clienti anche quando entrano in Salesforce, noi non li usiamo per allenare i modelli esterni, nel rispetto delle normative Gdpr e dell’AI Act. Un presupposto fondamentale anche per lavorare con la pubblica amministrazione, dove serve ottenere le certificazioni corrette”.
Ma ci sono mercati regolamentati in cui si valuta anche la “prudenza” degli agenti, come quello bancario dove la stipula di un contratto di mutuo può essere gestita quasi completamente in autonomia se si tratta di mutui di medio basso importo, ma richiede agenti preconfigurati decisamente esperti se si tratta di decidere grandi importi.”Gli agenti non sposano, nello stesso modo, esigenze analoghe – conclude -. Ma il primo scoglio che incontriamo nelle aziende è la qualità dei dati per trainare i modelli. Le aziende devono così gestire tutti i dati in un unico data lake, evitando di replicare dati su più sistemi”.
Il recente incontro di Marc Benioff, Ceo si Salesforce, con 23 amministratori delegati italiani a Milano è stato “illuminante“, racconta Fortarezza. “Ha fatto un giro di tavolo chiedendo ad ognuno dei Ceo qual fosse la propria visione dell’AI, seguendo un modello replicato a Londra, Parigi e in Svizzera. Quello che ha notato, rispetto al mercato americano, è che i Ceo europei hanno idee meno chiare, sono molto più timorosi: tutti provano l’AI a livello di pilota, ma per capirla davvero dovrebbero calarla in un progetto avendo chiaro il punto di partenza ma anche l’obiettivo di arrivo, con una strategia di ritorno dell’investimento molto precisa. Questo passaggio spesso manca ed è lo stesso passaggio che abbiamo fatto noi in Salesforce, cercando di capire dove possiamo utilizzare l’AI e con quali ritorni”. La regola del gioco vale per qualsiasi azienda e PA: se non si cambia, il rischio è quello di rimane fuori dal mercato.
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