Pensare alle poste italiane come erano anche solo dieci anni fa e tentare un confronto con Poste Italiane oggi sarebbe davvero difficile. Tanti sono i passi avanti compiuti e in diversi ambiti. Poste dopo aver diversificato attività e business ed essere entrata nell’era digitale, inizia a raccogliere i frutti di questi sforzi.

La Spa controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti (per il 35%), dopo gli anni dei tagli del personale – dal 1998 al 2002 Passera realizzò un taglio di 22mila unità – ha assimilato la cura di Massimo Sarmi (dal 2002) che ha portato l’azienda a chiudere i bilanci in utile per dieci anni consecutivi con profitti crescenti. Si è puntato a creare valore investendo in innovazione tecnologica e logistica, sull’ampliamento della gamma dei prodotti e servizi (anche con il rischio di fare troppe cose non tutte bene) e anche su qualche acquisizione.

Il Gruppo Poste Italiane oggi è guidato da Matteo Del Fante e scala anche le classifiche di rating internazionali. Per esempio la Global 500 elaborata da Brand Finance la posiziona dal 161esimo posto (dell’anno scorso) al 53esimo, per il miglioramento della valutazione nel settore assicurativo, un ambito al centro dell’attenzione di tutto il comparto banking (basta pensare alla strategia di Intesa SanPaolo). Poste è oggi segnalata anche per il miglioramento nell’attenzione all’ambiente e alle tematiche Esg (Environmental, Social, Governance), come per la brand financial performance, quest’ultima sostenuta dalle migliorate prospettive di profittabilità (misurate da loyalty, fatturato, margini).

Piano Deliver 2022, passi avanti

Poste Italiane continua a modernizzare la propria infrastruttura IT, sulla base di uno sforzo finanziario complessivo da 2,8 miliardi di euro annunciato nel Piano Deliver 2022 (febbraio 2018), in settori quali le piattaforme cloud, la gestione dei dati e delle Api (Application Programming Interface). Poste Italiane ha scelto di creare un ambiente sicuro di open innovation, su cui possono essere innestati i servizi di partner specializzati per arrivare sul mercato in modo più rapido.

Da qui oggi la finalizzazione degli accordi di Poste Italiane con aziende innovative italiane e internazionali nei settori della logistica, della consegna dell’ultimo miglio, nei servizi finanziari e nei pagamenti.

Tra gli ultimi investimenti di Poste, Del Fante annuncia infatti lo stanziamento di 200 milioni di euro per gli accordi di partnership tecnologica. Quattro sono quelli già firmati. Sono stati presentati in un evento dedicato a Londra e riguardano la società di logistica sennder, la società di consegne a domicilio Milkman, i servizi finanziari di Moneyfarm (partnership già in essere da settembre 2019) e Tink.

Sennder, per esempio, utilizza la tecnologia per massimizzare la saturazione e la flessibilità nel trasporto stradale a lungo raggio. L’azienda ha gestito quasi 8 milioni di pacchi per Poste Italiane tra il black friday e il periodo natalizio. Ora si punta a intensificare la joint venture per applicarla all’intero full truck load del Gruppo, con l’obiettivo di ridurre i costi di 100 milioni di euro all’anno.

Milkman invece è una startup per la consegna a domicilio il cui focus è migliorare l’esperienza del cliente in ambito e-commerce, con l’offerta di più opzioni di consegna programmata, inizialmente a Roma, Milano e Torino.

L’accordo con Moneyfarm prevede invece la distribuzione ai clienti di Poste Italiane, per l’offerta PosteMoney Investimenti, di un servizio digitale di gestione patrimoniale in Etf con 7 linee di investimento, due delle quali esclusive per i clienti Poste.

E infine Tink supporterà Poste con una serie di proposte in ambito open banking derivanti da un contesto in continua evoluzione determinato dalla nuova regolamentazione Psd2 (Poste Italiane ha investimento nell’ultima raccolta fondi ed è entrata nel capitale di Tink).

Matteo Del Fante, Ceo di Poste Italiane
Matteo Del Fante, Ceo di Poste Italiane

A Londra, Del Fante conferma la scelta di ampliare l’offerta per gli oltre 35 milioni di clienti nei settori finanziario, assicurativo, dei pagamenti, della telefonia e della logistica e di volerlo fare combinando lo sviluppo interno all’azienda con le soluzioni esterne, con focus sui processi e sull’esperienza cliente. Spiega Del Fante: “Poste Italiane sta collegando le innovazioni prodotte all’interno, come la nostra soluzione di codice QR Postepay, per guidare con successo la transizione in Italia dai pagamenti in contanti a quelli digitali, con partnership con start-up tecnologiche specializzate, rese possibili dalla nostra nuova piattaforma informatica basata sull’open innovation ]…[“.

Codice PostePay

E’ infatti recente l’annuncio relativo a Codice PostePay, per cui sarà possibile pagare nei negozi convenzionati semplicemente inquadrando il QR code e autorizzando il pagamento direttamente nell’app Postepay (un miliardo di transazioni gestite nel 2019 su 27 milioni di carte in circolazione). Marco Siracusano, AD di PostePay spiega così lo sviluppo del servizio, “abbiamo identificato l’opportunità di proporre un’offerta di acquiring completamente digitale, utilizzando i codici QR, che contribuirà ad accelerare la trasformazione dell’Italia dall’utilizzo dei contanti nei pagamenti a soluzioni digitali, utilizzando una tecnologia molto nota nei principali mercati asiatici”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA