Safer Internet Day (Sid) è una giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi che comporta utilizzare Internet. La ricorrenza è stata istituita dall’Unione Europea nel 2004, è coordinata da Insafe e ricorre il secondo giorno della seconda settimana del mese di febbraio. In ogni Paese è prevista una serie di iniziative per promuovere l’utilizzo consapevole della Rete, iniziative coordinate dai Safer Internet Center nazionali.

Non è un caso se in questa ultima settimana grande attenzione al tema è stata dedicata anche dal nostro Governo, infatti, in Italia questa funzione è in capo al progetto Generazioni Connesse coordinato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca che dal 2012 unisce in un Consorzio l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, l’agenzia stampa Dire, la Cooperativa Edi, l’Università La Sapienza di Roma, l’Università degli Studi di Firenze, il Movimento Difesa del Cittadino.

 Al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, a Napoli, youtuber, influencer e giovani attivisti, insieme a istituzioni, decisori politici ed esperti, hanno animato Sid 2020 e l’evento si è svolto in presenza della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. E’ coordinatrice del Safer Internet Centre italiano, il centro italiano per la sicurezza in Rete e così si è espressa: “Di fronte alle sfide e ai pericoli della Rete e del digitale i nostri ragazzi non sono soli”.

Nell’occasione è stata presentata la ricerca di Generazioni Connesse curata da Skuola.net, Università degli Studi di Roma La Sapienza e Università degli Studi di Firenze. Segnali confortanti e di allarme allo stesso tempo . 9 ragazzi su 10 raccontano di aver parlato con i docenti di temi legati all’educazione digitale almeno una volta. Solo il 4% degli intervistati si definisce “poco connesso”.

Secondo l’indagine, infatti, ben il 46% dei ragazzi sentiti (oltre 5mila studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado, i soggetti potenzialmente più esposti) dichiara di navigare 3-4 ore al giorno, il 23% addirittura 5-10 ore. Oltre tre ragazzi su dieci hanno vissuto episodi di cyberbullismo. Di questi, 3 su 4 li hanno segnalati o ha chiesto consiglio a qualcuno su come comportarsi.  Cominciano a fare effetto le campagne sull’uso consapevole della Rete. La percezione dei rischi sale: ad esempio, 9 su 10 si dicono infastiditi quando, navigando, s’imbattono in episodi di cyberbullismo.    

Ne abbiamo parlato in un recente contributo, che aveva come tema proprio l’attenzione per i minori e il cyberbullismo. Unicef in proposito documenta che a livello mondiale, oltre 1 studente su 3 fra i 13 e i 15 anni ha vissuto esperienze di bullismo.

E in occasione di Safer Internet Day è partita la nuova campagna nazionale del Moige, alla cui presentazione ha partecipato anche il premier Giuseppe Conte e che vive del sostegno anche di diversi attori che promuovono la sicurezza tra cui Trend Micro con kit didattici e formazione, all’interno di uno spazio web dedicato ad alunni, docenti e genitori, con contenuti redatti da un team di psicologi e pedagogisti esperti del Moige.

Ricerca Moige - Gli effetti della mancanza di Internet sui minori
Ricerca Moige – Gli effetti della mancanza di Internet sui minori

Che Internet non sia un luogo sicuro sembra una realtà sempre più vera. Per esempio secondo i risultati dello studio Digital Civility Index. Microsoft ha diffuso i dati della ricerca che analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti e degli adulti rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online in 25 Paesi, Italia inclusa. Il nostro Paese si posiziona al decimo posto, mentre sarebbe il Regno Unito il Paese più sicuro e ultimo il Sud Africa.

I rischi più comuni nel navigare sono rappresentati da fake news e sexting, e se il cyberbullismo è in calo è pur sempre vero che il 22% degli intervistati è vittima dei bulli online. Il segnale positivo arriva dai teenager: il 51% di essi chiede aiuto ai genitori (+7% rispetto all’anno scorso). Allo stesso tempo però il 50% del campione oggetto della ricerca si aspetta un miglioramento significativo della capacità di proteggere privacy e dati personali.

Non sono pochi i big di Internet (e dei social) – per esempio Facebook e Google tra gli altri (ma anche Cisco per esempio ha approntato un’iniziativa ad hoc e Kaspersky ) – che dispensano consigli utili in questa giornata. Una navigazione più sicura infatti dipende anche dagli utenti: utilizzare un’unica password per ogni servizio, cambiarla di frequente, scegliere sistemi di protezione robusti, sono scelte possibili e facilitano in fondo anche la navigazione, basta utilizzare gli strumenti a disposizione.

E’ il parere anche di Bitdefender che in occasione della giornata sottolinea: “L’utilizzo di password robuste e univoche, che consentono l’autenticazione a due fattori, ovunque ormai disponibile, e l’evitare una condivisione eccessiva di informazioni personali e private, sono alcuni esempi di best practice per la sicurezza. Infine l’impiego di una potente soluzione di controllo parentale è una misura indispensabile per tenere i bambini al sicuro e lontano da contenuti online inappropriati”

Pericoli e rischi però sono anche sempre più sofisticati. Le campagne di phishing sono subdole (si pensi ai tentativi di spear phishing e di smishing, ovvero il phishing via Sms) e anche tante delle applicazioni che si utilizzano espongono la privacy a rischi inattesi. Per esempio in occasione di Safer Internet Day Proofpoint mette in guarda da TikTok. L’app può accedere alla posizione dell’utente nonostante i video di TikTok non richiedano o mostrino in modo esplicito queste informazioni.

È un trend più ampio in cui, nonostante TikTok e altre app simili forniscano controlli standard sulla privacy dei social per limitare l’accesso a questi dati, spesso resta compito dell’utente stesso (o dei suoi genitori) bloccarli attivamente. Serve una maggiore attenzione, su policy e privacy, attenzione che a onor del vero nessuno mai dedica anche solo mezzo minuto.

Non solo, sarebbe importante sfruttare anche le possibilità offerte dai diversi sistemi operativi per controllare quali accessi si permettono alle applicazioni, utilizzare le Vpn quando si accede ad una rete Wifi che non si conosce, o pubblica, disabilitare fotocamera e microfono dei device portatili quando non in uso, e avere sempre disponibile una copia di backup isolata dalla rete, conoscendo anche come ripristinarla.

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