Ha al centro della propria strategia internazionale la gestione dello storage di fascia enterprise multi-petabyte Infinidat, società israeliana-americana, attiva sul mercato mondiale, che ha recentemente fatto il punto sulle proprie strategie in un momento in cui l’Europa e il mondo intero affrontano l’emergenza sanitaria in corso. 

E’ Moshe Yanai, fondatore e Ceo dell’azienda, a delineare la prospettiva per i prossimi mesi, mettendo sul piatto della bilancia il rallentamento dei progetti delle aziende da una parte e dall’altra la necessità di archiviare i propri dati con la richiesta continua di nuovo spazio di archiviazione.

In un particolare momento storico in cui la capacità di offrire flessibilità e prezzi competitivi può mettere in difficoltà i grandi “nomi premium” dello storage meno sensibili a proporre scontistiche e prezzi vantaggiosi. “Un comportamento che nei prossimi mesi beneficerà quelle aziende che sapranno offrire un approccio allo storage con costi più flessibili – precisa Yanaie che guardano al Tco degli investimenti dei propri clienti. Abbiamo notato in questa fase di emergenza che per via delle restrizione agli spostamenti sono aumentati del 20% i ritardi nell’installazione causati dalla disponibilità limitata del personale del data center locale e nello stesso tempo sono aumentate del 65% le richieste di storage non pianificate. Serve agilità per rispondere ai clienti”.

Moshe Yanai, Ceo di infinidat
Moshe Yanai, Ceo di infinidat

Unico sistema

Infinidat basa di fatto la propria offerta su un unico sistema – Infinibox – che permette di ridurre i costi grazie alle modalità in cui viene proposto ai clienti enterprise e che consolida al proprio interno tutti i sistemi storage legacy di una azienda.

InfiniBox può essere acquistato in modo classico (modello Capex) diventando un asset in mano alla azienda, in una modalità intermedia (Cod o Capacity on Demand) in cui si propone un modello a consumo che eroga capacità di archiviazione variabili on demand, oppure in una modalità totalmente gestita (modello Full Opex, battezzato Flx) dove Infinidat affitta la capacità richiesta dall’azienda sia in modalità pay per use, sia pay per month.

Oggi la formula Flx è richiesta dal 30% dei nostri clienti, proprio perché la flessibilità garantita non li vincola alla gestione dello storage, lasciando a loro nello stesso tempo il controllo dei propri dati archiviati – precisa Yanai -. Come è successo a una banca italiana che in questo periodo di lockdown ha avuto la necessità di ampliare in tempi rapidi la propria infrastruttura di archiviazione non disponendo del budget per l’acquisto di nuovo Infinibox. La modalità Flx gli ha permetto di avere subito a disposizione una capacità extra di storage gestito da remoto”.

“In risposta a questa emergenza sanitaria, con effetto immediato, stiamo consentendo il consumo illimitato di Cod e Flx per un minimo di 30 giorni, che può anche essere esteso in base all’evolversi della situazione Covid-19 e alle esigenze dei singoli clienti” precisa il Ceo. Dal punto di vista tecnologico i punti di forza della soluzione sono alta capacità di ogni singolo rack (10 petabyte), architettura a triplo controller, la replica trasparente dei dati (modalità active-active), la neural cache basata su machine learning che alloca i dati in base all’accesso.

Infinidat System Principles
Infinidat System Principles

Sguardo all’Italia

“La strategia Infinidat in Italia è in linea con la strategia corporate – commenta Donato Ceccomancini, country manager di Infinidat Italia -: proporre storage di classe enterprise che attraverso algoritmi di intelligenza artificiale e di machine learning sia in grado di fornire performance molto elevate con un’alta affidabilità e una scalabilità multi-petabyte. Il tutto a costi contenuti e con una flessibilità di acquisto attraverso il Capacity on Demand o con la proposta Full Opex”.

Donato Ceccomancini, country sales manager Italy di Infinidat
Donato Ceccomancini, country sales manager Italy di Infinidat

Arrivata nel nostro Paese a metà 2015, con l’apertura della filiale a luglio 2016, oggi in Italia Infinidat ha un numero significativo di sistemi installati presso principali clienti italiani. “Tra questi i primi 4 service/cloud providers, le prime due telco, alcune istituzioni finanziarie, aziende del settore retail e industriale, primari enti della PA – precisa Ceccomancini -. Tra le referenze pubbliche possiamo menzionare Cedacri, Engineering D.Hub, Tas Group, Infocert, Ifom (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare). L’importante crescita ci ha permesso di diventare un player credibile e disruptive sul mercato italiano”.

Il modello di go to market è indiretto con una rete di partner preparati e focalizzati (“tra questi possiamo citare Ian, DedaGroup, BCloud, Mead Informatica, WestPole, AD Consulting”) supportati attraverso un team di esperti: “la nostra capacità operativa si estrinseca con le risorse tecniche locali e della corporation, in aggiunta ai partner certificati che sono in grado di erogare servizi di assessment, planning, migrazione di dati, sviluppo e integrazione”.

Partner che supportano anche le dinamiche conseguenti all’emergenza Covid-19, conclude Ceccomancini: “In questa fase critica abbiamo messo in pratica azioni concrete a supporto delle esigenze dei clienti anche italiani, sulla stessa modalità spinta a livello mondiale dal nostro Ceo. E alla luce della situazione contingente e dei bisogni che ne conseguiranno, i principali settori verticali su cui siamo concentrati per il 2020 sono cloud, telco, service provider, banche e assicurazioni, servizi per l’healthcare (telemedicina, genomica computazionale, data analytics). A questi si aggiungono contactless business and services (smart working, e-learning), e-commerce e supply chain/logistics”. Ad oggi in Emea vengono erogati 1,9 exabyte di storage, parte dei 6 exabyte gestiti a livello mondiale. 

Infinidat's Global Footprint is 6 EB*
Infinidat Global Footprint: 6 exabyte
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