Il cambiamento di SAP, nei sui 30 anni, porta negli ultimi anni la firma di Luisa Arienti, amministratore delegato della filiale italiana, voce in campo di un processo che ha visto cambiare sia l’azienda sia le tecnologie sulle quali mercato e imprese hanno focalizzato la propria attenzione, soprattutto nell’ultimo decennio. Un percorso impegnativo. “Portare alle aziende italiane i benefici delle tecnologie digitali all’insegna dell’innovazione è stato il percorso intrapreso sin dal 1988, quando l’azienda ha aperto in Italia con 5 dipendenti – esordisce Luisa Arienti nella nostra chiacchierata -. In questi trent’anni siamo stati compagni di strada per le imprese italiane, con oltre 8.000 clienti che hanno sperimentato la capacità delle tecnologie Sap di gestire e rendere snelli i processi aziendali”.

Una sfida dalla quale SAP non è stata immune, affrontando un cambiamento radicale a partire dal 2010 quando ha deciso di rivedere il proprio posizionamento sul mercato, con conseguente cambiamento culturale, di competenze e dinamiche aziendali. “Sicuramente è stato un percorso faticoso, ma necessario – precisa Arienti -. Per anticipare i trend e i bisogni del mercato in un’economia digitale interconnessa, dal 2010 abbiamo infatti abbracciato il modello cloud per le nostre soluzioni per lasciare al cliente la scelta del modello di fruizione del software. Oggi abbiamo oltre 160 milioni di utenti in cloud nel mondo”. Risale al 2012 il lancio di SAP HANA, la piattaforma di in-memory computing in real time che gestisce dati strutturati e non, “che conta oggi 25.000 clienti nel mondo” precisa Arienti, ricordando lo sforzo di rendere i software più intuitivi, con una interfaccia ridisegnata, che ha portato al lancio di SAP Fiori prima e nel 2015 alla suite business SAP S/4HANA.

Luisa Arienti, Amministratore Delegato di SAP Italia e Ranieri Niccoli, Chief Manufacturing Officer, Member of the Management Board di Automobili Lamborghini
Luisa Arienti, Amministratore Delegato di SAP Italia e Ranieri Niccoli, Chief Manufacturing Officer, Member of the Management Board di Automobili Lamborghini allo scorso SAP Forum

Il processo di cambiamento ha visto anche la crescita per acquisizioni, non ultima quella nell’ambito della gestione delle risorse umane di SuccessFactors, o prima di Hybris nello sviluppo della customer experience o di Ariba e Concur nel business network, nell’ottica di offrire la possibilità di gestire business in modo integrato.

Ora si cambia di nuovo

Essendo in quiet period a ridosso delle chiusure fiscali, Arienti non dà numeri di business ma si sofferma sulla strategia futura, che si giocano sul campo delle tecnologie innovative sotto il cappello Intelligent Enterprise, raggruppando tecnologie di AI, deep learning, machine learning, analisi predittiva, blockchain. “Per noi il concetto di Intelligent Enterprise comprende l’utilità di applicare a dati e processi queste tecnologie emergenti. E va oltre: tende a trasformare l’enorme mole di dati e informazioni derivanti dai processi aziendali in valore. Parliamo di maggiore capacità di adattarsi ai cambiamenti e alle sollecitazione del mercato e del proprio ecosistema”.

Incentivi e governo

Un mercato che è stato solleticato dagli incentivi previsti dal Piano Industria 4.0 che hanno permesso grazie agli investimenti aumentati dell’11% in circa due terzi delle imprese, di rafforzare la propria infrastruttura tecnologica: secondo i dati Istat, le aziende hanno investito in larga parte in software (42%), soluziini avanzate come IoT (33%), cloud (30%), cybersecurity (20%) e robotica (15%). “La larga maggioranza delle Pmi ha  ritenuto gli incentivi molto o abbastanza rilevanti ai fini dei nuovi investimenti – commenta il dato Arienti -. C’è da augurarsi che questa tendenza prosegua anche nei prossimi anni affinché le imprese italiane possano continuare a innovare per aumentare la propria competitività sulla scena internazionale. Come SAP abbiamo anche casi eccellenti in Italia da evidenziare come Lamborghini e iGuzzini, aziende innovative non solo in quello che producono, ma per come lo fanno proprio grazie all’adozione di tecnologie e infrastrutture avanzate”.

Ma le criticità evidenziate dallindice Desi 2018 – secondo i quali l’Italia non ha registrato miglioramenti significativi negli ultimi due anni da fare pensare a una inversione di tendenza rispetto alla posizione da fanalino di coda sui temi dell’occupazione, dell’innovazione e della trasformazione digitale – allarmano Arienti. “Se potessimo chiedere una cosa al governo Conte sarebbe quella di promuovere una strutturata politica industriale in ambito digitale che permetta all’Italia il prossimo anno di risalire da quel imbarazzante 26° posto dell’indice Desi”.

Pmi costrette a innovare

In questo scenario molte piccole e medie imprese hanno trovato nella digitalizzazione un terreno fertile, redendosi conto che il progresso tecnologico influenza bilanci e trasforma l’azienda. “Queste realtà hanno cominciato a comprendere che il 4.0 è un’opportunità di business – sostiene Arienti -. Anni fa le aziende innovavano la tecnologia dell’informazione a causa di aggiornamenti normativi, o perché erano costrette a farlo da ragioni esterne: per esempio, il sistema era progettato per la lira, e quando si è passati all’euro si è dovuto rivederlo. Oppure per ottimizzare i costi. Spesso i clienti si rivolgevano a noi per avere un Erp che tenesse sotto controllo le spese e individuasse aree, attività, processi su cui fare cost saving. Oggi si innova in vista di un vantaggio competitivo: l’iniziativa è sempre meno dell’area IT ed è sempre più dell’imprenditore, che investe in vista di un aumento di profitto, dovuto allo sviluppo di un nuovo modello di business, a un processo di internazionalizzazione, alla conquista di una nuova nicchia di mercato”.

Proprio a questa fascia di utenza strategica per SAP (“degli oltre 8.000 clienti, l’80% è costituito da Pmi in Italia” precisa) sarà dedicata un’area apposita all’interno di SAP Now, l’evento di ottobre a Milano, dove si parlerà di Intelligent Economy con esponenti del mondo accademico, “da sempre un potenziale hub per condividere percorsi di innovazione e reclutare talenti in grado di accelerare la trasformazione digitale”. L’evento avrà 80 partner (“+30% rispetto all’edizione precedente”) e illustrerà casi di sviluppo e applicazioni di Intelligenza Artificiale, Machine Learning, IoT e BlockChain: tra questi iGuzzini, ma anche Kimbo, Vibram, Sardex, FILA, Montenegro, De Cecco, Satispay, Lavazza, Feralpi.

I visitatori di SAP Now potranno esplorare un’area dedicata agli applicativi di business dalla produzione alla gestione dei clienti, alle risorse umane – precisa Arienti -, accanto a uno spazio dedicato alle Pmi che ruota attorno SAP Business One e a una’area dedicata alla piattaforma SAP Leonardo, per introdurre nuovi livelli di automazione e di intelligenza non solo nelle linee di produzione ma anche nelle attività di vendita e marketing, nell’assistenza clienti o nella gestione delle risorse umane”.
Il focus rimane l’Intelligent Enterprise che porterà le imprese ad abilitare sistemi aziendali con interfacce più umane, ad utilizzare riconoscimento vocale, dei testi scritti, delle preferenze dell’utente per prendere decisioni puntuali. “Si lavorerà in futuro in modalità sempre più dinamica, aperta ed intelligente con i sistemi di produzione come robot collaborativi e logistica integrata in una digital supply chain. Il tutto per portare definitivamente i clienti al centro dell’impresa”.

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