L’uso del digitale cambia il volto dell’agricoltura e pone nuove sfide globali. Prima tra tutte, la creazione di un sistema virtuoso di sviluppo ecosostenibile supportato da progetti di tracciabilità, gestione, controllo e ottimizzazione delle risorse territoriali. Una visione etica alla quale Abaco si rifà da trent’anni, protagonista del settore a livello europeo.

In Italia, a guidare l’azienda in qualità di Ceo è Antonio Samaritani. Lo intervistiamo per capire, dal suo punto di osservazione privilegiato, quanto il mercato agricolo italiano stia evolvendo in questa direzione etico-digitale e per sapere come la strategia di Abaco in Italia sia cambiata a distanza di un anno, ovvero dalla sua entrata in azienda.

Antonio Samaritani, Ceo di Abaco Italia
Antonio Samaritani, Ceo di Abaco Italia

“La sostenibilità ambientale è un elemento ormai fondamentale per l’agricoltura di oggi ed il risparmio del suolo e delle risorse idriche rappresentano temi fortemente sentiti in tutto il mondo – esordisce Samaritani – . In Italia, a queste tematiche se ne aggiungono alcune più peculiari, in primis la difesa della qualità. Un elemento particolarmente rilevante nell’economia del nostro Paese, dove, a differenza di nazioni più estese che puntano sui volumi di produzione, la difesa del marchio e del made in Italy diventano essenziali per distinguersi sul mercato. Altro tema è la cultura digitale e la propensione all’innovazione, già acquisita, con la tecnologia entrata ormai massicciamente nei processi delle imprese del territorio, in tutti gli ambiti, non solo digitali ma anche dei trattamenti, della chimica e della biologia applicate al contesto agricolo”.

Tecnologia e agricoltura sono dunque mondi inscindibili. Come, dunque, l’innovazione può supportare realmente i processi e quali le criticità che le imprese incontrano? “Come tutte le novità che faticano a bucare ma che se efficacemente comunicate poi fanno tendenza, oggi tutti parlano di Agricoltura 4.0. Il vero tema, però, è passare dalla teoria alla pratica. Se analizziamo ad esempio la guida autonoma o i mezzi connessi, sappiamo che in agricoltura si può fare di più perché il famoso dilemma etico qui non esiste – spiega Samaritani -; si possono pertanto realmente rivoluzionare i processi. Già oggi le macchine agricole sono quasi tutte collegabili, ma solo il 10% di quelle vendute sono realmente connesse”. Ciò – sottolinea il manager – significa che c’è uno spreco di capitale informativo, di dati che potrebbero essere inseriti nel processo di miglioramento, ma che oggi non sono sfruttati, perché manca ancora la sensibilità digitale.

Le tre anime di Abaco

Sviluppo sostenibile. Quanto è un tema che rientra nella strategia di Abaco? Samaritani lo spiega raccontando le tre anime di Abaco.

La prima anima è rappresentata da quegli strumenti di lettura, interpretazione e gestione del territorio dei quali l’azienda si serve e che evolvono: partita 30 anni fa su alcuni concetti di gestione del 3D, Abaco passa poi all’ottimizzazione delle cave, ai Gis, satelliti, fino all’Iot dei giorni nostri.

La seconda anima è il forte legame con il territorio ed il suo controllo da parte della pubblica amministrazione. “La maggior parte delle applicazioni in agricoltura prima che per il mondo industriale sono nate per la PA – spiega -, che ha in carico la salvaguardia delle frodi e la gestione e monitoraggio dei raccolti”. L’agricoltura europea è finanziata e oggi si va sempre dal concetto “se coltivi ti pago” ad esasperare il concetto “se coltivi in qualità ti pago”; coltivare il suolo non stressandolo, usando meno acqua e chimica possibili verso uno sviluppo agricolo etico e sostenibile, appunto. “Politiche agricole che valorizzano l’uso della tecnologia e vanno nella direzione giusta – spiega Samaritani – spostando sempre più l’attenzione verso la tutela del territorio e la creazione di cultura, un percorso chiaro che la UE chiede con forza”. Anche in Italia nascono misure di rilancio, come gli incentivi fiscali per i mezzi agricoli connettibili ma non connessi che (come nella Industry 4.0) prevedono per un’azienda che compra un mezzo agricolo il diritto ad un incentivo dal 6 al 20%, che arriva con le nuove normative governative al 40% se il mezzo è connesso in una piattaforma di lettura e scambio dei dati. In queste settimane difficili per l’economia globale, Abaco ha anche messo in campo iniziative specifiche a supporto degli operatori agricoli per gestire la crisi e farlo in sicurezza. “Abbiamo già una parte ampia di servizi che possono facilitare mobilità e distanziamento sociale che se prima venivano visti come elementi a completamento e corredo di quello che noi facevamo, oggi diventano dei servizi essenziali, oltre che un’occasione di sviluppo per noi”.

La terza anima di Abaco, è quella legata ai daticerti e immodificabili della PA – che vuol dire algoritmi, ML e parte tecnologica da inserire nel quadro della gestione della conoscenza per migliorare costantemente i processi. Indispensabili ad esempio per dare feedback di tracciamento attraverso le macchine connesse, ma anche sensoristica, come ad esempio “trappole per insetti collegate in IoT inserite in un sistema geo-referenziato per fare azioni selettive mirate”. In questo contesto, sottolinea Samaritani, “la capacità distintiva ed il vero valore sta nel saper gestire anche i dati non strutturati“. Un insieme di capacità legate all’utilizzo dei dati applicabile a qualsiasi contesto di business. Ecco perché Abaco sta studiando nuovi mercati di sbocco dalle grandi potenzialità, come quello del risk management, delle banche e dell’insurance.

Crescere in un ecosistema di partner

Chiediamo quali sono le maggiori sfide sulle quali Abaco si focalizza oggi e gli obiettivi per il biennio 2020-2021. “Primo – dichiara Samaritani – , esaltare le radici storiche che hanno contribuito alla crescita di Abaco, ovvero tecnologia declinata in logica di sostenibilità e qualità”Per farlo, l’azienda ha confermato un piano di investimenti che la porterà a crescere ancora . “Non saremo mai produttori di soluzioni generaliste ma vogliamo continuare a investire in tecnologie per la lettura e la gestione del territorio e per l’elaborazione di dati in una visione sistemica. Questo è il settore nel quale stiamo, e continueremo ad investire per diventare leader”. 

“Sappiamo che è un business estremamente frammentato, per questo dobbiamo avere la capacità di creare un ecosistema intorno a noi per trasformare le esigenze che percepiamo in progetti concreti. Quindi il tema fondamentale per competere in un mondo complesso è lo sviluppo di partnership con aziende innovatrici e con provider e system integrator, il tutto per inserire il nostro progetto in un percorso di change management più ampio che passa anche attraverso un piano di crescita organica e per acquisizioni, seppure oggi un po’ più prudente nella parte M&A, legata all’oggettiva incertezza di mercato”, conclude Samaritani. 

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