Var Group definisce il suo piano Piano Strategico di Sostenibilità Triennale con orizzonte fino al 2028. Costruito su cinque pilastri e articolato in 26 progetti, di cui 15 già avviati e alcuni con durata pluriennale, il piano si innesta su attività già rendicontate nel Bilancio di Sostenibilità 2025 e viene sostenuto da ulteriori investimenti per 210 mila euro nel primo anno.
La scelta di formalizzare un piano triennale risponde a una logica di governance: rendere programmabili e verificabili, nel tempo, le iniziative su innovazione, persone, etica, filiera e comunità, cioè i campi in cui l’azienda intende collocare l’impatto della propria crescita.

Francesca Moriani, Ceo di Var Group, colloca pertanto il piano in continuità con l’evoluzione organizzativa: “Il piano strategico di sostenibilità rappresenta un impegno concreto, pluriennale e strategico per Var Group. Il nostro impegno in questo ambito è costruito in continuità con l’evoluzione organizzativa verso il modello di Open Platform Organization e ci permette di dare concretezza ai valori che ispirano l’azienda, in una logica di impatto olistico su persone, ambiente, società”.
La sostenibilità viene quindi trattata come criterio trasversale di trasformazione e non come iniziativa “a margine” delle attività core.
Questo si riflette anche nel modo in cui il piano mette insieme strumenti tipici dell’innovazione digitale con obiettivi legati a benessere, inclusione, riduzione degli impatti ambientali, qualità della filiera e ricaduta sulle comunità. Entriamo nei dettagli.
Cinque pilastri per un impegno misurabile
La struttura del piano si fonda su cinque pilastri: Passione per l’innovazione, Persone, Integrità e sostenibilità, Collaborazione e fiducia, Responsabilità e impegno sociale. Ciascun pilastro ha una sua logica operativa e una serie di progetti che puntano a intervenire su comportamenti, processi e relazioni lungo la catena del valore. La sostenibilità viene quindi organizzata in un portafoglio di iniziative che coprono un arco temporale fino al 2028 e che, in diversi casi, implicano l’introduzione di strumenti di misurazione e Kpi, soprattutto in ambito persone e benessere organizzativo. È un’impostazione che mira a trasformare temi spesso trattati in modo qualitativo in campi governabili con metriche e verifiche periodiche.
Innovazione, leva culturale e operativa
Il primo pilastro, Passione per l’innovazione, colloca la tecnologia come leva per costruire cultura e rituali interni e per progettare soluzioni che affrontino sfide Esg in modo concreto. In questa cornice rientrano iniziative come l’Esg gamification, pensata per creare cultura e rituali, verificare la percezione di benessere e inclusione in azienda e incentivare scelte responsabili da parte delle persone, collegando la partecipazione individuale al miglioramento di Kpi Esg. Nello stesso pilastro trova spazio l’Hackathon della Sostenibilità, inserito nell’evento Z!ng, descritto come una maratona di innovazione in cui team multidisciplinari collaborano per sviluppare soluzioni concrete e scalabili per sfide Esg interne. La logica è coerente con un modello di sostenibilità che non separa “innovazione” e “responsabilità”, ma usa processi tipici della trasformazione digitale per accelerare progettazione e adozione di comportamenti più sostenibili.
Persone, il benessere misurabile, la formazione, l’inclusione
Il pilastro dedicato alle persone è costruito intorno a un obiettivo dichiarato: aumentare il benessere percepito in azienda, lavorando su formazione, welfare, strumenti di misurazione e inclusione. Var Group dichiara di intervenire sulla popolazione interna composta da oltre 4.200 persone, continuando l’erogazione di percorsi formativi e sistemi di welfare. In termini quantitativi, vengono riportate oltre 73mila ore di formazione erogata, con una media di 17,5 ore per risorsa. Un passaggio rilevante riguarda la volontà di rendere più rigoroso il modo in cui il benessere viene rilevato e trasformato in indicatori. È previsto un progetto di misurazione del benessere aziendale e dell’employer branding che parte dall’identificazione di una metodologia e di strumenti per definire Kpi sempre più puntuali. Il piano indica che entro l’anno solare 2026 verrà effettuata la prima misurazione secondo il nuovo approccio.
L’intervento sulle persone non si limita al perimetro italiano. È previsto un potenziamento delle attività di Wellbeing e Growth partendo dall’Italia e con prospettiva di estensione alle country estere, con l’obiettivo di evitare che la sostenibilità sociale resti un insieme di iniziative locali e non un modello replicabile lungo la presenza internazionale del gruppo. Allo stesso tempo, viene introdotto il tema del benessere digitale, con l’adozione di strumenti di monitoraggio degli strumenti di collaboration per promuovere una cultura del lavoro “più sana”. In questa impostazione la sostenibilità entra anche nel modo in cui le piattaforme digitali influenzano ritmi, carichi e abitudini organizzative, con l’obiettivo di rendere governabile un ambito spesso lasciato alla sola gestione individuale. Sul fronte dell’inclusione, l’azienda dichiara l’impegno nella nomina e formazione di un Disability Manager e nell’incremento del 6% dell’inserimento di persone appartenenti alle categorie protette, facilitando l’accesso attraverso percorsi di formazione dedicati e strumenti tecnologici ad hoc. È inoltre citato un percorso sul Disability Management in collaborazione con Fondazione Asphi, finalizzato a costruire relazioni significative con la disabilità sia visibile sia invisibile.
La sostenibilità ambientale
Il pilastro Integrità e Sostenibilità mette insieme etica e attenzione ambientale, trattando l’impatto come conseguenza di scelte operative. In questa area Var Group dichiara l’impegno a minimizzare l’impatto ambientale dei viaggi internazionali e a ridurre le emissioni del commuting, proseguendo la sostituzione graduale del parco auto con autovetture endotermiche all’anno fino al 2028. Accanto al tema delle flotte, viene indicata la realizzazione di una piattaforma di car pooling per condividere passaggi in auto e trasporto di oggetti e materiali tra sedi del gruppo, con la logica di ridurre la carbon footprint attraverso l’ottimizzazione degli spostamenti. È un esempio di come l’azienda provi a tradurre la sostenibilità in strumenti organizzativi che cambiano comportamenti e processi, invece di limitarsi a obiettivi generici. In parallelo, il piano include l’iniziativa Salvo, descritta come intervento per evitare sprechi alimentari in riunioni ed eventi, prevedendo l’introduzione di doggy bag aziendali per rendere la sostenibilità un’azione concreta e condivisa. Anche qui l’elemento interessante non è il singolo gesto, ma la scelta di inserire la riduzione sprechi come pratica standard, associata alla vita organizzativa e non lasciata a iniziative occasionali.

I criteri Esg nei rapporti con fornitori e partner
Il pilastro Collaborazione e Fiducia è centrato sulla filiera. Var Group descrive l’adozione di pratiche di approvvigionamento rivolte esclusivamente ad aziende fornitrici che rispettano elevati standard. Il perimetro include l’intero ciclo di vita dei prodotti e servizi, dagli estratti minerali ai componenti hardware come pc e smartphone, con l’obiettivo di minimizzare impatti ambientali e rispettare diritti umani e dei lavoratori. In termini di governance della supply chain, viene citata la richiesta alle aziende fornitrici di aderire a principi di etica, sicurezza e responsabilità sociale, sottoscrivendo un Codice di Condotta specifico durante l’accreditamento all’albo fornitori. È un’impostazione che mira a rendere verificabile la sostenibilità anche dove l’azienda non ha controllo diretto, utilizzando strumenti contrattuali e di qualifica. Il piano include inoltre l’adesione al progetto Includere per Crescere, promosso dal Consorzio Elis e l’impegno, nell’anno fiscale 2026, a sviluppare collaborazione con almeno due aziende impact. La sostenibilità viene quindi letta anche come costruzione di comunità industriali orientate a impatto, con obiettivi temporali esplicitati.
Comunità, impegno sociale strutturato
Il quinto pilastro, Responsabilità e Impegno sociale, affronta l’impatto sulle comunità locali e l’interazione con ecosistemi sociali e territoriali. Vengono citate oltre 30 iniziative realizzate in Italia, Spagna e Svizzera, per un valore superiore a 450mila euro, a sostegno di organizzazioni in ambito medico-sanitario e per la promozione del benessere sociale, scolastico-educativo e alimentare.
All’interno del piano rientra l’iniziativa Talent has no Limits, volta a favorire sviluppo del talento tecnologico e il rispetto dei principi di diversità, equità, inclusione, con particolare attenzione al talento femminile nelle carriere Stem e nello sport. L’iniziativa viene descritta come nata in Spagna, dove Var Group ha già attivato collaborazioni, tra cui quella con la Federazione Reale Spagnola di Pallamano. L’evoluzione prevista è duplice: confermare le iniziative spagnole e sviluppare partnership sul territorio italiano, con l’obiettivo nel fiscal year 2027 di consolidare l’iniziativa in Italia e replicarla nelle altre country estere. Il piano prevede inoltre lo sviluppo di iniziative congiunte con enti e organizzazioni sul territorio, affiancate da campagne interne di informazione e sensibilizzazione per favorire il volontariato aziendale. Qui l’elemento strutturale è l’idea di accompagnare le partnership esterne con meccanismi interni di partecipazione, in modo da evitare che l’impatto sociale resti confinato a “sponsorizzazioni” e diventi invece un processo organizzativo.
Governance condivisa come metodo operativo
L’insieme dei pilastri viene ricondotto a una scelta di governance anche da Francesca Tomassetti, Sustainability strategist di Var Group, che definisce il Piano Strategico Triennale “una scelta di governance consapevole: un modo di guidare l’azienda che mette al centro responsabilità, visione e coerenza”.

Tomassetti collega questo risultato a un percorso costruito con gruppi di lavoro trasversali e con l’ingaggio delle funzioni strategiche, sottolineando l’idea di sostenibilità come “leva di innovazione, trasformazione e creazione di prosperità sostenibile nel tempo”.
Questo passaggio chiarisce che il piano non è pensato come documento “della sostenibilità”, ma come un dispositivo organizzativo che si appoggia a contributi diffusi e che mira a essere incorporato nei meccanismi di gestione del gruppo.
La presenza di iniziative che uniscono metriche (misurazione benessere entro il 2026), progetti di inclusione con target espliciti (incremento del 6% categorie protette), scelte operative con traiettorie temporali (10 auto endotermiche/anno fino al 2028) e impegni di filiera (codice di condotta fornitori, collaborazione con aziende impact nel FY 2026) è coerente con una sostenibilità impostata come agenda di trasformazione verificabile, più che come rendiconto di singole azioni.
Per approfondire l’approccio alla sostenibilità di Var Group:
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