Oramai, nella logica del software-defined-everything, anche il data center vive una fase di nuova progettualità, nella quale si richiede al “fortino” dentro il quale si barrica il datacenter di essere sempre più intelligente, trasparente, modulare, visibile e gestibile dai clienti.
La fase Software Defined Data Center (SDDC) conferma un modello di data center moderno nel quale DATA4 si ritrova, continuando nella strategia di realizzare “Smart Datacenters for Next-Generation Colocation” lanciata due anni fa, che abbina la gestione dei dati, l’analisi e l’intelligenza artificiale a una maggiore automatizzazione per offrire servizi flessibili di colocation (dal rack alla sala IT, fino al building dedicato).
La strategia parte dal concetto che il data center è un asset di business e non solo dell’IT, per questo la sua gestione deve essere trasparente agli utenti, sia in termini di costi che di benefici. “Il risultato poi è l’insieme di quattro fattori – esordisce Olivier Micheli, Ceo di DATA4, incontrato a Milano –: la qualità, la locazione, la certificazione Tier4 e il consumo energetico”.

Olivier Micheli, Ceo di DATA4
Olivier Micheli, Ceo di DATA4

In Italia, l’azienda francese conferma l’investimento per il quarto data center a Cornaredo, con la stessa logica dei data center di Parigi e Lussemburgo. “Gestione semplificata, visibilità in tempo reale e agilità nell’orientare le risorse IT e gli obiettivi di business sono i parametri degli smart datacenter” sintetizza Micheli, a Milano per presentare ai clienti il quarto data center di livello Tier 4, che coprirà un’area di 2000 metri quadri, offrendo fino a 3MW di potenza IT. “Un data center modulare e allineato ai criteri di sostenibilità ambientale del gruppo europeo con  efficienza energetica confermati da un valore PUE (Power User Effectiveness) prossimo a 1” precisa il Ceo.

Forte dei risultati 2017 raggiunti dalla filiale italiana (+63% di crescita di fatturato rispetto al 2016) Davide Suppia, country manager in Italia, parla di un investimento che dai 140 miliardi di euro ad oggi (per la costruzione dei 3 data center attivi e del quarto in corso) salirà a 250 milioni di euro nell’arco di dieci anni, con la realizzazione complessivamente di 10 building sull’area di 10 ettari. “Siamo in grado di costruire un data center in sette mesi, di tier 4, con connettività elevata – precisa Suppia -. Perché questo è il nostro mestiere: costruire data center di alto livello da zero. Anche sull’area di Cornaredo, dove avevamo rilevato le strutture di Italtel, abbiamo smantellato il tutto per costruire secondo i nostri standard, sin dalla prima pietra”.

“Il nostro modello è uguale ovunque operiamo – precisa Micheli -: DATA4 progetta, finanzia e realizza in toto i proprio data center, dall’inizio alla fine, con quattro partner storici e li replica, nel medesimo formato, in tutta Europa. Prossima anche l’inaugurazione del data center di Madrid, con un piano di sviluppo che vede allargare la presenza anche in Spagna, finora non presidiata. Crediamo molto nelle potenzialità di business nel Sud Europa, e lo crede anche il fondo AXA Group che ha rilevato l’azienda, finanziando la nostra crescita”.

Le specifiche italiane

Il quarto data center a Cornaredo, certificato ISO 9001 e 27001, testimonia come il mercato italiano sia estremamente dinamico in termini di colocation e hosting delle infrastrutture IT, considerando che gli spazi IT disponibili dei primi tre siti sono stati quasi tutti allocati. “Uno dei data center è completamente occupato da IBM, e gli altri sono allocati a una pletora ampia di clienti diversi – precisa Suppia -. Tra questi anche Var Group che utilizza il nostro sito per replicare parte del data center in centro Italia a supporto dei clienti. E la conferma del piano di investimenti di DATA4 per il nostro Paese, con la costruzione di altri building, non potrà che consolidare il nostro posizionamento. E la scelta di stare a Milano è per molti clienti vantaggiosa rispetto a chi è dislocato in periferia”.

In Italia il modello per raggiungere il cliente finale si avvale di partner che erogano servizi alle aziende e che spingono il cliente a cogliere gli aspetti intelligenti del data center. A loro compete circa il 65% del business, mentre il restante viene raccolto in modo diretto dal team di DATA4, composto da una decina persone negli uffici di Cornaredo. “Ormai i data center sono parte delle infrastrutture e devono avere un assetto dinamico ed operare a fisarmonica per rispondere a picchi o a cali di richieste. Oggi abbiamo due tipologie di utenti che richiedono queste componenti: i large cloud provider e le aziende end user che devono scalare le loro richieste”

Davide Sappia
Davide Suppia, country manager DATA4 in talia

precisa Suppia.

I clienti vogliono migliorare l’erogazione dei servizi, efficientare i costi, evitare il downtime, essere conformi alle normative e avere visibilità e trasparenza sui kpi. “Processi che dal nostro punto di vista possono essere gestiti attraverso un Data Center Smart che garantisca meno rischi, la compliance, la gestione e le performance delle applicazioni” precisa Jerome Totel, VP Sales Engineering & Product Development.

Due bundle

Nello specifico D4 Smart Datacenter è una soluzione integrata, basata su soluzioni DCIM 2.0, che consente una visibilità in tempo reale delle infrastrutture data center & IT in colocation, permettendone una gestione proattiva. Fruibile sia che si utilizzi un singolo rack o una room dedicata, D4 Smart Datacenter mette a disposizione attraverso un portale web le informazioni: visibilità end-to-end 24×7 sul funzionamento dell’infrastruttura (migliorando i tempi di risposta e prevenendo potenziali criticità), prestazioni, gestione delle infrastrutture, conformità ai criteri di Corporate Social Responsibility. E’ disponibile in due bundle, con la soluzione D4 Infrastructure DCIM e in modalità as a service, D4 DCIM-aaS. “La soluzione DCIM 2.0 conferisce una visibilità accresciuta delle risorse in tempo reale e una nuova agilità per facilitare le decisioni strategiche” pecisa Totel. E conclude con una battuta: “Il nostro desiderata sarebbe quello di virtualizzare tutte le componenti del data center, fino al muro, in modo intelligente”.

Rendering dell’area di Cornaredo

 

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