L’esigenza di rendere il patrimonio storico accessibile, comprensibile e coinvolgente per un pubblico eterogeneo è tra le motivazione che hanno spinto negli ultimi anni anche il settore dei beni culturali e museali verso la digitalizzazione. La tecnologia non è più sfruttata esclusivamente per la conservazione, il restauro o la catalogazione delle opere, ma serve anche ad abilitare nuove forme di fruizione, capaci di integrare contenuti storici, ricostruzioni scientifiche consumabili attraverso l’utilizzo delle tecnologie immersive.
Il contesto e il bisogno
La realtà aumentata (AR) si afferma come una delle tecnologie più promettenti per il mondo museale, perché consente di sovrapporre contenuti digitali al contesto reale senza alterarlo, mantenendo il contatto diretto con gli spazi fisici. A differenza delle ricostruzioni virtuali tradizionali, l’AR permette di valorizzare luoghi complessi, stratificati e in parte invisibili, come aree archeologiche o ambienti sotterranei, restituendo al visitatore una comprensione più immediata della loro evoluzione nel tempo. Il Duomo di Milano rappresenta uno dei casi più emblematici di questa complessità. La Cattedrale poggia su un’area archeologica importante, dove si intrecciano resti di edifici precedenti, come l’antica basilica di Santa Tecla e il Battistero. Elementi che oggi appaiono come frammenti o strutture parziali e che, senza un supporto interpretativo adeguato, risultano difficili da leggere per il pubblico non specializzato. Da qui l’idea del progetto Duomo Time Walk, un percorso di visita che fa leva sulle tecnologie di realtà aumentata per rendere visibile ciò che non è più percepibile a occhio nudo, coniugando rigore storico, narrazione e innovazione tecnologica.
La Fabbrica del Duomo – ente storico fondato nel 1387 da Gian Galeazzo Visconti, responsabile della costruzione, conservazione, restauro, gestione e valorizzazione del Duomo di Milano – si è trovata di fronte a una sfida duplice. Da un lato, la necessità di valorizzare un patrimonio archeologico di rilievo, ma intrinsecamente complesso da interpretare; dall’altro, l’esigenza di rinnovare l’esperienza di visita, intercettando le aspettative di un pubblico sempre più abituato a linguaggi digitali e interattivi. Le modalità tradizionali, basate su pannelli informativi o guide statiche, risultavano insufficienti a trasmettere la ricchezza storica degli spazi sotterranei. Mancava uno strumento capace di restituire la dimensione originaria dei monumenti, di mostrarne l’aspetto “com’era e dov’era” e di accompagnare il visitatore in un viaggio narrativo coerente e coinvolgente.
Il metodo e la soluzione
Una sfida quindi non soltanto tecnologica, ma anche culturale. Le soluzioni scelte si sarebbero dovute integrare con il contesto architettonico e religioso del Duomo, rispettandone il valore simbolico e storico, senza introdurre elementi invasivi o estranei. Inoltre, l’esperienza sarebbe dovuta essere accessibile, intuitiva e facilmente fruibile da visitatori con diversi livelli di familiarità con la tecnologia.

Per rispondere a queste esigenze, la Fabbrica del Duomo sceglie di adottare gli smartglass Epson Moverio, integrati con il software sviluppato da ArtGlass, dando vita al percorso Duomo Time Walk. La soluzione si basa su una sinergia tra hardware e software che consente di sovrapporre ricostruzioni digitali tridimensionali agli spazi reali, direttamente nel campo visivo del visitatore.
Gli smartglass utilizzati sono il modello Epson Moverio BT-40SN, progettati per un utilizzo professionale in contesti complessi. Affidabili e facili da indossare, nel progetto diventano una guida digitale, capace di accompagnare il visitatore lungo il percorso archeologico senza isolarlo dall’ambiente circostante. La tecnologia di proiezione stereoscopica consente infatti di mantenere il pieno contatto con il mondo reale, arricchendolo con contenuti digitali a schermo pieno e ad alta definizione.
Grazie alla realtà aumentata, gli elementi architettonici scomparsi vengono ricostruiti e visualizzati direttamente davanti agli occhi del visitatore.

Come spiega Emanuele Callioni, Coordinating manager Digital Initiatives del Duomo di Milano, “i visitatori possono sperimentare i Moverio nell’area archeologica del Duomo. L’antica basilica di Santa Tecla e il Battistero vengono ricostruiti davanti agli occhi dei visitatori grazie alla realtà aumentata. Soprattutto nella zona degli scavi, dove oggi sono rimaste solo pietre, i Moverio consentono di vedere i monumenti esattamente come erano in passato“. Il software di ArtGlass svolge un ruolo centrale nello storytelling e nella precisione delle ricostruzioni, integrando contenuti storici e modelli tridimensionali in modo coerente con il contesto fisico.

La tecnologia diventa così un mezzo per raccontare la storia, non un fine in sé, permettendo al visitatore di “calarsi” nell’epoca di riferimento e di comprendere meglio l’evoluzione architettonica del sito.
Antonio Scuderi, Ceo di ArtGlass, sottolinea, infatti, come la scelta della tecnologia stessa sia funzionale alla narrazione: “Cerchiamo sempre di selezionare la tecnologia migliore da integrare con le funzionalità del software e lo storytelling, in modo da creare la storia perfetta”.
I vantaggi
L’introduzione degli smartglass Epson Moverio nel percorso Duomo Time Walk genera benefici significativi sia in termini di esperienza del visitatore sia di valorizzazione del patrimonio culturale. La realtà aumentata facilita l’attenzione e migliora l’acquisizione delle informazioni, rendendo comprensibili elementi che, in un contesto tradizionale, richiederebbero spiegazioni lunghe e complesse. L’esperienza museale assume un valore narrativo, trasformando la visita in un viaggio immersivo che unisce storia, arte e tecnologia. I visitatori non si limitano a osservare reperti o strutture, ma possono visualizzare le ricostruzioni degli edifici originari, comprendendone le proporzioni, le funzioni e il ruolo storico.

Dal punto di vista tecnologico, la soluzione dimostra come la realtà aumentata possa essere utilizzata in modo non invasivo e sostenibile, senza richiedere infrastrutture complesse o modifiche agli spazi. Gli smartglass diventano uno strumento flessibile, facilmente integrabile e adattabile a diversi contesti culturali.
Gianluca De Alberti, head of sales Video Projector di Epson Italia: “Apprezziamo che i Moverio siano stati scelti per l’esperienza Duomo Time Walk: la soluzione messa a punto con ARtGlass ]…[ la realtà aumentata nelle visite museali porta grande valore aggiunto perché apre le porte a una nuova modalità di fruizione per i visitatori, che sperimentano un maggior coinvolgimento e ne escono più arricchiti in termini di conoscenze”. Anche dal punto di vista dei partner tecnologici, il progetto evidenzia l’importanza della collaborazione.
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